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L’unità dei cristiani nel cristianesimo primitivo

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I primi cristiani erano disposti a dare la vita per l'unità della Chiesa

I primi cristiani erano disposti a dare la propria vita per l'unità della Chiesa. Si sforzavano di mantenere unito il gregge di Cristo, che iniziava a vedersi attaccato e agitato da eresie, infedeltà…

La Chiesa, come Corpo mistico di Cristo, cresce e si sviluppa malgrado le difficoltà esterne – di persecuzione, odio… – e quelle interne che incontrerà a poco a poco. Le ferite più dolorose sono quelle prodotte dai propri figli, ma conta e conterà sempre sull'assistenza dello Spirito Santo.

Sono una magnifica testimonianza di unità le parole di Sant'Ireneo di Lione, con le quali questi spiega nel II secolo che

“le Chiese di Germania credono e trasmettono lo stesso delle altre degli iberi o dei celti, dell'Oriente, dell'Egitto o della Libia o del centro del mondo. Come il sole, creatura di Dio, è uno e lo stesso in tutto il mondo, così anche la predicazione della verità risplende ovunque e illumina tutti coloro che vogliono giungere alla conoscenza della verità” (Trattato Contro le eresie, 1,10,1-3)

Ci parlano:

San Clemente Romano (I secolo):

1. (Di San Clemente, che occupò la sede romana negli ultimi anni del I secolo, si conserva una lettera alla Chiesa di Corinto, nella quale esorta quella comunità, minacciata da gravi dissensi interni, a mantenersi nell'unità…)

Chiederemo, con preghiera assidua e supplica, che il creatore dell'universo conservi intatto il numero dei suoi eletti che si conta in tutto il mondo per mezzo dell'amatissimo suo figlio Gesù Cristo (SAN CLEMENTE ROMANO, Lettera ai Corinzi, 59)

2. (È un esempio meraviglioso di preghiera per l'unità, in primo luogo nella richiesta per i più bisognosi…)

Ti preghiamo, Signore, sii il nostro soccorso e sostegno. Salva i nostri che sono in tribolazione, rialza i caduti, mostrati ai bisognosi, guarisci gli infermi, riconduci quelli che dal tuo popolo si sono allontanati, sazia gli affamati, libera i nostri prigionieri, solleva i deboli, consola i vili. Conoscano tutte le genti che tu sei l'unico Dio e che Gesù Cristo è tuo figlio e noi tuo popolo e pecore del tuo pascolo (SAN CLEMENTE ROMANO, Lettera ai Corinzi, 59)

3. Militiamo, fratelli, con ogni nostra prontezza sotto i suoi ordini irreprensibili. Consideriamo i soldati sotto gli ufficiali, con quale ordine, disciplina e sottomissione eseguono i comandi. Non tutti sono proconsoli, nè capi di mille, cento, nè di cinquanta e così di seguito, ma ciascuno nel proprio ordine esegue i comandi dei re o dei governanti. I grandi non possono stare senza i piccoli e i piccoli senza i grandi; in tutte le cose c'è qualche collegamento e in questo la utilità (SAN CLEMENTE ROMANO, Lettera ai Corinzi, 37)

4. Prendiamo il nostro corpo. La testa non può stare senza i piedi, nè i piedi senza la testa. Le più piccole parti del nostro corpo sono necessarie ed utili a tutto il corpo; ma tutte convivono ed hanno una sola subordinazione per salvare tutto il corpo. Si conservi dunque tutto il nostro corpo in Cristo Gesù (SAN CLEMENTE ROMANO, Lettera ai Corinzi, 37-38)

La Didachè (I secolo):

1. (La Didachè o Dottrina dei Dodici Apostoli è uno degli scritti più venerabili che ci sono giunti dall'antichità cristiana. La sua composizione risale intorno all'anno 70. Emoziona vedere come fin dall'inizio sia presente nella Chiesa la fervida preghiera per l'unità…)

Ricordati, Signore, della tua chiesa, di preservarla da ogni male e di renderla perfetta nel tuo amore; santificata, raccoglila dai quattro venti nel tuo regno che per lei preparasti. Perché tua è la potenza e la gloria nei secoli (DIDACHÈ O DOTTRINA DEI DODICI APOSTOLI, 10, 5)

