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Il sacramento della confessione è nella Bibbia?

UK Catholic/Marcin Mazur
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Dio ha dato davvero agli uomini il potere di perdonare i peccati?

Tra i sette sacramenti che la Chiesa custodisce gelosamente essendo stati istituiti dallo stesso Gesù Cristo, ce n'è uno in particolare che suscita dubbi in molti e rifiuto in altri.

Il sacramento della riconciliazione o penitenza è per noi cristiani un dono di Dio, che oltre a liberarci del peso dei nostri peccati manifesta senza fine la Misericordia e l'Amore di Dio nei confronti degli uomini che lo tradiscono continuamente.

È quindi chiaro che il deposito di fede che la Chiesa custodisce non è né è mai stato un'invenzione umana, ma ha un'origine divina, come risposta alla necessità dell'uomo di riconciliarsi con il suo Dio.

Origini

"Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi" [1].

Queste le parole pronunciate dal Signore agli apostoli il pomeriggio della domenica della sua risurrezione. Vorrei concentrarmi sul fatto che questa è stata la prima cosa fatta dal Signore vedendo gli apostoli dopo tre giorni di apparente assenza, facendoci capire in questo modo che non è stato un prodigio, ma qualcosa di fondamentale sia per gli apostoli che per noi che avremmo dovuto credere in Lui attraverso di loro [2].

Non posso evitare una certa indignazione quando mi trovo davanti a vari fratelli separati che attribuiscono alla loro chiesa o alla loro istituzione l'azione dello Spirito Santo, quando la storia stessa – biblica e universale – dimostra l'agire di questo stesso Spirito all'interno della Chiesa cristiana, la Chiesa degli apostoli e dei martiri, la Chiesa cattolica; approfondirò questo aspetto.

Dicevo che questo evento deve essere stato rilevante per tutta la Chiesa, perché è stato la prima cosa che Gesù ha fatto e ha detto agli apostoli dopo essere risorto, dando loro così il potere di perdonare i peccati nel nome di Dio. Va sottolineato che questo potere lo hanno ricevuto unicamente gli apostoli, per cui c'era una differenziazione tra questi e il resto della Parola di Dio.

È così al punto che Luca lo ha riferito dettagliatamente nel libro degli Atti: "Molti di quelli che avevano abbracciato la fede venivano a confessare in pubblico le loro pratiche" [3] . Non andavano dunque da altre persone, né confessavano i propri peccati “direttamente” a Dio, ma andavano dagli apostoli per ricevere il perdono che Gesù Cristo aveva dato loro il potere di impartire.

Se resta ancora qualche dubbio sul fatto che questo ministero sia stato dato agli apostoli, San Paolo ce lo ricorda in un modo ancor più esplicito nella sua seconda lettera ai Corinzi: : "Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione" [4].

Il sacramento è stato così istituito da Gesù Cristo all'interno della Chiesa, perché potessimo avere una vita di grazia e aspirare a una vita eterna.

Successione apostolica

Finora ho basato l'istituzione di questo sacramento su citazioni bibliche piuttosto chiare ed esplicite, ma ha anche un fondamento storico che non possiamo ignorare. Non pretendo di fare una trattazione della storia completa del sacramento, perché mi prenderebbe ben più di un paio di fogli; mi limito a esporre alcune delle tante ragioni che lo fondano, perché al di là della parte apologetica vorrei recuperare un po' il valore e l'importanza del sacramento.

Sono numerosi i personaggi che potrei citare riferendomi alla confessione nei primi secoli della Chiesa, come Origene, Tertulliano o San Cipriano, ma mi limiterò agli stessi apostoli, che ci hanno lasciato uno splendido scritto chiamato Didachè (60-160 d.C): "Nell'adunanza confesserai i tuoi peccati e non incomincerai mai la tua preghiera in cattiva coscienza. Questa è la via della vita" [5].

Dobbiamo ricordare che questo scritto è stato conservato dagli apostoli degli apostoli, e così via, facendone una successione apostolica, custodita gelosamente dalla Chiesa cattolica romana. Il potere di impartire il perdono di Dio ai penitenti è stato trasferito ai nostri attuali ministri o sacerdoti attraverso questa stessa successione, senza alcun tipo di rottura storica, perché la Chiesa e la storia possiedono tutti i documenti che evidenziano la relazione sia tra gli apostoli di quel tempo e i nostri vescovi che tra San Pietro e papa Benedetto XVI.

Per queste e altre ragioni, non c'è alcun motivo per il quale qualsiasi altra denominazione estranea alla Chiesa di Cristo si può attribuire l'azione dello Spirito Santo, perché è chiaro alla logica e all'intelligenza che il Santo Spirito di Dio non ispirerebbe mai cose diverse a persone diverse. In questo modo è abolito anche quel criterio che si leva come vessillo di guerra per i relativisti: “Non importa di che religione sei, tutte portano allo stesso Dio”.

Necessità del sacramento

Andando allora alla parte centrale di questo scritto, è importante prendere coscienza della necessità non solo di saper difendere ciò in cui si crede, ma anche di vivere quello in cui diciamo di credere.

Il sacramento della confessione è sempre stato bersaglio di molti attacchi protestanti, ma incredibilmente sono stati più gli attacchi basati sul dubbio da parte dei cattolici, che alla fine dei conti non vivono quella coerenza tanto necessaria per dare testimonianza al resto del mondo che vive una disperazione e un nonsenso enormi.

Attualmente si vivono vari abusi del sacramento, che vanno dalla cattiva amministrazione alla scarsa disposizione a riceverlo.

Dobbiamo avere molto chiaro il fatto che oltre a questo sacramento non c'è altra via attraverso la quale i nostri peccati possano essere perdonati. Ciò deve intendersi non come un capriccio della Chiesa, ma come un mandato diretto di Gesù Cristo Nostro Signore.

Dobbiamo comprendere che Dio ha sempre lasciato all'uomo la responsabilità delle cose sante, pur conoscendo le nostre fragilità. Questo è ciò che prova la fiducia che Dio ha riposto in noi e l'Amore infinito con il quale ci ha amati, perché ci ha amati tanto da donarsi sulla Croce per noi, e ci ha amati ancor di più risorgendo.

Celebriamo quindi insieme ai primi cristiani il fatto che Dio abbia dato questo potere agli uomini [6].

Twitter: @stevenneira

[1] Gv 20, 22-23
[2] Lc 10,16
[3] At 19, 18
[4] 2Cor 5, 18
[5] Didachè IV, 14. Padres Apostólicos, Daniel Ruiz Bueno, pag. 82. pub. B.A.C 65
[6] Mt 9,8

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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