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Noi, famiglie numerose che vivono impagabili momenti di allegria

Mario Sberna / Ctv

Aleteia - pubblicato il 09/01/15

La testimonianza di Mario Sberna, fondatore dell'Associazione Nazionale Famiglie Numerose. Un'idea nata davanti al bancone del pesce, troppo caro...

“Avevo 44 anni e 5 figli, come oggi. Ero al supermercato e davanti al banco del pesce conobbi un altro papà di cinque figli, Enrico: ragionavamo sul fatto che branzino e spigola non sono cibo da famiglia numerosa… È nata così l’idea di fare qualcosa. Per raccontare la bellezza di essere una famiglia numerosa, ma anche per offrire aiuto e solidarietà nelle difficoltà di ogni giorno. Io ero dipendente della curia di Brescia. Sono anche cattolico e credo che le chiamate avvengano anche così. All’inizio ero titubante, ma mi sono buttato.” si racconta così a Tempi (7 gennaio) Mario Sberna, fondatore dell'Associazione Nazionale Famiglie Numerose, nata un po' per caso un po' (molto) per desiderio nel 2005. Oggi riunisce più di 17 mila nuclei familiari cattolici ma anche musulmani, indù, evangelici, valdesi. Per un totale di circa 150 mila persone.

Quando sono famiglie numerose?

Sberna, classe 1960, ha 3 figli naturali, un figlio adottato e figli (attualmente uno) in affido familiare di lungo periodo. La sua è certamente una delle tante famiglie numerose che popolano l'Italia. Ma quando un nucleo familiare può dirsi numeroso? In Europa” racconta Sberna “le famiglie numerose sono quelle con almeno tre figli, cinque componenti in totale. Nell’articolo 31 della nostra Costituzione, che raccomanda di prestare particolare attenzione ai nuclei familiari numerosi, non ci sono parametri, ma tempo fa l’allora ministro della famiglia Bindi individuò quattro. Anche noi come associazione consideriamo “numerose” le famiglie con più di tre figli. Il punto “di non ritorno” è l’automobile: sopra i tre figli bisogna cambiarla, quella normale non basta più.”

Figli sono futuro del Paese

La vita dell'Associazione cresce, con circa 150 nuove famiglie iscritte tutti i mesi. Anche se in Italia, secondo Sbernac’è un grande sospetto, un po’ anche per allergia alla propaganda fascista che spingeva a fare i figli per la patria. In realtà non ci rendiamo conto che quei tempi sono finiti e che ormai il problema del paese è il contrario: è urgente fare figli e agevolare chi ne fa se vogliamo dare un futuro a questo paese. Io ho vinto le resistenze a candidarmi solo per questo.”

Impegno in politica

Il 54enne bresciano è infatti entrato in Parlamento con Scelta Civica su chiamata diretta di Mario Monti: "mi disse che aveva bisogno di qualcuno che si occupasse di famiglia e che sapeva che ero una persona preparata". Ora, nonostante lo scioglimento del partito è rimasto nell'agone politico nelle file di Demos. “Poche settimane fa in Parlamento ho chiesto che i famosi 80 euro di Renzi tenessero conto dei carichi familiari. Ho fatto l’esempio di un mio vicino di casa, che ha dieci figli e per il quale gli 80 euro certo hanno un “peso” diverso rispetto a un single.”

Vale la pena essere in tanti

In Italia si fanno sempre meno figli? “Credo abbia ragione chi dice che la causa determinante nella scelta di avere meno figli sia la somma di edonismo e individualismo. Si perdono di vista i valori con la “v” maiuscola; è evidente che per una coppia avere più figli significa attuare delle rinunce. Ma noi crediamo che ne valga la pena.”

Udienza da Papa Francesco

Il perché vale la pena vivere così lo hanno raccontato proprio i coniugi Sberna, rivolgendosi a Papa Francesco durante l'udienza riservata alle famiglie numerose, il 7 dicembre 2014: “Nonostante le difficoltà, siamo quelli che vivono impagabili momenti di allegria, di dolcezza, di letizia, di festa, di preghiera, di consolazione, di conforto, di dialogo, di condivisione, di comunione, di solidarietà, di amore. Noi, le famiglie numerose, siamo qui, da Lei Santità, con le nostre gioie e speranze, tristezze e fatiche: siamo qui da colui che è stato scelto come padre dell’intera famiglia umana, “capace di ascoltare la voce, anzi il cuore di ognuno” di noi. Grazie Padre Santo, grazie papà, per averci oggi voluto accogliere, abbracciare, prendere in braccio».

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