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Transessuali e Chiesa: il cambio di sesso può essere una soluzione?

© Public Domain
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Come accogliere e accompagnare le persone che soffrono di Disforia di Genere?

Una Chiesa aperta a tutti. Sopratutto a chi si sente escluso ed emarginato. E' con questo spirito che papa Francesco ha accolto sabato in Vaticano il transessuale Diego Neria Lejarraga insieme alla sua fidanzata (Aleteia, 26 gennaio). Il giovane aveva scritto al pontefice, sostenendo che dopo il cambio di sesso avvenuto 8 anni fa, era stato allontanato dal suo parroco. Addirittura, il sacerdote lo avrebbe definito "la figlia del diavolo"  (Avvenire 26 gennaio).

IL PRECEDENTE DI LEELAHA
Ma Diego non è il primo trans a manifestare un limite a cui ha provato a porre un argine Bergoglio, ricevendolo in udienza privata. Alla fine del 2013, Leelaha Alcorn, 17enne nata con un corpo maschile, ma che da tempo si sentiva una donna e avrebbe voluto cambiare sesso, si è suicidata lanciandosi in una strada trafficata dell'Ohio, negli Stati Uniti.


GRAVI ACCUSE AI GENITORI
Prima di togliersi la vita, Leelaha – il nome maschile era Josh ma non lo accettava – aveva programmato un post straziante sul proprio profilo Tumblr dove accusava i genitori molto religiosi di non avere accettato la sua condizione di transgender. Invece di ascolto e comprensione, scriveva nella lunga lettera di addio, la ragazza racconta di aver ricevuto punizioni molto dure (L'Huffington Post, 30 dicembre).

LA DEPRESSIONE MAI SUPERATA
«Mia madre – recitava il post – ha cominciato a portarmi dagli psicologi, ma unicamente dai terapeuti di fede cristiana (che sono molto faziosi), e così non ho mai potuto ottenere una terapia che potesse guarirmi dalla depressione. Ho soltanto incontrato persone molto religiose che mi ripetevano quanto fossi egoista e quanto mi sbagliassi e che avrei dovuto cercare aiuto in Dio».
 
DISFORIA DI GENERE
In realtà i terapeuti, anche se di fede cristiana, seguono dei protocolli ben precisi nei confronti delle persone affette da Disforia di Genere. Perché il transessualismo è una patologia ben definita, come spiega ad Aleteia la psicologa Arianna Petilli, che ha redatto l'interessante studio, unico in Italia, su come "L'azione della Chiesa Cattolica influenza il benessere psicologico delle persone omosessuali"

NON ACCETTAZIONE DEL PROPRIO SESSO
«La Disforia di Genere – sostiene la psicologa – fa riferimento al profondo distress derivante dalla discrepanza tra il genere percepito come proprio e quello assegnato alla nascita. Detto in altri termini, le persone con Disforia di Genere sentono di essere membri del sesso opposto rispetto a quello biologico di appartenenza e di essere quindi imprigionate in un corpo che non le rappresenta e che non riconoscono come proprio. Si tratta di una condizione estremamente invalidante, che compromette tutti gli aspetti di vita di una persona e che è causa di un profondo disagio soggettivo». 

UN DISAGIO SOCIALE
A questo, evidenzia Petilli, «si aggiunge il fatto che, spesso, tale disagio viene vissuto in un clima di solitudine e incomprensione. I familiari, così come l’ambiante sociale di appartenenza, infatti, sono di solito impreparati a comprendere la marcata identificazione del soggetto con il sesso opposto e, per questo, possono reagire con rifiuto, avversione e paura alle sue preferenze e ai suoi comportamenti stereotipici dell’altro sesso. Questo, stando alla testimonianza che Leelaha ci ha lasciato prima di togliersi la vita, sembrerebbe essere quanto accaduto anche a lei». 

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