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Educazione porno-gay a scuola? Per i giudici va bene così

© Torsten Seiler from Cologne, Germany

Gay Couple Pueppi &amp; Savv, bum around by Patches O&#039;Houlihan (film Dodgeball: A True Underdog Story viewing)<br />

Aleteia - pubblicato il 21/01/15

Vietato protestare: l'avvocato Simone Pillon querelato dall'Arcigay per aver chiesto lumi sui materiali diffusi dall'associazione ai minorenni di una scuola

Lo scorso 29 giugno 2014, ad Assisi si tiene la conferenza dal titolo “Sarà ancora possibile dire mamma e papà?”. Tra i relatori c’è l'avvocato Simone Pillon, portavoce del Forum delle Associazioni familiari dell’Umbria e membro del direttivo nazionale; tra i presenti in sala l’arcivescovo di Assisi, monsignor Domenico Sorrentino. Tra i mille esempi di “assedio” gender nelle scuole, Pillon cita il caso del Liceo scientifico Alessi di Perugia dove il 18 aprile 2012 un attivista dell’associazione Arcigay Omphalos – invitato per tenere una relazione sul tema “orientamento sessuale, identità di genere, bullismo omofobico”– aveva messo a disposizione dei ragazzi di terza liceo (quindi ragazzi e ragazze di 16-17 anni) un volantino dal contenuto porno-gay, a totale insaputa del Preside dell'istituto. Pillon mostra il volantino e ne legge alcune parti come esempio, poi si sofferma sulla parte delle iniziative a cui vengono invitati gli studenti, una vera e propria promozione dell’omosessualità. Tra queste c’è il Welcome Group, gruppo di benvenuto, e Pillon dice – con evidente ironia – “…Non voglio entrare nei dettagli su come sarà il benvenuto…”. Apriti cielo. Le denunce partono contro Simone Pillon, non appena il video della conferenza viene caricato sul sito del Forum umbro delle famiglie. L’accusa è diffamazione a sfondo omofobo (La Nuova Bussola Quotidiana, 20 gennaio)

Secondo i giudici di Perugia l’intervento di Pillon è effettivamente: «offensivo e lesivo della reputazione dell’associazione Ompholos Arcigay-Arcilesbica», perché «nel corso dell’intervento, colorito da una sferzante ironia, Simone Pillon ha in primo luogo diffuso notizie non corrispondenti al vero sull’attività di informazione e di prevenzione svolta dall’associazione», che sarebbe quella di «prevenzione delle malattie veneree, come per altro risulta chiaramente da una corretta e non dolosamente distorta lettura dei volantini».

Il giudice poi rimprovera a Pillon di avere descritto il volantino in questione come un tentativo di avviare all’attività omosessuale, cosa che non sarebbe vera. Eppure basta poco per rendersi conto che il tema dell’incontro non era la prevenzione delle malattie veneree…

Oggi su La Croce, l'avvocato Pillon spiega il suo punto di vista:

In un Paese normale l'indagine sarebbe partita d'ufficio a carico dei solerti attivisti gay. Ma nel “mondo nuovo” di cui Huxley e Orwell ben ci profetarono, l'indagato sono io. Anzi, per meglio impedire il diffondersi di tali notizie si è pure disposto – all'antivigilia di Natale – il sequestro preventivo di parte dei filmati del mio intervento di Assisi, in quanto “connotati di sferzante ironia” e idonei a diffondere “notizie non corrispondenti al vero”. Considerando che mi sono limitato a leggere il contenuto dei volantini, direi piuttosto che si è trattato di un'autodiffamazione da parte dei redattori di tali materiali.
[…] No cari amici, qui il tentativo è chiaro: mettere a tacere a tutti i costi chi ancora osi farsi avanti contro il pensiero unico. Tutti bravi a essere Charlie, ma solo se a senso unico. Dio perdona, l'Arcigay no.

(La Croce quotidiano, 21 gennaio)

Tags:
ideologia gender
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