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Cosa fare per la conversione di mio marito?

© Philippe Lissac / GODONG

Felipe Aquino - pubblicato il 01/12/14

Non litigare con il tuo sposo a causa di Dio. Egli ha i suoi tempi per agire perché rispetta la libertà dell'uomo, senza la quale non sarebbe a sua immagine e somiglianza

“Ciò che tocca maggiormente il cuore di Dio è la nostra perseveranza, perché è la prova della vera fede che non vacilla mai”.

Molte donne soffrono in questo momento perché amano Dio e vogliono vivere in conformità alle sue leggi, ma i loro mariti sono lontani da tutto questo. Moltissime donne si trovano in questa situazione, e tutto questo perché il cuore della donna è più sensibile e delicato di quello dell'uomo, è più orientato verso Dio, molto più adatto ad accogliere il suo amore e a donarsi a Lui.

È raro vedere una donna senza fede, e allo stesso tempo è molto triste perché è una violenza alla sua natura femminile e materna.

Molte donne di Dio vivono un grande dramma: “Mio marito non si converte”. Ho sentito molte volte questa lamentela: “Ho già fatto di tutto, ma lui non va verso Dio, non viene in chiesa con me, non si confessa, non partecipa al gruppo di preghiera e vuole proibirmi di andare; mi impedisce di vedere il canale televisivo cattolico e di lavorare in chiesa”.

So che accade anche il contrario; ci sono uomini impegnati nella Chiesa le cui mogli non li accompagnano, ma è una situazione che si verifica molto più di rado.

Cosa fare?

In primo luogo è necessario avere calma e pazienza, non disperare e non scoraggiarsi. Questa sarebbe la cosa peggiore, perché è quello che il demonio vorrebbe che si facesse.

Sappi che questa croce fa parte del tuo matrimonio, fa parte della missione che Dio ti ha affidato di far crescere nella fede quest'uomo per la sua salvezza. Dio te l'ha affidata il giorno del tuo matrimonio perché tu la costruissi ogni giorno con la tua pazienza, preghiera, fede, lacrime, sacrifici e tutto il resto.

L'“ordine del matrimonio” – come ha detto Jacques de Vitry nel Medioevo – “è un ordine i cui statuti risalgono agli inizi dell'umanità”. Robert de Sorbon, cappellano di San Luigi IX e fondatore della celebre università della Sorbona, definiva il matrimonio “l'Ordine Sacro” (sacer ordo).

Quando Dio affida un uomo a una donna, e viceversa, spera che questo gli venga un giorno restituito migliore, quindi coraggio!

Prendi la tua croce. Non trascinarla di malavoglia, non avresti meriti davanti a Dio. Non rifiutarla e non eliminarla dal cammino, la santificherai e darà un senso profondo al tuo matrimonio. Ama questa croce per poter trovare la salvezza.

Non litigare con il tuo sposo a causa di Dio. Egli ha i suoi tempi per agire perché rispetta la libertà dell'uomo, senza la quale non sarebbe a sua immagine e somiglianza.

Dio sa aspettare “l'ora della grazia” per agire, per cui anche tu devi aspettare. Non opporre resistenza; non contrastarlo, aspetta che la grazia di Dio muova la sua anima… Sii docile, amalo con tutto il cuore, conquistalo per te, perché poi tu possa conquistarlo per Dio.

Prega costantemente per lui, senza scoraggiarti mai. Questa è la volontà del Signore: “Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi” (Lc 18,1).

“Ma fino a quando dovrò pregare per la conversione di mio marito? Ormai sono stanca”

La risposta è “sempre”. Finché morte non vi separi, fino a che tu non compia fino all'ultimo giorno della tua vita la promessa che hai fatto sull'altare di amarlo nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, amandolo e rispettandolo tutti i giorni della tua vita.

Ciò che tocca maggiormente il cuore di Dio è la nostra perseveranza, perché è la prova di fede vera che non vacilla mai. Per questo Gesù ha detto: “Ma chi persevererà sino alla fine, sarà salvato” (Mt 24,13). Osserva che Gesù dice “sino alla fine”, la perseveranza è per sempre. Per Dio, lottare è più importante di vincere.

Ricordo la meravigliosa storia della grande cristiana Elizabeth Leseur, vissuta nel XX secolo. Era una francese colta e fervorosa, amica delle arti, delle lettere e della filosofia, sposata con un uomo colto e importante della società francese, ma ateo, che non accompagnava la fede di Elizabeth. Era il famoso Marie-Albert Leseur.

Elizabeth pregò e si immolò per tutta la vita per la conversione del suo sposo. Lo accompagnava ai principali eventi sociali in cui Dio era assente, e la sua anima piangeva in silenzio e oblazione a Dio, fino al giorno in cui ella morì senza vedere la conversione di suo marito.

Ma Elizabeth aveva scritto un diario spirituale, e dopo la sua morte il marito lo trovò e lo lesse con interesse. Fu sufficiente perché si convertisse profondamente.

Leggendo quelle pagine piene di fede e di sofferenza offerta a Dio ogni giorno, quell'uomo fu toccato nel profondo e capì che aveva vissuto al fianco di un angelo senza mai notare la sua presenza. Ora versava lacrime di tristezza per non aver vissuto quella fede meravigliosa accanto alla sua sposa defunta.

La sua conversione fu così profonda che lasciò il mondo, abbandonò le sfere sociali in cui era esaltato e divenne domenicano: fra' Marie-Albert Leseur.

Dal cielo Elizabeth convertì il suo Albert. In seguito egli pubblicò La vita di Elizabeth Leseur. Ogni donna che soffre questo dolore dovrebbe leggere quest'opera.

Donna che non hai ancora visto tuo marito convertirsi, vedrai che Elizabeth lo ha convertito a Dio dopo la sua morte.

Non è questo cheimporta?

Per questo, non scoraggiarti più, non stancarti e non desistere dalla missione che Dio ti ha affidato di salvare quest'uomo. Forse sei l'unica creatura al mondo che possa aiutare Dio a portarlo fino a Lui. E questa sarà la tua opera più grande in questo mondo.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
matrimonio

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