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Papa Francesco e l’abbraccio di Nostra Signora di Guadalupe

© Patrick John BUFFE / CIRIC
En el atrio de la Basílica de Guadalupe pueden canjearse armas por artículos no violentos
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Oggi presiederà una concelebrazione in san Pietro in onore della patrona dell’America latina

Tutti i paesi dell’America latina, rappresentati dalle bandiere nazionali, sfileranno il 12 dicembre, festività di Nostra Signora di Guadalupe, nella basilica di S. Pietro in omaggio alla Virgen Morenita, la cui devozione – che ha al centro il santuario a Città del Messico – si irradia in tutto il continente, dall’Alaska alla Terra del Fuoco.
 
Alle 18, papa Francesco presiederà una concelebrazione eucaristica accompagnata dai canti della “Misa Criolla”, una sintesi tra musica sacra, popolare e folcloristica, che esattamente cinquant’anni fa, il suo compositore, l’argentino Ariel Ramirez, presentò al beato Paolo VI.
 
Papa Francesco ha sempre mostrato una grande devozione per Nostra Signora di Guadalupe, la cui effigie di giovane india “resiste” da 500 anni sulla tilma (mantello) di san Juan Diego, l’azteco convertito al cristianesimo cui apparve tra il 9 e il 12 dicembre 1531, a dispetto di tutti i test scientifici.
 
“L’apparizione dell’immagine della Vergine nella tilma di Juan Diego – ha detto Bergoglio durante l’udienza generale dell’11 dicembre 2013, vigilia della festa della Vergine – era un segno profetico di un abbraccio, l’abbraccio di Maria a tutti gli abitanti delle vaste terre americane, quelli che già vi erano e quelli che verranno. Quest’abbraccio di Maria ha indicato il cammino che sempre ha caratterizzato tutta l’America: una terra dove popoli diversi possono convivere, una terra in grado di rispettare la vita umana in tutte le sue fasi, dal seno materno fino alla vecchiaia, in grado di accogliere i migranti così come i poveri e gli emarginati di tutti i tempi. L'America è una terra generosa”.
 
“Questo è il messaggio della Madonna di Guadalupe – ha proseguito il papa – questo è anche il mio messaggio, il messaggio della Chiesa”. Quindi, ha esortato “tutti gli abitanti del continente americano a tenere le braccia aperte come la Vergine Maria, con amore e tenerezza”.
 
E in occasione del pellegrinaggio-incontro che si svolse nella basilica-santuario di Guadalupe, dal 9 al 12 novembre 2013, con la presenza di più di 90 vescovi di tutto il continente e centinaia di altri partecipanti, papa Francesco inviò alla patrona dell’America latina un ramo di rose d’oro che fu deposto ai piedi della sua sacra imagine.
 
Ai vescovi messicani, in visita ad limina apostolorum, lo scorso 19 maggio, il pontefice chiese di portare alla Vergine il suo “saluto di figlio” e disse: “Come per molti altri paesi latinoamericani, la storia del Messico non si può capire senza i valori cristiani che sostengono lo spirito del suo popolo. Non è estranea a ciò Nostra Signora di Guadalupe, Patrona di tutta l’America, che in più di un’occasione, con tenerezza di madre, ha contribuito alla riconciliazione e alla liberazione integrale del popolo messicano, non con la spada e la forza, ma con l’amore e la fede. Fin dal principio, la «Madre del verissimo e unico Dio, di colui che è l’autore della vita», chiese a san Juan Diego di costruirle «una piccola casa» dove poter accogliere maternamente sia quanti «sono vicini» sia quanti «sono lontani» (Nican Mopohua, n. 26). Attualmente, le molteplici violenze che affliggono la società messicana, e in particolare i giovani, costituiscono un rinnovato appello a promuovere questo spirito di concordia attraverso la cultura dell’incontro, del dialogo e della pace”.
 
Solo pochi giorni fa, nell’intervista rilasciata alla giornalista Elisabetta Piquè del quotidiano argentino “La Nacion”, a una domanda sul cammino della Chiesa latinoamericana papa Francesco ha risposto che, accanto a cinquant’anni di presa di coscienza e maturazione nella fede, c’è stata “anche una grande preoccupazione di studiare il messaggio guadalupano. La quantità di studi sulla Vergine di Guadalupe, sull’immagine, sul meticciato, sul NicanMopoua, è impressionate, è una teologia di fondo. Perciò nel celebrare la Giornata della Vergine di Guadalupe, patrona d’America, il 12 dicembre, e i cinquant’anni della Messa criolla, stiamo commemorando un cammino della Chiesa latinoamericana”.
 
E chissà che la celebrazione in S. Pietro in onore di Nostra Signora di Guadalupe non sia l’occasione di annunciare la visita papale al suo santuario di Città del Messico durante una tappa del viaggio negli Stati Uniti previsto nel settembre del 2015. In molti lo sperano.
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