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A Praga e Vicenza si prega per la pace

Paxchristi
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A fine anno i tradizionali appuntamenti organizzati dalla Comunità di Taizè e da Pax Christi

Di nuovo a Praga, come nel 1990, un anno dopo la caduta del Muro di Berlino e la "Rivoluzione di velluto", un "miracolo" che quasi naturalmente convocò nella capitale dell'ancora Cecoslovacchia migliaia di giovani ad incontrare i coetanei dell'est Europa per tanti anni separati dalla "cortina di ferro": l'incontro europeo e la veglia di preghiera di fine anno organizzata dalla comunità monastica di Taizè torna nella città di san Venceslao. L'altro appuntamento tradizionale di fine anno – la Marcia della pace promossa da Pax Christi in una città italiana -, si svolge quest'anno a Vicenza.

 

Oltre 30 mila i giovani provenienti da 65 Paesi che dal 29 dicembre e fino al 2 gennaio sono stati accolti nelle parrocchie di Praga e negli altri paesi della regione mentre 1950 volontari sono arrivati due giorni prima per predisporre la logistica dell'incontro. Gli italiani rappresentano il terzo gruppo più numeroso, dopo polacchi e ucraini.

 

Il ricordo degli eventi del 1989, ha affermato il priore di Taizè, fratel Alois, nella meditazione di apertura "permette di sperare che anche oggi, in questo momento di tensione nel mondo, un futuro di pace è possibile". "Il nostro incontro – ha aggiunto – dimostra chiaramente che in ogni popolo ci sono donne e uomini che vogliono la pace". La preghiera dell'incontro di questi giorni dedicato alle parole di Gesù "Voi siete il sale della terra", si fa intercessione per i popoli che "soffrono la violenza e la guerra, in Ucraina, in Medio oriente e altrove". "I libanesi che sono qui tra noi – ha sottolineato il priore di Taizé – portano le testimonianze della loro regione. Il loro Paese accoglie migliaia di rifugiati provenienti dall’Iraq e dalla Siria. Vorrei dire loro: sapete che tutti noi qui vi siamo vicino con la preghiera e con il cuore".

 

"Che i giovani siano il sale di un mondo che ha bisogno di ritrovare il 'sapore' di Dio": questo l’augurio che Papa Francesco, attraverso un messaggio a firma del cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, ha inviato ai giovani riuniti a Praga. "attraverso il suo Spirito, che abita in voi – ha affermato Francesco – Cristo vi dona di essere sale della terra", perché vuole "ridare al mondo il suo vero sapore" attraverso la "scoperta della bellezza della comunione" con Dio e tra i fratelli. E ricordando i 25 anni del ritorno della democrazia nella Repubblica Ceca, il Papa ha chiesto di non dimenticare il sacrificio di quanti hanno combattuto contro il totalitarismo invitando i giovani "ad aprire cammini di libertà donando voi stessi" (L'Osservatore romano 31 dicembre).

 

Sul messaggio scritto da Papa Francesco per la Giornata mondiale del 1° gennaio: «Non più schiavi, ma fratelli» è invece incentrata la Marcia della pace di Vicenza organizzata da Pax Christi in collaborazione con Caritas italiana, Azione cattolica e la Commissione per i problemi sociali e il lavoro dell’episcopato italiano e giunta alla 47^ edizione. Tre gli elementi centrali della riflessione: la guerra – con la memoria della prima guerra mondiale iniziata 100 anni -, la persecuzione contro i cristiani e la lotta alla povertà. A presiedere i lavori monsignor Giovanni Ricchiuti, arcivescovo di Altamura – Gravina – Acquaviva delle Fonti, che dal novembre scorso è presidente di Pax Christi, mentre è prevista la partecipazione dell’arcivescovo di Campobasso-Boiano e presidente della Commissione della Cei per i problemi sociali, Giancarlo Maria Bregantini, dell’arcivescovo di Trento e presidente di Caritas italiana, Luigi Bressan e del vescovo emerito di Ivrea, Luigi Bettazzi, storico responsabile di Pax Christi.  

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