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Cosa ci fanno insieme Bach, Google e Sant’Agostino?

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Il “Preludio dalla Suite per Violoncello” riprodotto da un software di Google mostra il rapporto perfetto tra musica e matematica

La musica, diceva Sant’Agostino, è “scientia bene modulandi”, la scienza del “movimento ben regolato”, per Lorenz Mitzler, allievo di Johann Sebastian Bach, “la musica è il suono della matematica”.

In questo video viene eseguito il Preludio dalla Suite per Violoncello di Bach. Ma non da un’orchestra o da un abile violoncellista, bensì da un software interattivo Baroque realizzato da Alexander Chen, direttore creativo del Google Creative Lab. Chen ha creato una straordinaria rappresentazione visiva dei rapporti matematici disegnando quattro sfere che incrociano le loro orbite con otto corde. Al di là della curiosità tecnologica, si può riscontrare un legame perfetto, divino, che c’è tra numeri e suoni. Tra matematica e musica. Tra scienza ed essenza.

Musica e mistero di Dio
Vittorio Messori e Michele Brambilla nel loro saggio Qualche ragione per credere ci ricordano come il mistero divino entri in ogni particolare scientifico matematico, perché è «un Dio che ama celarsi, e insieme rivelarsi, nei particolari. O agli estremi, nell’infinitamente grande e nell’infinitamente piccolo: nell’insondabile vastità delle galassie che solo i telescopi rivelano; e nella struttura profonda della materia, scopribile unicamente con i microscopi elettronici” e così anche nella musica “Per ogni cultura, almeno sino a tempi recenti, tutte le arti, esprimendo bellezza, godono di un «soffio divino»: ma forse la musica è, fra tutte, quella che più direttamente testimonia del mistero di Dio.”

Armonia divina
E’ evidente che l’armonia richiama a qualcosa di più grande «Dove c’è armonia e rapporto, c’è un pensiero, un progetto.» continua il saggio «Ancora più difficile, dunque, ipotizzare il «Caso» – seppure con la Maiuscola – dietro una proporzione matematica. E ancor più facile, per il credente, vedere un’ennesima conferma delle parole della Scrittura. La quale nell’ultimo libro – in senso cronologico – dell’Antico Testamento, quasi prodromo della rivelazione cristiana, constata, lodando la «Sapienza di Dio» che «ama tutte le cose esistenti e nulla disprezza di quanto ha creato»: «Tu hai tutto disposto con misura, calcolo, peso» (Sap 11, 20).
 

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