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Il Canone Rai? In bolletta…

© Public Domain
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Ipotesi creative da parte del Governo per far pagare il balzello più odiato dagli italiani

Siamo in tempo di finanziarie e anche quest'anno la creatività regna sovrana in Parlamento, specialmente nell'accoppiata: canone Rai/lotta all'evasione. Il tributo più odiato e più evaso dagli italiani ha da tempo messo in ginocchio mamma Rai, sebbene l'idea che sia la mancanza di risorse (e non di idee o di coraggio) a far scricchiolare gli ascolti sia la vulgata più amata dai funzionari di Viale Mazzini. Gli stessi che hanno esternalizzato quasi tutte le produzioni probabilmente…

Il canone Rai in bolletta
Comunque sarà presto presentato in Senato l'emendamento alla legge di stabilità con la riforma del canone. Roba di un paio di settimane e, secondo le prime indiscrezioni, il tributo dovrebbe essere pagato con la bolletta elettrica o comunque arrivare con un bollettino annuale ai titolari di un'utenza. Solo due le fasce di reddito previste: sotto i 7.500 euro di reddito si ipotizza un'esenzione totale mentre per tutti gli altri l'esborso sarebbe tra i 60 e gli 80 euro (contro i 113 del canone del 2013). In media, spiegano fonti vicine al governo, il canone italiano diventerebbe così uno dei più bassi in Europa. Ma non è ancora chiaro se bisognerà pagarlo per ogni casa di proprietà (Avvenire, 21 novembre).

L'entità del gettito
Il canone si pagherà con la bolletta della luce con l'obiettivo dichiarato di di garantire all'azienda di viale Mazzini un gettito di 1 miliardo e 800 milioni di euro l'anno. Più o meno quanti la Rai ne incassa ora ma chiedendo agli italiani un importo inferiore agli attuali 113.50 euro, cifra uguale quasi per tutti. Continueranno ad esserci le fasce di esenzione e i bonus per i meno abbienti, anche se a farne richiesta finora è stato solo il 30% delle famiglie disagiate. Tutti gli altri pagheranno da 35 a 75/80 euro – in media, come aveva già anticipato il Messaggero, circa 60 euro – visto che la cifra varierà in base agli indicatori Isee (Leggo, 14 novembre).

Le molte perplessità
"Dalla bolletta bancomat si vorrebbe passare alla bolletta esattore fiscale". E' questo il commento del Presidente di Assoelettrica Chicco Testa a proposito dell'ipotesi di trasferire il pagamento del canone Rai nelle bollette elettriche.
"Il solo fatto che ad essere tenuti a pagare il canone non siano piu' i possessori di apparecchi televisivi ma chiunque abbia un'utenza elettrica, cioe' tutte le famiglie, tutte le imprese, tutti gli uffici pubblici – continua Testa – costituisce gia' un travaso inammissibile di funzioni e comporterebbe per le imprese fornitrici di energia un onere gestionale non irrilevante per la raccolta e il trasferimento dei dati delle utenze interessate e in ogni caso tale riforma non sarebbe tecnicamente attuabile a partire dal gennaio 2015. Se per di piu', come proposto in alcune ipotesi, il canone dovesse essere esatto dalle stesse imprese elettriche si creerebbe una commistione di ruoli assurda con conseguenze anche gravi: un aumento della morosita', una complicazione delle pratiche amministrative in capo ai fornitori un peggioramento dell'opacita' delle bollette. Crediamo che ognuno debba fare il proprio mestiere e che le bollette dell'energia elettrica, gia' gravate di oneri di sistema, tasse e balzelli vari, non diventino anche un sistema per scovare presunti evasori" (Askanews, 18 novembre).

Sulla stessa lunghezza d'onda, il presidente dell’Autorità per l’Energia elettrica e il gas, Guido Bortoni, è contrario a inserire il pagamento del canone Rai nella bolletta elettrica, così come potrebbe prevedere la legge di Stabilità in discussione in Parlamento. “E’ una modalità impropria di riscossione ed è di difficile applicazione”, dice Bortoni alla Reuters (21 novembre).

E tuttavia non possiamo – al di là dei fatti tecnici – non pensare che qualche ragione ce l'abbia anche Luca Borgomeo, presidente dell'associazione di telespettatori cattolici, Aiart, non tanto sulla tassazione in bolletta (già discutibile di suo): "Sul canone assistiamo a un'eccessiva 'creatività' da parte di questo o quel governo. Diciamo no a qualsiasi possibilità di inserirlo in bolletta. Piuttosto sia inserito nella fiscalità generale". Quanto piuttosto sull'idea di destinare ulteriori risorse ad un ente che in tutti i modi – al momento – si sta sottraendo dalle necessarie revisioni di spesa: "In troppi vogliono fare cassa col canone, ma questo è inaccettabile, ancor più considerato che in Rai non è stata fatta una rigorosa spending review", conclude Borgomeo (Adnkronos, 23 novembre).

Scappatoie? Forse, ma non siamo mica inglesi…
E’ vero tuttavia, come suggerisce Giornalettismo (22 novembre), che puoi non pagare il canone, se dimostri di non avere modo di vedere la televisione. Quindi, perché lamentarsi? Lo fa anche la TV inglese… se non hai modo di vedere la TV e lo dimostri, non paghi. Scopriamo allora anche cos’altro fa o non fa la TV inglese nazionale (BBC che ci teniamo a precisare, non è come la Rai…):

– il canone non viene addebitato
– puoi non pagare il canone e non devi dimostrare nulla (il servizio non viene erogato, solo quello della BBC, ovviamente. Tutto il resto, lo vedi)
– permette di dilazionare il pagamento
– non paghi il canone se possiedi un media center (come la Apple TV) che consente di riprodurre la musica, i video (comprati e/o noleggiati su internet) ed i podcast direttamente dalla propria TV.

Aggiungiamo noi (che siamo sicuramente in mala fede e per questo ci andremo a confessare, NdA), che se anche fosse questo il modello di riferimento (magari anche per la qualità informativa…), scommettiamo una cena che non sarà così semplice, che i cavilli della burocrazia dei gestori della luce, della Rai, del Fisco e di chi altro sarà coinvolto non renderà facile la vita del povero utente/spettatore, e lo costringerà a dichiarazioni giurate, carte bollate ed esami del sangue prima di poter esimere qualcuno dal pagamento. Del resto è la Rai, non la BBC e siamo in Italia, non in Inghilterra…
 

Tags:
tasse
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