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Cosa possono imparare gli uomini dall’Eucaristia?

Jeffrey Bruno
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7 lezioni di Gesù per gli uomini cattolici

Se il Santissimo Sacramento è Gesù stesso e la santità si trova nell'imitare Cristo, allora il Santissimo Sacramento è una scuola di santità. Oggi vorrei riflettere sulle caratteristiche di Gesù nell'Eucaristia e su ciò che la sua presenza può insegnarci sulla santità e sulla mascolinità.

1. UMILTÀ

Nel Santissimo Sacramento vediamo la profonda umiltà di Gesù Cristo. Qui, l'Eterna Saggezza di Dio che ha fatto tutte le cose, lo splendore dell'Eterno Padre, si abbassa a venire tra noi nella forma del cibo più ordinario. Dopo tutto, il pane è un cibo semplice, il cibo dei poveri. A differenza di un bel taglio di carne, il pane viene quasi sempre mangiato come un accompagnamento che si nota a malapena.

Se dobbiamo imitare Cristo, dobbiamo in primo luogo e soprattutto praticare l'umiltà. Il servo non è più grande del suo Padrone. Dobbiamo essere felici di passare inosservati, di non essere lodati o apprezzati. Dobbiamo rendere tutta la gloria a Dio, scegliendo di essere umili e modesti, come un pezzo di pane.

2. SILENZIO

Gli uomini hanno sempre amato la forza tranquilla, quells che si dimostra più con i fatti che con vuote parole. Nell'ostia eucaristica, Gesù ci saluta con il silenzio totale. È pronto ad ascoltare tutto ciò che abbiamo da dire, e risponde solo quando abbiamo acquietato il nostro cuore e siamo completamente in silenzio come lui. Ed è pronto ad agire a nostro favore se solo confidiamo nelle sue promesse.

I santi lodano costantemente la virtù del silenzio, e veniamo avvertiti che saremo giudicati per ogni semplice parola. Sprechiamo le parole? Più di questo, ascoltiamo ciò che dicono gli altri? Come uomini, spesso lottiamo per ascoltare, ma ascoltare è un atto d'amore. Ascoltate vostra moglie e le altre persone che vi circondano che possono desiderare disperatamente che qualcuno presti loro attenzione.

3. AMORE

In quasi ogni miracolo eucaristico registrato, l'ostia si è trasformata nella carne di un cuore umano. Non è un caso. Nel Santissimo Sacramento, il cuore pulsante di Cristo arde d'amore per noi, ed egli anela che lo ricambiamo con il nostro amore. Sulla croce, Cristo è letteralmente morto per un cuore spezzato per amore dell'umanità peccatrice, versando il suo sangue prezioso per ottenere il nostro amore. Sì, più di tutto è l'amore che Gesù desidera maggiormente da coloro che ha redento, e se avesse potuto fare qualsiasi altra cosa per ottenerlo, l'avrebbe fatta.

Amate Cristo? Se è così, gli obbedirete e porterete la vostra croce. Lo imiterete offrendo la vostra vita per gli altri con amore di sacrificio.

4. VULNERABILITÀ

Nell'ostia, Cristo è completamente e totalmente vulnerabile. Troppo spesso viene maltrattato e abusato, ignorato e diffamato, trattato senza cura e senza dignità. Questo è il prezzo che è disposto a pagare per vivere tra la sua gente. Non importa quante volte viene profanato e calpestato, in modo letterale o figurato; continua a venire a noi dicendo “Non ti lascerò mai, non rinuncerò mai a te”.

Amiamo in questo modo? Apriamo il nostro cuore ad altri, anche se questo può implicare il dolore del rifiuto? Perdoniamo 70 volte 7? Non possiamo amare se chiudiamo il nostro cuore nella paura. Dobbiamo essere coraggiosamente vulnerabili – come Cristo.

5. PAZIENZA

Cristo aspetta pazientemente te e me nei tabernacoli e negli ostensori di tutto il mondo. Aspetterebbe un'eternità per un'unica visita. Aspetta che ci pentiamo quando pecchiamo; aspetta le nostre parole di fedeltà e di affetto; aspetta di sentire delle nostre gioie e dei nostri dolori; aspetta per rispondere ai nostri desideri più profondi.

Come Cristo, anche noi dobbiamo essere pazienti con gli altri, soprattutto con coloro che lo meritano di meno o che mettono maggiormente alla prova la nostra pazienza. Dobbiamo anche aspettare con cuore che perdona coloro che ci hanno ferito o abbandonato.

6. POVERTÀ

Durante la sua vita sulla terra, Cristo è stato completamente povero. È venuto sulla terra senza niente e se ne è andato senza niente. Nell'ostia eucaristica, egli che ha creato le galassie viene da noi povero e nudo. E tuttavia questa povertà è solo materiale, perché Gesù viene a noi ricco di grazia e d'amore. Desidera ardentemente darci tutto ciò di cui abbiamo bisogno se solo glielo chiediamo con fiducia. Vuole benedirci con un'abbondanza di grazie, che sono le vere ricchezze dell'anima.

Il materialismo e l'avidità si insinuano facilmente nel nostro cuore, ma siamo chiamati a seguire Cristo nella povertà e nel distacco, donando generosamente agli altri tutto ciò che abbiamo ricevuto. Date e vi sarà dato – più di quello che potete chiedere o sperare.

7. PRESENZA

Il dono della presenza di Dio è il più grande. Per gli antichi israeliti, non c'era calamità più grande dell'allontanamento della presenza del Signore. Allo stesso modo, non c'era maggior conforto dell'assicurazione della sua presenza.

È lo stesso anche oggi. Se abbiamo Gesù, possediamo tutto; senza di lui non abbiamo niente. Non dobbiamo andare lontano per trovare la presenza di Cristo – è tanto vicino quanto la parrocchia più prossima. La sua presenza non è un'astrazione o un'idea; è reale e tangibile ai nostri sensi. Noi cattolici possiamo dire con gioia e verità: “Il Signore degli eserciti è con noi, nostro rifugio è il Dio di Giacobbe”.

Se dobbiamo imitare Cristo, dobbiamo essere presenti per coloro che hanno bisogno di noi. Quanti padri e mariti assenti ci sono! Quante mogli e quanti bambini sono stati abbandonati dall'uomo che è chiamato a sacrificare la vita per loro! Siete presenti per la vostra famiglia? Vostra moglie e i vostri figli sono la vostra priorità? Se siete un marito e un padre, la vostra presenza è un dono insostituibile. Siate presenti.

CONCLUSIONE

Se imitassimo perfettamente Cristo nel Santissimo Sacramento, saremmo santi. Ma fare questo non è semplice. Richiede un pentimento e una conversione costanti, abbandonare l'uomo vecchio e assumere quello nuovo. Questa è la nostra chiamata.

Incoraggio tutti voi a cercare una cappella per l'adorazione e a contemplare il Santissimo Sacramento. Fate visita a Gesù e adoratelo, raccontategli le vostre speranze e le vostre paure, i vostri desideri e le vostre necessità – e sentitelo rispondere con quelle parole di sacramento e salvezza: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.

Sam Guzman è fondatore ed editore del Catholic Gentleman

[Traduzione dall'inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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