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Croce e martello. Quale lavoro nobilita l’uomo?

Ilya Akinshin / Ron and Joe

Lucandrea Massaro - Aleteia - pubblicato il 10/11/14

Nuovo incontro dei "Cinque passi" a Roma. Ci si interroga sul lavoro, il suo senso e i suoi luoghi

Questo venerdì alle ore 21, presso la Chiesa Nuova, a Roma, si terrà il primo incontro dei “Cinque Passi” di questo nuovo anno, il primo per l’appunto di “cinque passi”, guidati e animati da padre Maurizio Botta. Raggiungiamo telefonicamente don Maurizio che – seppure leggermente indisposto – non si è lasciato sfuggire l’occasione per parlare con orgogliosa felicità di un traguardo: “Questo è il settimo anno di fila che questo tipo di incontri che pure si svolgono di venerdì sera, in una città dormiente come Roma, funzionano, chi segue è sempre di più, ascolta, partecipa. E’ una cosa che fa riflettere”. Padre Maurizio venerdì 14 novembre farà una catechesi dal titolo (come sempre) provocatorio e intrigante “Croce e martello. Quale lavoro nobilità l’uomo?”. Ci siamo fiondati a chiedere qualche anticipazione che come sempre assai poche, perché la scommessa è nel lasciarsi sorprendere dall’incontro. E’ giusto, ma noi ci proviamo lo stesso e padre Maurizio ci "ricompensa" concedendoci un piccolo scoop: Cinque Passi diventerà un blog con tutte le catechesi degli anni scorsi da ascoltare e leggere. Tutti e 35 i temi fin qui trattati verranno via via caricati, si parte proprio dal 14 di novembre. Vi terremo informati…

Padre Maurizio Botta di cosa parlerete venerdì?
Botta: Faremo una riflessione sul lavoro, un tema che ci afferra tutti. Io intercetto con le persone che incontro o la frustrazione dei giovani che non hanno lavoro, oppure di chi non troppo vecchio lo perde a causa della crisi. Da un lato, così com’è oggi il lavoro è alienante: l’uomo è schiavizzato dal lavoro. C’è veramente una deformazione del lavoro e sembra non ci sia più tempo per altro. Dall’altro lato c’è una certa nostalgia per un certo tipo di lavoro, e coloro che sono felici di lavorare. E’ bene quindi lasciarsi quindi interrogare: quale lavoro? Quale uomo?

Il lavoro è anche luogo di relazioni. C’è spazio per l’umanità dei rapporti oggi?
Botta: Ci sarà un “illustre sconosciuto” che ci dirà molto sul tema della relazione e dei rapporti umani nell’ambito lavorativo. Non c’è solo il tema del singolo che sa tessere relazioni, ma c’è un singolo che è inserito in strutture che sono pensate in modo sbagliato. Così come c’è la virtù del singolo e le virtù sociali, così ci sono anche le strutture di peccato, in cui diventa complicato custodire cristianamente le relazioni.

Il neoliberismo è una strutta di peccato?
Botta: Dentro le strutture economiche ci sono sicuramente strutture di peccato, ci sono strutture di lavoro che non sono pensate per l’uomo. Il Papa pone alla luce quelle parole di Gesù che oggi più che mai sono scomode: contro una visione borghese della fede.

Si potrebbe dire che marxismo ha rubato le parole del cristianesimo, ma oltre a questo c’è altro?
Botta: Siamo di fronte ad un odio verso la persona. E’ questo il tema culturale nel mondo europeo e nordamericano. C’è sempre una attenzione nei confronti dell’animalismo e dell’ecologismo ma sempre in funzione di odio dell’uomo. L’uomo è cattivo. Da quel mondo non c’è la difesa della vita. Il Papa non a caso parla di una – peccaminosa – “cultura dello scarto”. Scarto dei deboli, dei bambini, degli anziani.

E i prossimi passi?
Botta: Con i ragazzi abbiamo deciso che i prossimi 4 dei cinque passi saranno sui seguenti temi: uno sulla famiglia, uno sull’adolescente, uno su informazione e politcamente corretto, uno su salute, malattia e morte e cosa sia la dignità.  

Tags:
lavoro

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