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Per i Testimoni di Geova, Cristo ha compiuto un secolo di regno in cielo

© Keoni Cabral / Flickr

Luis Santamaría del Río - pubblicato il 02/01/15

Ad ogni modo, se guardiamo indietro agli scritti della setta, troviamo che la sua rivista La Torre di Guardia, nota a livello universale, si chiamava La Torre di Guardia di Sion e Araldo della Presenza di Cristo. La cosa non richiamerebbe l’attenzione se non fosse per il fatto che questo titolo si poteva leggere già dal 1879, e quindi si stava annunciando la presenza di Gesù sulla terra ben prima del 1914. Perché? Semplicemente perché all’inizio i Testimoni di Geova – allora chiamati “studenti della Bibbia” – sostenevano che la seconda venuta di Cristo aveva avuto luogo nel 1874. Come si può vedere, un altro cambio di date senza porsi tanti problemi.

La questione non si è fermata al salto dal 1874 al 1914, ma Cristo ha iniziato a esercitare il suo regno con una serie di azioni piuttosto curiose. La sua prima decisione importante di governo, nel 1918, è stata esaminare le religioni presenti sul pianeta per vedere se qualcuna insegnava la verità rivelata nella Bibbia. Come si può prevedere, ha visto che l’unica entità sulla faccia della terra che lo rappresentava in modo appropriato era la congregazione dei Testimoni di Geova, diretta dalla società mercantile Watchtower. Ciò è avvenuto nel 1919, quando Gesù ha riconosciuto questo organo gerarchico della setta nominandolo “lo schiavo fedele e discreto” che amministra rettamente il cibo dottrinale agli uomini.

Una base dottrinale per tutto il resto

Da quando i Testimoni di Geova hanno segnalato il 1914 come data della seconda venuta – invisibile – di Cristo, tutto il loro discorso proselitista si è basato su questa affermazione. Nelle loro riviste, ancora negli anni Ottanta del Novecento possiamo osservare questa affermazione: “Molti che vivono ora non moriranno mai. Non si tratta di un’affermazione infondata. Ci sono ragioni per crederci”. Perché lo dicevano? Perché assicuravano che prima della fine della generazione del 1914 sarebbe arrivata la fine del mondo come la conosciamo, e per questo alcuni di loro non avrebbero dovuto passare per la morte, vivendo nella propria carne la fine dei tempi.

È poi curioso constatare qualcosa che si può verificare analizzando gli scritti della setta nel corso del tempo: il vocabolo “molti” non ha fatto altro che sostituire quello che veniva utilizzato in precedenza: “Milioni che ora vivono non moriranno più”, espressione che è diventata il titolo di uno dei loro libri (scritto da Joseph F. Rutherford, secondo presidente dei Testimoni, nel 1920). Ancora una volta, osserviamo il cambiamento interessato delle dottrine in base alla convenienza del tempo per mantenere una costruzione teologica irrazionale, estranea a ogni fondamento biblico.

Perché si veda che non mi sto inventando queste cose, leggiamo ciò che Rutherford ha scritto nel suo libro dopo aver menzionato il 1914, deciso a provare “che entro un periodo di tempo definito il vecchio ordine sarà completamente sradicato e il nuovo ordine sarà in completo dominio; queste cose avranno luogo nel tempo di questa generazione, e ci sono quindi milioni di persone che ora vivono sulla terra che le vedranno accadere, alle quali sarà offerta la vita eterna e che, se la accetteranno nei termini offerti e obbediranno a questi termini, non moriranno mai”. Erano piuttosto chiare l’imminenza della fine del mondo e le tante possibilità che il lettore sembrava avere di viverla.

Cosa fare in questo tempo finale?

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sette religiosetestimoni di geova
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