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Vai in missione? Ecco le caratteristiche che servono

© John Christian Fjellestad
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Generosità di spirito, accompagnamento, serenità, umiltà, misericordia...

Il presbitero Dante De Sanzzi, direttore nazionale delle Pontificia Opere Missionarie (POM) in Argentina, ha condiviso una riflessione in vista delle missione estive che inizieranno nei prossimi giorni, sottolineando alcuni atteggiamenti missionari: la generosità di spirito, l'accompagnamento, la serenità, l'umiltà e la misericordia.

Il sacerdote ha osservato che ci sono molti gruppi missionari che si preparano a visitare altre comunità e a portare il messaggio di Gesù. In questa preparazione, molte persone si offrono senza avere esperienza in questo compito evangelizzatore, ma desiderosi di apportare il loro “granello di sabbia” alla Chiesa che esce verso il mondo.

In questo senso, ha ricordato che per quest'opera di evangelizzazione è necessario avere alcuni atteggiamenti, non come obbligo imposto, ma per lasciare un'immagine di buon evangelizzatore.

“Accogliere tutti è fondamentale”, ha sottolineato. “Saper ascoltare preoccupandosi di quello che accade al fratello, valorizzarlo, rallegrarsi per i suoi successi o accompagnarlo nelle sue frustrazioni. Fare tutto con grande generosità di spirito, lasciando che gli altri esprimano i propri dubbi, i problemi, le angosce; non è necessario saper rispondere a tutte le domande, la chiave è accompagare”.

Padre De Sanzzi ha anche raccomandato di far visita ai malati, accompagnare il popolo ad avvicinarsi a Dio e ai sacramenti, dare speranza essendo portatori di allegria e di pace, consolando ed esortando.

“Il compito missionario non si realizza sulla base di imposizioni, nessuno obbliga nessun altro a fare niente. Obbligare non attira, non convince, non edifica, non converte e non trasforma”, ha indicato.

Il sacerdote ha poi raccomandato di mantenere la serenità e di essere preparati ad ogni tipo di reazione e accoglienza; di essere umili, semplici, miti e misericordiosi.

“Con questi atteggiamenti si attirano molte persone”, ha indicato. “Non serve un gran lavoro per convincere altri della verità di fede. È una questione di entrare nell'orbita. Non spaventiamoci. Nessuno è perfetto. Chiediamo a Dio di accompagnarci con una coerenza di vita, colmando quella distanza, a volte molto grande, tra ciò che si dice e ciò che si deve fare”.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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