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Riforma della Curia: work in progress

© VINCENZO PINTO / AFP

Chiara Santomiero - Aleteia - pubblicato il 11/12/14

A febbraio una riunione del Concistoro esaminerà lo stato dei lavori. Prevista anche la creazione di nuovi cardinali

La riforma della Curia è “un processo lento” e sicuramente “non sarà pronta nel 2015”. Lo ha detto con chiarezza papa Francesco nell’intervista al quotidiano argentino “La Nacion” del 7 dicembre. E’ un lavoro che “si sta facendo a piccoli passi”.

Lo stato di avanzamento è segnato dal lavoro del gruppo di cardinali consiglieri che aiutano il pontefice, il cosiddetto C9, che si è riunito in questi giorni a Roma.

La maggior parte del tempo (l’incontro è iniziato il 9 dicembre per concludersi l’11), ha riferito in un briefing con i giornalisti della sala stampa vaticana il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, è stato dedicato a prendere in esame le osservazioni emerse in occasione della riunione dei capi dicastero della Curia presieduta dal papa lo scorso 24 novembre, in cui il segretario del C9, mons. Semeraro, ha presentato gli orientamenti dei nove cardinali in merito alla riforma degli organismi di Curia. “Le osservazioni ha riferito Lombardi – erano state di carattere più generale, sui criteri che ispirano il lavoro della riforma, ma anche più specifiche sulle proposte delineate, e che riguardavano in particolare l’accorpamento, la riorganizzazione di alcuni Pontifici Consigli intorno a due ambiti principali: quello di laici e famiglia; e quello di giustizia, pace e carità”. Vari suggerimenti dei capi dicastero sono stati recepiti anche se “nella sostanza vi è stata una conferma degli orientamenti presi”.

Si tratta, appunto di un processo che continua e che prevede un altro appuntamento importante: la prossima riunione plenaria del C9 fissata per i prossimi 9-11 febbraio si occuperà di una “nuova rilettura complessiva” di orientamenti e proposte di riforma così da presentarla al Concistoro che seguirà immediatamente dopo nei giorni 12 e 13 febbraio.

“E’ interessante – ha affermato Lombardi rispondendo alle domande dei giornalisti – notare il metodo usato dal pontefice in questo cammino di riforma” che è un metodo in qualche modo sinodale e proprio di “una Chiesa in cammino”. Il C9, infatti, nasce dalle congregazioni precedenti il conclave che affidarono al future pontefice il compito di operare un cambiamento nella Curia. Presentando lo stato di avanzamento di questo lavoro al Collegio dei cardinali, il pontefice porta loro non solo le proposte individuate, ma anche “le altre funzioni che il C9 ha svolto o sta svolgendo come Consiglio del Santo Padre per una condivisione e un’ulteriore verifica del cammino che è in corso”.

Nei giorni ancora successivi – 14 e 15 febbraio – si prevede anche un Concistoro per la creazione di nuovi cardinali, ripetendo in tutto lo schema usato anche lo scorso anno. Attualmente i candidati elettori sono 112, ma, nelle prossime settimane almeno due compiranno ottant’anni, e se Bergoglio intende conservare la prassi di Paolo VI di non avere più di 120 cardinali elettori, avrà diverse nomine a disposizione.

Alla settima riunione dei cardinali consiglieri era presente, come al solito, papa Francesco che si è assentato solo per l’udienza generale del mercoledì.

Il C9 si è occupato anche della Commissione per la tutela dei minori, contro gli abusiIl cardinale O’Malley ha riferito sulla costituzione dell’ufficio e del personale, collocati nei locali della “vecchia Santa Marta” e sulla sua composizione: oltre agli otto membri attuali cui si aggiunge il segretario, mons. Robert Oliver, sono state formulate delle candidature di persone competenti dei diversi continenti, in modo che ci sia una rappresentanza anche delle diverse situazioni culturali ed ecclesiali. La Commissione integrata, la cui riunione plenaria è fissata per il 6-8 febbraio prossimi, dovrebbe arrivare a 18 componenti.

Ultimo argomento – ma non meno importante – della riunione del C9 la riorganizzazione dei Dicasteri economici. Il prof. Joseph Zahra, vice-coordinatore laico del Consiglio per l’economia (il coordinatore generale è il cardinale Marx, che è anche membro del Consiglio dei 9) ha riferito sull’attività del Consiglio dell’economia e sulle sue raccomandazioni per procedere nella riconfigurazione dei dicasteri e degli organismi economici e finanziari della Santa Sede, a partire dalla pendente nomina del Revisore generale e del nuovo ruolo dell'Apsa (Amministrazione per il Patrimonio della Sede Apostolica). "Non ritengo assolutamente che si sia parlato delle indagini" vaticane relative all'ex presidente dello Ior Angelo Caloja e del direttore generale Lelio Scaletti, ha risposto Lombardi ad una domanda. Obiettivo di questo aggiornamento è coordinare bene il lavoro tra il Consiglio dell’economia e il C9. A questo proposito, ha spiegato Lombardi “il metodo che si cerca di seguire è di avere una riunione del Consiglio dell’economia alcuni giorni prima del C9, in modo tale che poi le sue risultanze o considerazioni possano essere riferite regolarmente dal Consiglio dell’economia al Consiglio dei 9”. Intanto, ha informato il portavoce vaticano, una "Commissione ristretta", composta di tre persone, tra cui dei cardinali, sta lavorando sulla definizione degli Statuti del Consiglio e della Segreteria per l'Economia, di cui esiste già una bozza e non si dovrà attendere il completamento del processo di riforma della Curia.

E per quanto riguarda lo stato d’animo che prevale nella Curia a proposito degli annunciati cambiamenti: “c’è una comprensibile preoccupazione – ha affermato Lombardi sollecitato dai giornalisti – sull’incertezza sul come si dovrà lavorare in future”. Ma non diversa, ha specificato, da quella che si vive in ogni fase di cambiamento nella quale si mescolano “entusiasmo, positività” ma anche il timore espresso dal proverbio: “Chi lascia la via vecchia per la nuova…”.


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