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I consigli di lettura di Papa Francesco

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Di nuovo il pontefice ha citato Benson. Non è un caso...

Quarto figlio dell’arcivescovo di Canterbury Edward White Benson, Robert Hugh Benson (1871-1914), si convertì al cattolicesimo e si fece ordinare sacerdote a Roma. Scrittore, conferenziere e paladino dell’antimodernismo, Benson ha goduto sorti alterne nel nostro mercato editoriale. Il suo romanzo di maggiore successo, Il padrone del mondo, ha conquistato numerosi lettori anche in Italia. E’ questo il libro di cui Papa Francesco continua a suggerire la lettura. E’ infatti accaduto che lo nominasse durante una omelia del 18 novembre 2013 e un’altra sul volo di rientro che ieri (19 gennaio 2015) lo ha riportato a Roma dopo il viaggio nelle Filippine.

La trama
Il libro racconta di un mondo spaccato in due grandi sfere di influenza: un Occidente liberal massonico e un Oriente dominato dal nuovo asse tra Giappone e Cina. La Chiesa si riduce sostanzialmente alla sola Roma e ad un minuscolo gruppuscolo di credenti. È in questo rapporto squilibrato di forze, con i due imperi che tendono a convergere per creare un unico presidente del mondo, che si inserisce la figura inattesa del prete cattolico Percy Franklin. Quando Roma viene rasa al suolo come ripicca per una congiura di cattolici contro l’Abbazia di Londra che era stata trasformata in Tempio Massonico, Franklin viene eletto Papa con il nome di Silvestro III dai due unici cardinali sopravvissuti. Da Papa lascia Roma e torna all’origine, cioè a Nazareth per ricostruire la Chiesa, in un’atmosfera che sembra sempre più una vigilia dell’Apocalisse (Vita.it, 20 gennaio).

Scritto nel 1907 e ambientato nel 2000 vi si racconta l’ascesa di Julian Felsenburgh, il misterioso politico che riuscirà a portare la pace sulla terra, riunendo sotto di sé ogni nazione. A patto però di sradicare ogni credenza in Dio dai suoi sudditi, con ogni mezzo. Felsenburgh tollera soltanto il culto alla vita – a questa vita – riconosciuta come «unica verità», una religione di Stato dove non si adora l’uomo ma «l’idea dell’uomo spogliata di ogni concezione soprannaturale». Solo la Chiesa guidata da Silvestro III tenta una qualche resistenza (RomaSette, 19 novembre 2014).

Benson profetico?
Ma il nodo vero del libro è quello che Augusto Del Noce, il più grande filosofo cattolico del 900, aveva evidenziato quando uscì dopo tanti anni la nuova edizione italiana da Jaca Book nel 1988. Quello che il nuovo Padrone del Mondo, presidente degli imperi unificati chiede alla Chiesa è di essere un’agenzia morale, e di riconoscere «che la sua fede e la sua speranza sono appunto un’“aggiunta”; etica e politica prescindono da ogni professione religiosa; l’essere consapevoli significa lavorare per l’unione degli uomini di buona volontà; la fede, insomma, rischia di dividere, mentre l’amore, associato a una scienza valida per tutti, unisce» (Vita.it).

Del resto quante volte abbiamo sentito la descrizione della Chiesa come mera ONG (non è questa una preoccupazione che spesso ascoltiamo dal Pontefice?), ed è – in fondo – questa la segreta speranza di alcuni gruppi minoritari laicisti, molto influenti: la Chiesa come strumento quindi di un “umanitarismo” globale e di una “grande fratellanza universale”. In un mondo che, visto dagli occhi del protagonista, «pareva un mondo da cui Dio stesso aveva voluto ritirarsi, dopo averlo lasciato nella più completa soddisfazione di sé, privo di fede e di speranza».

Si può dire che il libro di Benson possa essere elevato ad antidoto. Esso è – infatti – i un grande libro contro l’omologazione, contro l’uniformità; un libro contro il totalitarismo delle mode e per la libertà di coscienza e di esperienza degli uomini, un libro simile a quelli di Orwell e Houxley che con tanto drammatico anticipo ci hanno messo in guardia dall’uso di mass media, eugenetica, ideologie materialistiche.  

Tags:
ideologie
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