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Quando il fitness insegna la preghiera…

© DR
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Poteva davvero Dio volere che al termine della preghiera mi sentissi esattamente come nella sala dei pesi? Forse sì…

A volte i percorsi spirituali si nascondono anche nei posti più impensati. E' quanto racconta questo post che un giovane studente ha scritto per il blog di America, la rivista dei gesuiti degli Stati Uniti.

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di Peter Welch

Il fitness è diventato una specie di religione per molte persone. Ci prefissiamo degli obiettivi in palestra e andiamo a cercare eventi come Tough Mudder eCrossfit per dimostrare qualcosa a noi stessi e agli altri. Sono il primo ad ammettere che mi piacciono questo genere di sfide. Ma che cosa cerchiamo davvero in queste esperienze?
L'approvazione dei nostri amici e colleghi? Da persona che si allena regolarmente, ultimamente mi sono ritrovato a chiedermi quale fosse la vera ragione della mia ossessione per la palestra. Dovevo rimproverare il mio ego eccessivo?

Avevo bisogno dell'approvazione degli altri? Con tristezza ho concluso che anche questo faceva parte della mia motivazione.

Tuttavia ho scoperto anche un motivo di speranza. Ho realizzato che esistono delle somiglianze tra lo stato d'animo in cui mi sento dopo un buon allenamento e quello che provo dopo un'intensa esperienza spirituale, sia che si tratti di una preghiera assorta o di una partecipazione all'Eucaristia.

All'inizio quest'idea mi ha dato fastidio. Poteva davvero Dio volere che io al termine della preghiera mi sentissi esattamente come nella sala dei pesi? Ho sempre pensato che la preghiera fosse la preghiera e il fitness fosse il fitness. Però ho cominciato a notare somiglianze anche nel modo in cui mi comporto quando prego e quando sono in palestra. Innanzi tutto ci vuole una buona dose di concentrazione per comunicare con Dio. Nella mia esperienza la preghiera molto difficilmente viene da sé, eppure il risultato è quasi sempre qualcosa che mi dà gioia. Allo stesso modo, le mie fatiche con i bilanceri e con i pesi non sono proprio qualcosa di facile, eppure portano soddisfazione. Più lavoro su qualcosa e più ottengo dopo.

Ma ci sono anche altre somiglianze impressionanti. Le mie prestazioni in palestra sono migliori se ho accanto a me qualcuno che mi motiva e mi sostiene. Ma vediamo bene anche l'aspetto comunitario della preghiera nella Messa, quando ci riuniamo insieme per celebrare l'Eucaristia. Quando preghiamo comunitariamente possiamo trovare ristoro e conforto gli uni con gli altri. Altro parallelo: quando mi esercito nella preghiera, per me può diventare più facile dopo entrare in rapporto con Dio, proprio come il peso sembra più leggero la seconda volta che lo sollevo sopra la mia testa.
Per quanti tra noi fanno fatica a pregare, quello che impariamo in palestra può diventare un aiuto per tutte quelle volte che Dio sembra distante e irraggiungibile. La ripetitività, la determinazione e la perseveranza diventano difficili quando non si vedono "i risultati". A volte ci si può sentire schiacciati dalla preghiera, e può diventare una ragione che spinge alcune persone a non pregare più con costanza. Forse allora anche pensare insieme alla fede e al fitness può diventare una piccola strada per crescere più vicini a Dio.

Qui l'originale

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