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Egitto: nei libri di testo scolastici i copti non esistono o sono una leggenda

bambini egiziani

© Erebmedioriente

Erebmedioriente - pubblicato il 09/12/14

La scuola egiziana contribuisce al clima settario contro i cristiani

La scuola egiziana contribuisce al clima settario contro i cristiani. È quanto denuncia sulla sua pagina Facebook il ricercatore musulmano Sayyaed al Qimmi, secondo il quale gli attuali percorsi scolastici e i libri di testo a disposizione degli studenti, in particolare di storia, affrontano l’Egitto solo a partire dalla conquista delle tribù arabe-musulmane avvenuta nel VII secolo.  “Il libri di storia islamica – spiega il ricercatore – ritraggono l’Egitto come se fosse una nazione di sole tribù arabe e le vicende riguardanti i copti sono confinate nella leggenda”. Secondo al Qimmi l’era dei copti, derivanti dal nome Gipty, nome greco per gli abitanti del Nilo, ha radici oltre 2 mila anni fa, ma resta un tabù per i musulmani.

Lo studioso sostiene che un tale atteggiamento di chiusura e ignoranza voluta da parte della società egiziana, all’80 per cento musulmana, sia alla base dei problemi vissuti dalla minoranza cristiana. Ad oggi i copti sono emarginati sia dalla vita politica che da quella intellettuale e per loro è praticamente impossibile costruire e a volte anche restaurare le loro chiese. Per costruire un edificio cristiano è necessaria un’autorizzazione dell’ufficio presidenziale e spesso anche tali documenti non sono sufficienti per le autorità locali, che invece consentono la costruzione di moschee, anche in aree proibite. “Tutte le leggi fatte finora – spiega al Qimmy – hanno consentito la realizzazione di lotti in modo casuale, senza un piano, anche dove tali costruzioni erano proibite, solo perché registrate come moschee”. “Nonostante le violazioni – aggiunge – gli edifici religiosi musulmani hanno accesso a tutti i servizi e all’esenzione delle tasse e spesso accade che i loro patrocinatori siano persone che sfruttano la religione per interessi personali”.

Secondo al Qimmy, l’Egitto è entrato nel 21mo secolo, ma la società e le autorità utilizzano ancora una mentalità arretrata per rapportarsi con i cristiani. “Il razzismo – conclude – deve essere eliminato per il futuro dell’Egitto, altrimenti le divisioni settarie non faranno che aumentare”.

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