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Appello ai musulmani del Patriarca Sako: prendete posizione contro l’ISIS!

© AFP PHOTO/HAIDAR HAMDANI

IRAQ, NAJAF : The Patriarch of the Iraq-based Chaldean Church, Archbishop Louis Sako, gestures as he speaks to the press following his visit with Iraq's top Shiite Muslim cleric Grand Ayatollah Ali al-Sistani in the central shrine city of Najaf on August 9, 2014. AFP PHOTO/HAIDAR HAMDANI

Aiuto alla Chiesa che Soffre - pubblicato il 21/11/14

Chiede ai musulmani di tutto il mondo di fermare lo “tsunami” rappresentato dal gruppo terroristico

L'associazione caritativa cattolica internazionale Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) ha girato, su richiesta dell'ufficio del Patriarcato, la lettera di Sua Beatitudine il Patriarca Louis Raphaël I Sako, Presidente dell'Assemblea dei Vescovi Cattolici dell'Iraq, ai musulmani di tutto il mondo circa l'attuale crisi nella Piana di Ninive.

La lettera è stata letta da monsignor Sako durante la conferenza internazionale organizzata dal centro del re Abdullah bin Abdulaziz per il dialogo interreligioso a Vienna (Austria) il 18 e il 19 novembre, alla quale hanno partecipato circa 200 personalità cristiane e musulmane sul tema “Uniti contro la violenza in nome della religione, sostenendo la diversità culturale e religiosa in Iraq e in Siria”.

Ecco il testo della lettera di monsignor Sako:

* * *

Ai fratelli e alle sorelle musulmani di tutto il mondo.

Vi saluto come fratelli della stessa famiglia umana e in nome di tutti i valori che condividiamo.

Sulla base dei nostri obiettivi comuni e con fiducia nella capacità delle Nazioni di preservare la vita e di indirizzare l'opinione pubblica al rispetto delle loro aspirazioni, faccio appello a voi, che rappresentate la maggioranza moderata dei musulmani ovunque siate, temendo che la nostra tragedia attuale sia una causa persa o una responsabilità non riconosciuta.

Mi rivolgo a voi con spirito di sincerità, portando nelle mani una mappa del nostro Medio Oriente ferito e dell'Iraq, quella parte del globo che per molti secoli è stato il fulcro del mondo; una zona che sta affrontando una crisi storica senza precedenti.

Con questa lettera vorrei esprimere il mio dolore e il dolore dei vostri fratelli e delle vostre sorelle cristiani di fronte alla nostra calamità, facendo appello alla vostra coscienza e buona volontà per fare qualcosa per la liberazione delle loro città, il recupero delle loro proprietà e la restituzione dei loro diritti. Di conseguenza, chiedo un cambiamento drastico, perché è vostra responsabilità trovare una risposta, che deve venire da voi e non da una forza esterna.

Condividendo la stessa sensibilità umana, credo che siate rimasti scioccati come noi dai barbari atti che hanno funestato la città di Mosul e la Piana di Ninive contro i cristiani, gli yazidi e altre minoranze che sono state sradicate a mani vuote dalle loro case e dai loro villaggi nel cuore della notte, verso “un futuro incerto” di paura e terrore.

In questo incontro in nome dell'umanità, vale la pena di menzionare che c'è una legge superiore (Sharia) di amore e misericordia inscritta nel cuore umano. Questa legge superiore richiede compassione e carità per qualsiasi padre indifeso con un figlio affamato tra le braccia e misericordia per ogni essere umano che soffre. I crimini commessi dall'ISIS (lo Stato Islamico dell'Iraq e della Siria) contro questi civili indifesi dimostrano quindi un'assurda teoria della legge che non è assolutamente basata su alcuna legge umana, ma su una legge barbara.

Ugualmente scioccante è la violazione da parte dell'ISIS della santità di chiese e monasteri, venduti o trasformati in moschee, di cui vengono date alle fiamme antichi manoscritti. Alcuni di questi edifici sono stati costruiti nei primi secoli. È vergognoso anche vedere che la prigionia delle donne diventa una legislazione legale, con le donne vendute nei mercati degli schiavi a un “prezzo vantaggioso” come se fossero “spazzatura”! Ciò è estremamente negativo e mi ricorda il mostro menzionato nel libro della Rivelazione (capitolo 13).

Questi atti barbari, che saranno sempre una macchia nella storia umana, sono promossi da organizzazioni e ideologie parallele a quelle naziste e ad altre filosofie politiche totalitarie. La storia umana, ad ogni modo, non avrà mai misericordia per coloro che hanno programmato e implementato questi atti malvagi, che minacciano l'esistenza dei cristiani, i nativi di queste terre. A differenza dei nazisti e di altre ideologie di morte del XX secolo, l'ISIS afferma di fare tutto questo in nome dell'islam.

