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Con la droga abbiamo chiuso

Pope Francis with a member of the Argentine community Sedronar

© MASSIMILIANO MIGLIORATO/CPP

November 12, 2014: Pope Francis greets a member of the Argentine community Sedronar in St. Peter's Square during the weekly general audience at the Vatican.

Chiara Santomiero - Aleteia - pubblicato il 12/11/14

Gli ospiti speciali di Papa Francesco venuti "quasi dalla fine del mondo"

Un invito personale firmato "Francesco". Lo hanno ricevuto venticinque giovani argentini che erano all'udienza generale di mercoledì 12 novembre in piazza S. Pietro al posto d'onore (L'Osservatore romano).

A presentarli al pontefice uno ad uno è stato don Juan Carlos Molina, un sacerdote impegnato in prima linea nella lotta alla droga in tutta l'Argentina, "padre coraggio" come lo ha ribattezzato la stampa della provincia di Santa Cruz, dove è è iniziato il suo percorso attraverso l'istituzione della Fondazione Valdocco, un chiaro omaggio a don Bosco, patrono della Patagonia. La Fondazione si è disinta per il suo lavoro con i bambini e giovani in situazioni di abbandono che venivano seguiti negli studi o nella formazione professionale. La casa famiglia nella quale ha lavorato Molina costituiva uno spazio educativo con scuole e laboratori, aziende agricole e un vivaio.

Un impegno così importante, quello di don Molina, che la presidente della Repubblica argentina Cristina Fernández de Kirchner lo ha nominato titolare della Secretaria de programación para la prevención de la drogadicción y la lucha contra el narcotráfico (Sedronar), l’organismo nazionale responsabile del coordinamento delle politiche contro le dipendenze.

Gli ospiti speciali di Papa Francesco si sono lasciati la droga alle spalle e ora, ha spiegato don Molina "stanno lavorando per aiutare altri ragazzi a vincere la tossicodipendenza". Per la prima volta sono usciti dal loro ambiente e dal barrio per venire ad incontrare a Roma il loro famoso connazionale. L'attenzione nei loro confronti da parte di Bergoglio non costituisce una novità poichè, da sempre, ha detto ancora don Molina "è accanto con delicatezza alle persone povere e umili alle prese con questioni così gravi".

Ognuno dei venticinque giovani ha consegnato al Papa più di un dono personale e sul proprio berretto tutti avevano scritto il messaggio "ser pobre no es un delito: "essere poveri non è una colpa".

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