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Abide, una nuova app di preghiera che vuole collegarti a Dio

Wise Geek

John Burger - Aleteia - pubblicato il 11/11/14

Un'iniziativa della Silicon Valley cerca di soddisfare il bisogno spirituale in un mondo guidato dalla tecnologia

È probabilmente corretto dire che al giorno d'oggi ci sono molti più cattolici che si portano dietro uno smartphone che cattolici che girano con un libro di preghiere, e anche se ci sono molti modi per accedere ai siti web di preghiera sul proprio telefono, è anche corretto dire che per molti la nuova tecnologia ha offerto talmente tante distrazioni che la vita di preghiera ne risente.

In questi giorni viene lanciata una nuova app che promette di insegnare alla gente a pregare meglio, di favorire i gruppi di preghiera tre le persone collegandole attraverso i dispositivi digitali e di spronare le persone a trascorrere più tempo in preghiera e che sia tempo di qualità, senza i cellulari in giro.

L'app è chiamata Abide ed è stata creata da un piccolo gruppo di cristiani nella Silicon Valley. Differisce dalla maggior parte delle altre app e dei siti di preghiera per il fatto che, piuttosto che limitarsi a fornire testi di preghiera, permette alle persone di ascoltare le preghiere registrate da persone reali – spesso persone della propria cerchia di amici.

“Abbiamo un intero team che ha lasciato Google per lavorare sulla preghiera, e abbiamo trovato un modo importante per far sì che la gente aggiunga scopo e profondità alla propria vita di preghiera attraverso brevi preghiere audio guidate”, ha detto Neil Ahlsten, ex business development manager di Google. “Questo formato combina la verità di Dio nella Scrittura con suggerimenti e pause per aiutare le persone a imparare come pregare in modo più profondo. Vogliamo anche abbinare le preghiere agli stadi di vita delle persone (ad esempio matrimonio, genitorialità, guarigione, depressione, finanze). Il nostro obiettivo è offrire alla gente ritiri di preghiera nella loro vita quotidiana”.

“Con Abide”, ha continuato Ahlsten, “si possono richiedere preghiere e inviare la richiesta a una o più persone sulla lista dei contatti di chi le richiede. Chi riceve la richiesta può registrare una preghiera e rimandarla per e-mail al richiedente. L'obiettivo è permettere che le persone condividano conversazioni con Dio per l'edificazione di altre”.

Ahlsten crede che ci sia un'esperienza che a molti potrebbe mancare. “C'è qualcosa di incredibilmente potente nella preghiera parlata. È un'esperienza del tutto unica; è completamente diversa da altre forme di comunicazione umana”, ha detto. “Abbiamo scoperto che quando si recita una preghiera parlata e qualcun altro sta ascoltando, la persona che recita la preghiera sta parlando a un'invisibile e potente terza persona, lo Spirito Santo, che crediamo sia presente nel trasformare, modellare, guidare… Quando qualcuno ascolta una preghiera, sperimenta il potere e la presenza dello Spirito Santo. Dio è presente lì… La gente ha vissuto davvero un'esperienza quando dice 'Ho parlato realmente con Dio, sperimento la presenza dello Spirito Santo. Ho avuto un'esperienza di Dio e sono stato cambiato, trasformato. Ho ricevuto una guida da Dio'”.

“Ho pensato 'Devo lasciare Google per fare questo'. Perché deve funzionare. Dobbiamo avere una piattaforma che aiuti le persone a sperimentare la presenza dello Spirito Santo”, ha detto Ahlsten, che è consapevole del fatto che la vita di molta gente è così impegnata che la preghiera non occupa il posto che dovrebbe avere. “Nella Chiesa delle origini, i credenti vivevano insieme, mangiavano insieme e pregavano insieme ogni giorno”, ha ricordato. “Ora molti di noi passano giorni o settimane senza inginocchiarsi a pregare con le persone care. Siamo impegnati e sopraffatti. La gente ha troppe distrazioni per iniziare facilmente a pregare”:

In questo contesto, Abide offre una preghiera interattiva guidata. “Abbiamo diversi leader di formazione spirituale, sacerdoti, pastori, che guidano la gente nella preghiera. Abbiamo un sacerdote che guida gli utenti su come confessarsi. Può aiutare a compiere un esame di coscienza, per poi andare a confessarsi e avere la certezza dell'amore e della grazia di Dio che derivano da questo”.

Non si tratta sicuramente di una confessione sacramentale, ma Abide incoraggia gli utenti a non fermarsi all'app. “Diciamo: 'Se avete bisogno di confessarvi di fronte a un sacerdote [in carne e ossa], questo dovrebbe essere solo un primo passo. Se lo sentite nel cuore, andate a cercare subito un sacerdote, se avete bisogno di andare più a fondo mettete via il telefono e andate a parlare con un sacerdote reale'”, ha detto Ahlsten, ex allievo di Berkeley che si definisce un “cattolico evangelico carismatico” e che in passato ha lavorato in Africa per Food for the Hungry.

“Bisogna dire: 'Ok, hai finito questa preghiera. Questo è solo un inizio su una piattaforma digitale. Ora spegni tutto, metti via, vai a fare una passeggiata con Dio, vai a fare le cose che sono più profonde e più ricche'”, ha osservato. “Speriamo che questo aiuti la gente ad avvicinarsi sempre più a Dio per poter fare una pausa e avere momenti di ritiro e di preghiera”.

John Burger è editore dell'edizione inglese di Aleteia

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

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