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Cosa sappiamo della Stella dei Magi dell’Oriente?

© Comet ISON, Enhanced (NASA, Marshall, 11/19/13)
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Può essere una congiunzione planetaria verificatasi negli anni 6-7 prima della nostra era, quelli in cui secondo le ricerche nacque Gesù

La stella d'Oriente viene menzionata nel Vangelo di San Matteo. Dei magi chiedono a Gerusalemme: “Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo” (Mt 2,2).

I due capitoli iniziali dei Vangeli di San Matteo e San Luca narrano alcune scene dell'infanzia di Gesù, per cui vengono chiamati “Vangeli dell'infanzia”. La stella appare nel “Vangelo dell'infanzia” di San Matteo.

I Vangeli dell'infanzia hanno un carattere leggermente diverso dal resto del Vangelo. Per questo sono pieni di evocazioni di testi dell'Antico Testamento che compiono gesti di enorme significato.

In questo senso, la loro storicità non si può esaminare nello stesso modo in cui si esamina quella del resto degli episodi evangelici. All'interno dei Vangeli dell'infanzia ci sono differenze: quello di San Luca è il primo capitolo del Vangelo, ma in San Matteo è come un riassunto dei contenuti dell'intero testo.

Il passo dei Magi (Mt 2,1-12) mostra che dei gentili, che non appartengono al popolo di Israele, scoprono la rivelazione di Dio attraverso il loro studio e le loro conoscenze umane (le stelle), ma non arrivano alla pienezza della verità se non attraverso le Scritture di Israele.

Ai tempi della composizione del Vangelo, era relativamente normale il fatto di credere che la nascita di una persona importante o qualche evento rilevante fosse annunciato con un prodigio nel firmamento.

A questa credenza partecipavano il mondo pagano (cfr. Svetonio, Vita dei Cesari, Augusto, 94; Cicerone, De Divinatione 1,23,47; ecc.) e quello ebraico (Flavio Giuseppe, La Guerra Giudaica, 5,3,310-312; 6,3,289). Il libro dei Numeri (capp. 22-24) raccoglieva inoltre un oracolo in cui si diceva: “Una stella spunta da Giacobbe e uno scettro sorge da Israele” (Nm 24,17). Questo passo veniva interpretato come un oracolo di salvezza, sul Messia. In queste condizioni, si offre il contesto adeguato per comprendere il segno della stella.

Cosa poteva essere la Stella?

L'esegesi moderna si è chiesta quale fenomeno naturale si sia potuto verificare nel firmamento per essere interpretato dagli uomini dell'epoca come qualcosa di straordinario. Le ipotesi avanzate sono principalmente tre: 

1) Keplero (XVII secolo) ha parlato di una stella nuova, una supernova; si tratta di una stella molto distante in cui ha luogo un'esplosione di modo che per alcune settimane ha più luce ed è individuabile dalla terra;

2) una cometa, perché le comete seguono un percorso regolare ma ellittico, intorno al sole: nella parte più distante della loro orbita non sono individuabili dalla terra, ma se sono vicine si possono vedere per un certo periodo di tempo. Questa descrizione coincide anche con ciò che viene segnalato nel racconto di Matteo, ma l'apparizione delle comete note visibili dalla terra non si adatta alle date in cui sarebbe apparsa la stella;

3) una congiunzione planetaria di Giove e Saturno. Anche Keplero ha richiamato l'attenzione su questo fenomeno periodico, che se non sbagliamo i calcoli si sarebbe potuto verificare negli anni 6-7 prima della nostra era, ovvero quelli in cui secondo le ricerche è nato Gesù.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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