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Non c’è comunione senza ecumenismo

© AFP PHOTO / OSSERVATORE ROMANO
CITE DU VATICAN, Vatican City : This handout picture released by the Vatican press office on March 20, 2013 shows Pope Francis (R) greeting the Ecumenical Patriarch Bartholomew I during a private audience at the Vatican. Bartholomew was the first patriarch of Constantinople to attend a papal inauguration since 1054 when the eastern and western halves of Christendom split in the "Great Schism". AFP PHOTO / OSSERVATORE ROMANO/HO RESTRICTED TO EDITORIAL USE - MANDATORY CREDIT "AFP PHOTO / OSSERVATORE ROMANO" - NO MARKETING NO ADVERTISING CAMPAIGNS - DISTRIBUTED AS A SERVICE TO CLIENTS
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Inizia la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani

In occasione della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, che si svolge ogni anno dal 18 al 25 gennaio, i vescovi della Commissione per i Rapporti Interconfessionali della Conferenza Episcopale Spagnola ricordano alcuni gesti ecumenici di grande importanza compiuti da papa Francesco nel 2014: la Dichiarazione Congiunta firmata a Gerusalemme con il patriarca ecumenico Bartolomeo I il 25 maggio, dopo aver constatato l’importanza dell’abbraccio che si sono scambiati papa Paolo VI e il patriarca Atenagora 50 anni fa, che ha preparato la via alla “rimozione dalla memoria e dal mezzo della Chiesa delle sentenze di reciproca scomunica del 1054”;

il suo incontro nei giardini vaticani con i Presidenti di Israele e dell’Autorità Nazionale Palestinese il 9 giugno per pregare per la pace;

la sua preoccupazione per l’unità dei cristiani e il dialogo tra le religioni negli altri viaggi compiuti nel corso dell’anno passato, come quelli in Corea, in Albania e in Turchia; la vicinanza e la cordialità mostrate da papa Francesco nei confronti dei pastori e delle comunità cristiane di ambito pentecostale ed evangelico. La riforma della Chiesa che ci porta papa Francesco è anche ecumenica. Una Chiesa meno autoreferenziale, una Chiesa che esce, è una Chiesa più ecumenica. Non è difficile constatare che uno dei termometri più chiari dello spirito di comunione nella Chiesa è la sensibilità ecumenica. Da un lato è evidente che chi non dà importanza alla comunione tra i cattolici valorizzerà meno la comunione con i cristiani non cattolici; dall’altro, chi ha una concezione un po’ ristretta della comunione, basata sull’uniformità e non sull’unità nella pluralità o su un atteggiamento di autodifesa dell’identità cattolica, non capisce nemmeno l’ecumenismo, perché in realtà ciò che non capisce è la comunione. È proprio questo secondo caso il freno maggiore all’ecumenismo da parte sia dei cattolici che dei membri delle altre confessioni quando sono tentati dall’autoreferenzialità denunciata da papa Francesco.

Grazie a Dio, la “rivoluzione Francesco” si sta diffondendo, e in alcune diocesi nelle quali l’ecumenismo era ridotto alle espressioni minime si sta risvegliando dal suo letargo con un rinnovato spirito nei pastori, che contagiano tutti i membri della comunità cristiana.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]
 

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