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Cosa ci aspettiamo per il 2015? Le cinque notizie più prevedibili

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L’economia, i cambiamenti climatici, la famiglia, un cataclisma cibernetico e il ruolo della Russia nel mondo

All'inizio dell'anno tutti desideriamo il meglio per le nostre famiglie e i nostri cari, e tuttavia nessuno può dire o predire che il 2015 sarà migliore del 2014. I dati sulle previsioni informative del 2015 si basano su quelli che abbiamo già a disposizione relativi al 2014, ma non possiamo – nessuno può farlo a meno che non sia un profeta – dire cosa succederà esattamente. Non lo sappiamo neanche nel campo della climatologia, nella quale sembra che scientificamente si potrebbero fare delle previsioni. La profezia non è scientifica.

Con questa premessa, ci azzardiamo a dire quali notizie guideranno l'anno appena iniziato. Saranno quelle relative al prezzo del petrolio e i cambiamenti climatici, il declino di Putin, un possibile attacco di massa nel cyberspazio e il cambiamento che papa Francesco imprime alla Chiesa cattolica e la sua preoccupazione per la situazione della famiglia nel mondo.

1- I cambiamenti climatici: la Conferenza Mondiale del Perù del 2014 non ha preso decisioni, e la 21ª Conferenza delle Nazioni Unite di Parigi, che inizierà il 30 novembre, ha creato grandi aspettative nell'opinione pubblica. Più che prevenire un cambiamento climatico, molti Paesi si orientano a preservare la natura come un dono per l'uomo di oggi e di domani. L'uomo non vive al margine della natura, e se la distrugge come ha fatto finora distrugge se stesso e le generazioni future.

La Conferenza di Parigi è un evento che figura nell'agenda di tutti i 196 Governi dei Paesi partecipanti. È possibile che nel 2015 papa Francesco pubblichi un'enciclica sull'ecologia.

2- Il prezzo del petrolio continuerà a diminuire e potrà arrivare a 40 dollari al barile, il che comporterà uno squilibrio per i Paesi la cui economia dipende molto dalla vendita di greggio e gas. Paesi come Iran, Venezuela e Russia pagheranno un prezzo molto alto per la politica dettata dall'Arabia Saudita, il primo Paese produttore di greggio dell'OPEC (Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio), di mantenere la produzione di greggio malgrado l'eccesso di offerta e quindi il basso prezzo.

L'Iran si vedrà costretto a firmare un accordo sull'energia atomica con gli Stati Uniti e la comunità internazionale (Organizzazione Mondiale per l'Energia Atomica), con il quale scomparirebbe il pericolo atomico di questo Paese islamico. Il calo del prezzo del petrolio colpisce in modo particolare anche la Cina, che non potrà estrarre le sue grandi riserve attraverso il sistema di fracking o frattura idraulica a causa degli alti costi.

Il basso prezzo del petrolio influirà notevolmente sulle economie dei Paesi che dipendono da esso, come quelli dell'Europa e il Giappone, che attualmente vivono in economie stagnanti, il che impedisce anche l'aumento della domanda di petrolio. In Medio Oriente, il conflitto siriano si risolverà quando lo Stato Islamico (SI) perderà la sua forza del 2014 avendo quasi tutti i Paesi del mondo contro.

3- La perdita di influenza della Russia di Putin è un altro tema importante. Putin, con il suo smisurato affanno imperialistico, si è fatto molti nemici nel mondo, soprattutto in Europa; nemici che gli hanno imposto dure sanzioni che, insieme al calo del prezzo del petrolio, hanno creato uno squilibrio nella sua economia e nella sua moneta. La crisi ucraina dovrebbe rallentare. La Russia, che sembrava sul punto di iniziare un'altra Guerra Fredda, è rimasta intrappolata nella crisi economica.

I rapporti tra Russia ed Europa saranno molto importanti, perché l'Europa si trova in una fase di stallo economico e di crisi di valori, sia democratici che morali, che hanno cambiato l'equilibrio di poteri che avevano la democrazia cristiana e la socialdemocrazia, lasciando spazio a partiti radicali.

Il 2015 sarà negativo per l'economia di Paesi come Francia, Italia e Finlandia per l'assenza di riforme che portano a ridurre il loro indebitamento e gli elevati costi sociali. Grecia e Cipro dipendono dalle elezioni nel Paese ellenico. Qualunque cosa succeda, l'economia greca e cipriota non rappresentano se non il 2,5% del PIL dell'Unione Europea e non influenzeranno l'economia dell'Unione, anche se l'uscita di questi Paesi dall'Europa potrebbe provocare un problema politico per la sfiducia nelle istituzioni europee.

4- La notizia preoccupante del 2015 è la possibilità che si verifichi un attacco cibernetico su larga scala, come si è visto alla fine del 2014 con il caso della Sony e della Corea del Nord. Le nuove tecnologie sono cresciute così rapidamente da aver cambiato la vita dei popoli, ma allo stesso tempo creano il pericolo che tutta la sovrastruttura cibernetica provochi gravissimi danni all'umanità. Come si ordina il ciberspazio? O non bisogna ordinarlo? Il problema è il fatto che il ciberspazio possa provocare nel mondo un disastro con danni incalcolabili.

5- La famiglia è oggi uno dei punti nevralgici sui quali si scontrano le due ideologie predominanti al mondo: il laicismo e il relativismo da un lato e dall'altro le correnti umanistiche, filosofiche e religiose che pretendono di salvare l'uomo dagli eccessi di una civiltà (il XXI secolo) che non sa trovare l'identità e la dignità dell'uomo in quanto essere dominatore dell'universo. Per questo motivo, sia gli organismi internazionali che le organizzazioni di carattere filosofico e religioso si preoccupano della famiglia in quanto fondamento e stabilità per le donne e gli uomini di tutto il mondo.

Per questa ragione, papa Francesco ha istituito l'Anno della Famiglia, iniziato il 28 dicembre e che culminerà con il Sinodo dei vescovi di tutto il mondo che si svolgerà a ottobre, dal quale usciranno i tratti per definire i principi della famiglia nel XXI secolo in difesa dei diritti dell'uomo, della donna, degli sposi, dei bambini e degli anziani. Il peso morale che Francesco ha nel mondo dà a questo evento un carattere eccezionale.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

 

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