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3 cose da fare e non fare quando testimoni la tua fede

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“La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù” - Papa Francesco

di Franco Lanata

Esiste un modo corretto e preciso di svolgere un apostolato? Il successo nell'evangelizzazione dipende dalla gestione e dal controllo di tutte le situazioni della vita o dal saper dire e pensare sempre la cosa giusta? Decisamente no. Il video prodotto da Life Teen Inc. che presentiamo illustra le visioni errate che alcune persone hanno dell'evangelizzazione.

A volte si usano sarcasmo ed esagerazione per rendere più evidenti realtà che, se ci pensiamo bene, non sono tanto lontane da ciò che può succederci a volte. Può inserirsi nei nostri pensieri, senza che ce ne rendiamo conto, l'idea dell'apostolo come colui che è più fedele alla verità che agli altri, e finiamo per disattendere le necessità del prossimo, quello che è tanto fedele a Dio da rifiutare completamente la cultura del mondo presente, o colui che deve conquistare il mondo contro il tempo, e quindi tutto il resto è semplicemente un giro di cose che ci fa perdere tempo. Non si tratta di pensare che l'apostolo debba essere un venditore di prodotti che sa interpretare immediatamente le situazioni della vita e le persone in esse coinvolte per poter così operare rapidamente e far sì che tutti finiscano per credergli o per comprare il suo prodotto. Questa lettura del video sarebbe errata.

La differenza tra questi stereotipi e noi è che portiamo un tesoro in vasi di creta (2Cor 4, 7). Non annunciamo noi stessi. Annunciare che una persona è stata salvata, per portare un esempio all'interno dell'annuncio cristiano, non è qualcosa che parla molto bene di qualcuno, si potrebbe pensare: che avrà fatto per aver bisogno di perdono? Annunciamo con gioia e gratitudine l'incontro personale con il nostro riconciliatore, sapendo nel più profondo che tutti abbiamo bisogno di Lui. Annunciamo un incontro con Dio, con colui che è la risposta per la nostra vita. Ci sforziamo di essere testimoni con tutta la nostra esistenza di ciò che abbiamo visto e udito, di essere per altri il Vangelo vivo che forse non hanno avuto la fortuna di leggere.

È importante capire che l'evangelizzazione avviene da fratello a fratello, tra simili che condividono intensamente l'aspetto umano. Solo con questa premessa ha senso che chi ha incontrato Dio sappia che ciò che ha risposto alla propria vita è anche una risposta per tutti gli altri uomini. Sant'Alberto Hurtado diceva che “un santo è impossibile se non è un uomo, un uomo completo nelle proprie dimensioni”. Qui emergono idee che mi sembra spicchino nel video: dobbiamo essere incarnati, autentici e naturali, uomini pieni che danno ragione della propria fede. La Chiesa ci regala un insegnamento amplissimo che ci aiuta a capire in che modo Dio eleva tutto il creato e approva il mondo umano al punto da donare il proprio Figlio, che si è fatto uomo per riconciliarlo. Per questo, un cattolico fedele dovrebbe essere più vicino possibile al Signore che ha incontrato, un Signore nel mondo che sappia ascoltare l'uomo ed elevarlo con carità. Un Signore presente in tutte le situazioni umane che ci insegna ad essere astuti e semplici, testimonianza reale di uomini pieni, sale della terra e luce del mondo.

La sintesi dell'insegnamento profondo che ci può lasciare questo video la trovo in qualcosa che ha detto San Giovanni Paolo II: “La sintesi tra cultura e fede non è solo un'esigenza della cultura, ma anche della fede… Una fede che non diventa cultura è una fede non pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente vissuta”.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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