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La famiglia non è un’ideologia

AFP PHOTO / GABRIEL BOUYS
CITE DU VATICAN, Vatican City : Pope Francis (R) speaks with a young couple after his general audience in the Paul VI hall at the Vatican on August 20, 2014. AFP PHOTO / GABRIEL BOUYS
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Papa Francesco andrà a Philadelphia per l'incontro mondiale delle famiglie del 2015

Tutto comincia dalla famiglia che è la scuola del vivere insieme e il luogo in cui si acquista la coscienza di sé, mentre si impara ad apprezzare la ricchezza dei doni che ogni membro possiede. Nella famiglia si apprende il valore della complementarietà, a cominciare da quella tra uomo e donna su cui si fonda il matrimonio. Lo ha ricordato Papa Francesco incontrando, nell’Aula del Sinodo, i partecipanti al convegno interreligioso internazionale “La complementarietà tra uomo e donna”, promosso dalla Congregazione per la dottrina della fede e iniziato oggi in Vaticano.

Quando parliamo di complementarietà tra uomo e donna nel contesto familiare, ha affermato Bergoglio, occorre allontanare l’idea di un “modello unico e statico” nel quale sono racchiusi “tutti i ruoli e le relazioni di entrambi i sessi”. La complementarietà, infatti, assume molte forme “poiché ogni uomo e ogni donna apporta il proprio contributo personale al matrimonio e all’educazione dei figli”. La complementarietà diviene così una grande ricchezza e questo, non solo è un bene, ha sottolineato il papa, “ma è anche bellezza”.

Nel nostro tempo il matrimonio e la famiglia sono in crisi. La cultura “del provvisorio” porta alla rinuncia dell’impegno pubblico che si afferma con il matrimonio e spesso la “bandiera della libertà”, agitata per la rivoluzione di costumi e morale, ha portato “devastazione spirituale e materiale a innumerevoli esseri umani, specialmente ai più vulnerabili”. È evidente, infatti, secondo Papa Francesco, come “il declino della cultura del matrimonio è associato a un aumento di povertà e a una serie di numerosi altri problemi sociali che colpiscono in misura sproporzionata le donne, i bambini e gli anziani”.

La crisi della famiglia ha portato, in modo più ampio, una crisi di “ecologia umana”: come non si vigila abbastanza sugli ambienti naturali favorendone il depauperamento e il degrado, così si è mancato di proteggere gli ambienti sociali mettendo in pericolo la famiglia. E anche adesso che il pericolo è stato compreso, secondo papa Francesco “siamo lenti — siamo lenti nella nostra cultura, anche nella nostra cultura cattolica — siamo lenti nel riconoscere che anche i nostri ambienti sociali sono a rischio”.

Una “nuova ecologia umana” richiede che si insista “sui pilastri fondamentali che reggono una nazione” ed è la famiglia che “rimane al fondamento della convivenza e la garanzia contro lo sfaldamento sociale”. “I bambini – ha ribadito Papa Francesco – hanno il diritto di crescere in una famiglia, con un papà e una mamma, capaci di creare un ambiente idoneo al loro sviluppo e alla loro maturazione affettiva”.

I giovani, in particolare, devono essere aiutati a sfuggire alle trappole della cultura del provvisorio per “cercare un amore forte e duraturo” e “andare controcorrente” perché, ha ricordato il pontefice, “l’impegno definitivo nei confronti della solidarietà, della fedeltà e dell’amore fecondo risponde ai desideri più profondi del cuore umano”.

Un’altra trappola da scansare è quella di confondere la famiglia con caratterizzazioni di tipo ideologico. “La famiglia – ha affermato Papa Francesco – è un fatto antropologico, e conseguentemente un fatto sociale, di cultura” e “non possiamo qualificarla con concetti di natura ideologica, che hanno forza soltanto in un momento della storia, e poi decadono”.
“Non si può parlare oggi di famiglia conservatrice o famiglia progressista– ha insistito Papa Francesco –la famiglia è famiglia! La famiglia ha una forza in sé”.

Il pontefice al termine del suo intervento ha confermato che nel settembre 2015 si recherà a Philadelphia per l’ottavo Incontro Mondiale delle Famiglie.

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