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​Papa Francesco: “La solidarietà è un modo di fare la storia con i poveri”

rifugiati siriani

© AFP

Chiara Santomiero - Aleteia - pubblicato il 04/12/14

In occasione della Giornata internazionale del volontariato, il papa riceve i volontari cristiani della Focsiv da oltre 40 anni impegnati in progetti di sviluppo nel Sud del mondo

“La solidarietà è un modo di fare la storia con i poveri”: Papa Francesco riceve in udienza la Focsiv, espressione del volontariato cristiano internazionale, e detta la nozione di solidarietà che non ha niente a che vedere con “presunte opere altruistiche che riducono l’altro alla passività”.

In occasione della Giornata internazionale del volontariato, Bergoglio ringrazia la Focsiv – 5 mila soci di 70 organizzazioni di ispirazione cristiana, 398 gruppi di appoggio in Italia, 600 volontari espatriati per 470 progetti di sviluppo e 3 mila operatori locali, con circa 74 milioni di euro mobilitati annualmente per le attività – per l’immagine che offrono di “Chiesa con il grembiule” china a servire i “fratelli in difficoltà” con lo stile evangelico del “buon Samaritano”. Impegnati a dare risposte concrete “agli scandali della fame e delle guerre” i volontari cristiani sono “un annuncio vivo della tenerezza di Cristo che cammina con l’umanità”.

Occorre preservare il valore della gratuità del servizio – “i poveri non possono diventare occasione di guadagno!”, ribadisce Francesco senza mezzi termini – ma con attenzione ai “segni dei tempi” e alle povertà che cambiano volto”. Anche tra i poveri c’è l’aspirazione ad essere “protagonisti” praticando la solidarietà “tra gli ultimi”. Per questo occorre non confondere la solidarietà con l’altruismo, con un generico dare che concepisce gli altri in termini passivi di riceventi: “solidarietà con i poveri – sottolinea Bergoglio – è pensare e agire in termini di comunità, di priorità della vita di tutti sull’appropriazione dei beni da parte di alcuni”. Significa lottare “contro le cause strutturali della povertà: la disuguaglianza, la mancanza di un lavoro e di una casa, la negazione dei diritti sociali e lavorativi”. Solidarietà, appunto, è “un modo di fare la storia con i poveri”.

Un sistema economico che “saccheggia la natura” e provoca catastrofi ambientali, le guerre, la mancanza di pace e di giustizia che costringono all’emigrazione: sono questi i mali da combattere con la collaborazione di tutti, istituzioni, ong, comunità ecclesiali e una fattiva cooperazione tra gli Stati.

“Un segno di pace e di speranza – afferma papa Francesco che ha sempre molto a cuore la situazione dei profughi e di ritorno dalla visita in Turchia ha confessato di aver nutrito il desiderio di visitare i campi al confine con la Siria – è la vostra attività nei campi profughi, dove incontrate gente disperata, volti segnati dalla sopraffazione, bambini che hanno fame di cibo, di libertà e di futuro. Quanta gente nel mondo fugge dagli orrori della guerra! Quante persone sono perseguitate a motivo della loro fede, costrette ad abbandonare le loro case, i loro luoghi di culto, le loro terre, i loro affetti! Quante vite spezzate! Quanta sofferenza, quanta distruzione!”. Compito del discepolo di Cristo, ha concluso Bergoglio incoraggiando la Focsiv a proseguire nel proprio servizio, è non tirarsi indietro, non voltare la faccia dall’altra parte ma “farsi carico di questa umanità dolorante, con prossimità e accoglienza evangelica”.

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