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Maria Voce: laici nella Chiesa con “l’acceleratore”

ALESSIA GIULIANI/CPP
Caption: September 25, 2010 : Maria Emmaus Voce, the president of the Focolare Movement before the Chiara Badano beatification Mass at the Sanctuary of Divine Love in Rome.







Reference: 250765








Library: CPP








Display the whole feature: September 25, 2010: Mons. Angelo Amato celebrates the beatification Mass at the Sanctuary of Divine Love in Rome.

Signature: ©ALESSIA GIULIANI/CPP
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Movimenti e nuove comunità di tutto il mondo in congresso a Roma sulla gioia della missione

Si muoverà nell’orizzonte dell’Evangelii Gaudium di Papa Francesco il Congresso mondiale dei movimenti e delle nuove comunità “La gioia del Vangelo: una gioia missionaria…” che si aprirà il 20 novembre prossimo a Roma per iniziativa del Pontificio Consiglio per i laici. All’incontro, ha spiegato il presidente di questo dicastero, il cardinale Stanislaw Rylko, presentando l’evento alla stampa, prenderanno parte 300 tra fondatori, moderatori generali e delegati di circa 100 movimenti e nuove comunità di dimensione internazionale, espressione di quel “dono e risposta tempestiva dello Spirito Santo alle gravi sfide che il mondo attuale lancia alla missione della Chiesa”. Il Congresso è il terzo appuntamento dopo quelli del 1998 e del 2006 e segna una fase di accresciuta “maturità ecclesiale” di movimenti e nuove comunità, come spiega ad Aleteia la presidente del Movimento dei Focolari, Maria Voce.

Lei ha sottolineato come il Concilio Vaticano II sia “lo specchio della vocazione e della responsabilità dei laici nella Chiesa”: 50 anni dopo è finalmente suonata l’ora del laicato?

Voce: Credo che in effetti il cammino dei laicato, che è sempre andato avanti in questi cinquant’anni anni, abbia assunto ora un’accelerazione. C’è una maggiore autocoscienza dei laici che si sono resi conto che possono veramente apportare il loro contributo alla vita della Chiesa e alle decisioni che vengono prese. E c’è un interesse nuovo anche da parte dei sacerdoti che mi sembrano più attenti alla presenza laicale.

Merito anche dei nuovi movimenti e delle comunità che hanno accresciuto la propria presenza?

Voce: Di certo c’è stata una maggiore varietà di scelta e della possibilità per i laici di aderire a delle realtà ecclesiali secondo le proprie inclinazioni e anche rispetto agli ambienti in cui ci si trova a vivere e lavorare.

Il Movimento dei Focolari ha ormai 70 anni e si può considerare un “fratello maggiore” dei nuovi movimenti: nella vostra esperienza queste realtà sono riuscite a mettersi insieme per collaborare nella Chiesa?

Voce: E’ un cammino ancora in corso. Tutti i movimenti hanno attraversato un periodo in cui dovevano costituire la propria identità ed affermarla. Dopo questa fase, però, hanno sentito la necessità di aprirsi agli altri perché riconoscono nell’altro i fratelli – non maggiori o minori –, ma fratelli di una stessa famiglia, la Chiesa, nella quale vogliono collaborare insieme per il bene non solo della Chiesa, ma dell’umanità. In questo momento viviamo un tempo particolarmente propizio per tale sforzo di collaborazione perché molti movimenti sono arrivati a questa consapevolezza.

Mi può fare qualche esempio?

Voce: In questo momento in Slovenia l’incontro di movimenti amici del movimento dei Focolari si mettono insieme in una rete che dia testimonianza di valori cristiani  anche a livello sociale e politico, sostenendo leggi e progetti – nati dall’uno o dall’altro movimento senza distinzione -, in tema di famiglia, bene comune, emergenze sociali, giovani, ambiente, cioè attenzioni comuni a tutti i movimenti. Da questa comunità di intenti nasce un’azione comune. Ma anche nei convegni per i laici o nelle giornate dei giovani riscontro sempre un livello di profonda collaborazione.

Tra i temi comuni c’è anche l’ecumenismo? Tra qualche giorno Papa Francesco si recherà in Turchia, una realtà che conosce bene avendo vissuto lì per tanti anni e avendo avuto rapporti stretti con il Patriarcato di Costantinopoli: cosa possiamo aspettarci da questa visita?

Voce: L’effetto di questa visita lo sa solo lo Spirito Santo e speriamo ci aiuti a capirlo! Nei molteplici contatti che viviamo con i cristiani di altre chiese avvertiamo quanto quelli che in un certo senso condividono l’ideale del movimento dei Focolari diventino una sola cosa con noi anche se rimangono fedeli della propria chiesa. La preghiera in comune tra Papa Francesco e Bartolomeo I ha avuto una ripercussione enorme nell’ambito dei movimenti perché si è visto che è possibile una certa collaborazione sotto diversi profili tra chiese diverse e una testimonianza comune. Al di là delle barriere anche ecclesiali, c’è, quindi, un’unità di fondo molto grande. Noi pensiamo e ci auguriamo che vissuta alla base, questa unità porterà anche alla maturazione nei rapporti ecumenici tra i capi delle chiese.
 
 
 
 
 
 

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