Sono ancora più scioccato a causa di coloro che non hanno creduto e hanno sminuito il serio pericolo rappresentato dall'ISIS, soprattutto quando la nostra gente innocente, cristiani, yazidi e altre minoranze, è stata presa di mira in nome della religione islamica. È piuttosto scioccante constatare l'insufficienza della comunità islamica ufficiale, che ha denunciato questi atti solo con dichiarazioni timide e impotenti, mostrando l'assenza di un ruolo reale nel far prendere coscienza alle persone del pericolo incombente dell'ISIS in nome della religione.

Come possiamo rimanere inattivi di fronte a questi innumerevoli crimini, alla repressione e allo sfollamento di gente innocente ritenuti legali e legittimi dall'ISIS e dagli integralisti?

Non è un'umiliazione per tutta l'umanità in generale e per le donne in particolare? Abbiamo iniziato a vivere in un'era in cui si danno le spalle ai valori? Non c'è alcun rispetto apparente per gli esseri umani, e non sembra che la vita valga qualcosa.

Come minoranze senza protezione o assistenza, siamo presi di mira, i nostri figli sono minacciati e rapiti, le nostre case derubate o saccheggiate pubblicamente come se fosse legittimo (Halal). Abbiamo raggiunto l'apice dell'iniquità: le nostre famiglie vivevano nelle proprie case con dignità e orgoglio, mentre oggi vivono senza un tetto in molte città e molti villaggi, in tende o in caravan o in una stanza fornita gratuitamente dalla chiesa. Le malattie si diffondono rapidamente, e gli sfollati vivono in uno stato di ansia terribile.

Pieni di compassione, facciamo appello a voi perché agiate responsabilmente quando lo Stato esprime poco interesse, o non ne esprime affatto, per la liberazione di Mosul e delle città nella Piana di Ninive, così che migliaia di sfollati possano tornare nelle proprie case. È fondamentale sottolineare l'importante ruolo che deve essere assunto per mettere a nudo le forze regionali e internazionali che cercano di garantire la sopravvivenza delle cellule dell'ISIS interferendo in modo ben calcolato.

Siamo preoccupati non solo per la mancanza di speranza per un immediato ritorno nelle nostre città che motiva la gente a emigrare in qualsiasi Paese che dia loro sicurezza, ma anche per la possibilità di poter diventare solo un pezzo di memoria nella storia, al punto da dover supplicare l'UNESCO di preservarlo.

In questa ansia, vi chiediamo di pensare responsabilmente alla nostra tragedia e di fare qualcosa per migliorare la sicurezza e fornire stabilità ai cittadini. Lo sviluppo del nostro Paese sarebbe assicurato solo permettendo una vita normale.

La vera base della vostra comune responsabilità nei nostri confronti si basa sulla vostra consapevolezza dell'estremismo religioso e takfirismo oscurantista crescente, che rappresenta una minaccia per noi e non è meno pericoloso per voi.

Non dimenticate che i cristiani sono originari di questa terra e hanno contribuito molto alla cultura araba. Gli arabi devono presentare una posizione unita con un voto contro l'estremismo. Questa coalizione araba unita deve assicurare una soluzione pacifica. L'estremismo è ovunque, e ciò che si richiede è l'adozione di moderazione e di un processo di pensiero che scomunichi l'oscurantismo, oltre al rifiuto del terrorismo in nome della religione e alla resistenza ad esso in tutte le sue forme.

Gli esperti religiosi dovrebbero respingere seccamente le argomentazioni dell'ISIS, confutarle con la giurisprudenza e denunciare le sue pratiche odiose, oltre a proclamare il suo pensiero un flagello per l'umanità. Le istituzioni religiose ed educative dovrebbero iniziare a promuovere una cultura aperta e moderata che rispetti la diversità e fornisca un'immagine obiettiva dei vari popoli, caratterizzata dal rispetto e dal fatto di credere all'uguaglianza di tutti per vivere in libertà e dignità.

Il silenzio non vi si addice perché l'ISIS e i suoi seguaci indirizzeranno colpi più distorsivi all'islam. È pericoloso dare loro questa occasione perché la gente penserà che l'islam sia una minaccia alla pace mondiale. Abbiamo grande fiducia nel fatto che vi muoverete prima che sia troppo tardi per evitare che questo tsunami colpisca un'altra zona.

Aneliamo al giorno in cui i musulmani annunceranno ufficialmente a se stessi e a quanti sono perseguitati che attaccare persone innocenti, musulmane o cristiane, credenti o no, va contro la religione e contro Dio Onnipotente, che è l'unico che giudicherà ogni essere umano e ricompenserà con giustizia.

+ Louis Raphael Sako
Patriarca Caldeo di Babilonia e Presidente dell'Assemblea dei Vescovi Cattolici dell'Iraq

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
isispersecuzione cristiani
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