2. Nel modo in cui questo pane spezzato era sparso qua e là sopra i colli e raccolto divenne una sola cosa, così si raccolga la tua Chiesa nel tuo regno dai confini della terra; perché tua è la gloria e la potenza, per Gesù Cristo nei secoli (DIDACHÈ O DOTTRINA DEI DODICI APOSTOLI, 9, 4)

Sant'Ignazio di Antiochia (I-II secolo)
 

1. Figli della vera luce, fuggite la faziosità e le dottrine perverse. Dove è il pastore ivi seguitelo come pecore. Molti lupi degni di fede con lusinghe malvagie seducono chi corre nel Signore. Ma essi non avranno posto nella vostra unità (SANT'IGNAZIO DI ANTIOCHIA, Lettera ai Filadelfiesi, 2-3)

2. Voglio esortarvi a comunicare in armonia con la mente di Dio. E Gesù Cristo, nostra vita inseparabile, è il pensiero del Padre, come anche i vescovi posti sino ai confini della terra sono nel pensiero di Gesù Cristo. Conviene procedere d'accordo con la mente del vescovo, come già fate. Il vostro presbiterato ben reputato degno di Dio è molto unito al vescovo come le corde alla cetra. Per questo dalla vostra unità e dal vostro amore concorde si canti a Gesù Cristo. E ciascuno diventi un coro, affinché nell'armonia del vostro accordo prendendo nell'unità il tono di Dio, cantiate ad una sola voce per Gesù Cristo al Padre, perché vi ascolti e vi riconosca, per le buone opere, che siete le membra di Gesù Cristo. È necessario per voi trovarvi nella inseparabile unità per essere sempre partecipi di Dio (SANT'IGNAZIO DI ANTIOCHIA, Lettera agli Efesini, 2-3)

3. State lontani dalle erbe cattive che Gesù Cristo non coltiva, perché non sono piantagione del Padre. Non ho trovato divisione in mezzo a voi, ma selezione. Quanti sono di Dio e di Gesù Cristo, tanti sono con il vescovo. Quelli che pentiti rientrano nell'unità della Chiesa saranno di Dio perché vivono secondo Gesù Cristo. Non lasciatevi ingannare fratelli miei. Se qualcuno segue lo scismatico non erediterà il regno di Dio. Se qualcuno marcia nella dottrina eretica egli non partecipa della passione di Cristo (SANT'IGNAZIO DI ANTIOCHIA, Lettera ai Filadelfiesi, 2-3)

4. Se la preghiera di uno o di due ha tanta forza, quanto più quella del vescovo e di tutta la Chiesa! (SANT'IGNAZIO DI ANTIOCHIA, Lettera agli Efesini, 2)

Sant'Ireneo di Lione (III secolo)

1. La Chiesa, quindi, disseminata per il mondo intero, conserva diligentemente la predicazione e la fede ricevuta, abitando come in un'unica casa; e la sua fede è uguale in tutte le parti, come se avesse una sola anima e un solo cuore, e quanto predica, insegna e trasmette lo fa all'unisono, come se avesse una sola bocca. Perché anche se nel mondo ci sono molte lingue diverse, il contenuto della tradizione è uno e identico per tutti.

Le Chiese di Germania credono e trasmettono lo stesso delle altre degli iberi o dei celti, dell'Oriente, dell'Egitto o della Libia o del centro del mondo. Come il sole, creatura di Dio, è uno e lo stesso in tutto il mondo, così anche la predicazione della verità risplende ovunque e illumina tutti coloro che vogliono giungere alla conoscenza della verità” (SANT'IRENEO DI LIONE, Trattato Contro le eresie, 1,10,1-3)

2. La Chiesa è come un paradiso in questo mondo. Possiamo mangiare di tutti i suoi alberi, ci dice Dio, ma non dobbiamo prendere dalla dottrina degli eretici, non dobbiamo toccarla, perché anche se pensano di sapere del bene e del male, sono superbi che gettano le loro empie dottrine contro Dio, loro Creatore (SANT'IRENEO DI LIONE, Trattato Contro le eresie, 1,5)

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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