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E se tutto ciò che pensi sullo stress fosse sbagliato? Se lo stress fosse tuo amico?

© Jane Rix/SHUTTERSTOCK

Catholic Link - pubblicato il 28/11/14

Lo stress può rovinarti la vita o renderla molto migliore. Sta a te decidere

di Alex Farmer

Lo stress uccide. Lo stress ti fa ammalare. Lo fa solo se pensi che succederà davvero. Lo stress raddoppia quasi le tue possibilità di morire, ma solo se pensi che lo farà.

Sono una persona stressata, e non sono la sola: uno studio del 2013 della Mental Health Foundation ha rivelato che quasi la metà delle persone interpellate si sentiva stressata ogni giorno o quasi, e più della metà degli adulti britannici si sente più stressata rispetto a cinque anni fa. Un articolo recente riferiva che “il livello di ansia medio di un adolescente occidentale al giorno d'oggi è un livello che negli anni Cinquanta avrebbe denotato un disturbo clinico da ansia” (Times Educational Supplement).

Cosa intendo quando dico che sono stressata? Dovrei spiegare che fino a poco tempo fa ero seriamente malata di ansia e depressione, e ora sono sulla via della guarigione. Mi stressa ancora un sacco di cose, o almeno più del normale. Prendiamo ad esempio la settimana scorsa, quando la mia macchina è andata definitivamente. Mi sono stressata così tanto all'idea di come riuscire ad andare a lavoro e di come avrei sostituito la macchina che all'improvviso mi sono sentita fisicamente annientata. Riuscivo a malapena a parlare della macchina senza piangere.

Ma perché una cosa del genere ha un effetto così forte su di me e non su altre persone?
In primo luogo siamo un'unità – corpo, anima e spirito –, e quindi non sorprende che lo stress psicologico abbia un effetto fisico o che lo stress fisico (come una malattia o l'esaurimento) abbia un effetto psicologico. Lo stress non è una cosa di “sola testa”, ma neanche di “solo corpo”.

Penso anche, però, che ci confondiamo usando un'unica parola per parlare di due cose. Usiamo il termine “stress” per descrivere le cose al di fuori del nostro controllo che accadono: cambiare casa, cercare lavoro, fare un esame, gestire denaro (cose essenziali che si rompono in modo inaspettato), morte o malattia di una persona cara…, ma lo usiamo anche per descrivere la nostra risposta a questo evento esterno. Nel caso del mio stress da macchina, non sapere come andare al lavoro è uno stress reale, oggettivo. Essere così stressati da aver bisogno di 14 ore di sonno per le successive 3 notti per riuscire a parlare di cosa fare con quello stress non lo è. E questo per via dell'altro stress “interiore”, la mia risposta all'incidente che ha provocato lo stress. È molto stressante.

Nel mio caso, so che la mia risposta allo stress funziona un po' in questo modo: la mia macchina è rotta, non può essere aggiustata, dovrò sostituirla, non penso di potermelo permettere, non so come andare al lavoro domani, se non vado al lavoro perderò il posto, se perdo il lavoro tornerò alla situazione di un anno fa (quando ero troppo malata per lavorare), non avrò denaro, mi ammalerò di nuovo, non riuscirò mai a migliorare, sarò malata per sempre, non avrò amici, vivrò con mia madre fino alla morte, mia madre morirà prima di me e resterò senza casa.

Mettendo queste cose nero su bianco, mi rendo conto di quanto sia tutto un po' ridicolo – dalla rottura del motore a diventare una senzatetto in meno di un secondo. All'esterno dovevo solo affrontare una macchina rotta con la questione immediata di come andare al lavoro la mattina dopo, all'interno il fatto di morire da sola in strada. Non stupisce che mi sia logorata!

Capire la differenza tra questi due tipi di stress è importante, perché devono essere approcciati in modi diversi.

Per il tipo di stress esterno, oggettivo, da macchina rotta, ricorda quanto segue:

1. Non puoi controllare tutto. Sei fragile e creato, e non puoi avere il controllo di tutto (lascia stare!!)

2. Dio non permette mai che ti succeda qualcosa senza darti anche la forza per affrontarlo. Confida in Lui.

3. Questo è un problema pratico, definibile, e può avere una soluzione definibile pratica: accetta che puoi aver bisogno di aiuto per trovare una soluzione e parlane con una persona di cui ti fidi.

Il tipo di stress interiore è un po' più difficile da identificare, soprattutto perché se a volte può essere fatto risalire a una causa specifica, spesso è qualcosa che creiamo più o meno dal nulla. Ad esempio, gli esami sono stressanti, richiedono studio e il nostro successo o il nostro fallimento può avere un effetto diretto sul nostro futuro. Se il fallimento può significare che ci vorrà un po' di più per raggiungere la carriera che si desidera, spesso crediamo che test ed esami siano anche una misura di noi stessi come persone. Fallire un esame non significa che siamo un fallimento più di quanto il fatto che la mia macchina si sia rotta significhi che sono un peso per chiunque è attorno a me.

Per affrontare lo stress interiore, ricorda quanto segue:

1. Dio ti ha creato e ti ama. La tua stessa esistenza è una prova del suo amore, e non dipende da risultati degli esami o dal fatto di avere un lavoro o dal tuo peso – ti ama per come sei.

2. Riconosci di essere fragile e creato. Tutti sbagliano, e questo non influisce sul tuo valore.

3. Ricorda di essere riconoscente. Ringrazia Dio e la gente intorno a te per le cose buone della tua vita, per quanto piccole possano sembrare.

4. Fai spazio ad altre persone – parla con i tuoi amici, chiedi l'aiuto di cui hai bisogno (riconosci di averne bisogno).

Potresti chiederti perché non ho menzionato la preghiera, ma l'ho fatto, anche senza tante parole. Parlane con altri, fai spazio alle persone, riconosci di aver bisogno di aiuto – il tuo primo amico, la prima persona alla quale ti puoi sempre rivolgere per ricevere aiuto è Dio stesso.

[Traduzione dall'inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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