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La favola della pietra che si trasformò in perla

© amboo who? / Flickr / CC
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In realtà tutti abbiamo molto della pietra e della perla. L'amore ci rende brillanti, l'amore fa della pietra una perla

Mi è sempre piaciuto dire a Dio che voglio costruirgli una casa. Che la mia vita vuole essere investita in quella casa per Lui. Una casa in cui Egli e gli uomini possano riposare. Una casa aperta. Una casa trasparente. Una casa piena di anima, della sua presenza. Una casa senza sbarre, vulnerabile, in cui è possibile entrare a rubare. Una casa semplice e piena di luce.

La nostra casa è quella casa. Spesso ho voluto costruirgli la casa da solo, senza il Suo aiuto, con le mie mani deboli. Mi sono visto forte e ho creduto di poter fare da me.

Ho alzato le mani volendo prendere la vita tra le mani, ossessionato dalla vittoria, negando la mia debolezza. Nascondendo ferite per paura di fallire, di essere respinto. Ho preteso di essere architetto e falegname, carpentiere ed elettricista. Tutto perfetto. Senza errori, senza macchie.

Ho voluto essere tutto finché non ho visto che era impossibile e sono caduto. Da solo non ce la faccio. La casa la costruisco con Dio, e senza di Lui non costruisco nulla. Egli lavora la mia pietra, la intaglia, ne trae il meglio. È sempre così nella nostra vita. Egli costruisce a partire dalla nostra terra.

Tempo fa ho scritto un piccolo racconto. Pensavo alla mia vita. Pensavo a Dio:

Un uomo un giorno trovò una pietra sotto terra. Sembrava una pietra normale, ma non lo era. Gli piacque perché era sua. All’inizio pensò che fosse una pietra come tutte le altre, ma col tempo smise di esserlo, perché l’affetto fa sì che le cose siano diverse, uniche.

La custodiva nella sua tasca. Passarono gli anni e portava sempre la pietra con sé. La toccava nei momenti in cui aveva paura. La usava per tranquillizzare la sua anima inquieta. La stringeva quando era in difficoltà. Era sempre lì. Egli era sempre con lei. Senza la pietra non poteva vivere.

Un giorno, quando era già anziano, prese la pietra e la guardò alla luce della luna. La pietra iniziò a brillare. Non capiva molto. A volte la vita è così, non la capiamo. Ma si commosse. La guardò felice.

Era la sua pietra e non lo era. Vide al suo interno una bellezza che non aveva mai visto prima. Sorpreso, la baciò, e nella sua anima qualcosa di quel fulgore restò per sempre. La pietra ordinaria che aveva trovato un giorno quando era giovane non era mai stata in realtà ordinaria.

L’amore fa sì che le cose non siano ordinarie. Quella pietra era una perla preziosa, e l’uso e l’amore, il tatto e l’affetto ne avevano tratto la bellezza che prima nascondeva. Quella bellezza sacra che hanno solo le cose che amiamo. Era una pietra preziosa.

Il segreto era nel fatto che l’uomo l’aveva sempre guardata come una perla. L’amava come una perla. La trattava come una perla. L’accarezzava come una perla. Era a tal punto così che la pietra, all’inizio un po’ grezza, aveva finito per credere di avere una luce dentro e aveva scoperto che poteva diventare una perla.

La più grande gioia della pietra fu potergli dare la luce, poter abbellire un po’ la sua vita, potergli dare calore nei giorni freddi, sostenere i suoi passi. Sotto il suo sguardo brillava, perché i suoi occhi, pieni di vita, erano un motivo per continuare a dare luce al mondo. Senza quello sguardo, la pietra non avrebbe potuto vivere e diventare una perla”.

Mi piace questo racconto della pietra e della perla. La pietra è Dio, siamo noi, è la vita. La pietra sono le persone che abbiamo amato nel cammino. La pietra è il nostro cuore duro e tenero, grezzo e prezioso.

In realtà tutti abbiamo molto della pietra e della perla. L’amore ci rende brillanti. L’amore fa della pietra una perla. Il disprezzo e l’odio ci rendono grezzi, duri, oscuri.

Dio può lavorare la pietra della mia anima e far sì che sia una perla con un fulgore che illumina molti. Solo così posso pensare a costruire una nuova casa. Una casa aperta per gli uomini. Una casa, uno spazio sacro.

Solo contando sul fatto che Dio lavori la mia pietra, la mia perla. Egli crede in me. E quando Egli costruisce, l’opera sembra facile. Egli modella le pietre, la mia pietra, la mia anima. Intaglia, vuole cesellare il suo volto nel mio con amore. Dovrà sfigurarmi un po’. Così sarà più facile. Fa male, ma ne vale la pena.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

 

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