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Perché i processi di nullità matrimoniale hanno un costo?

© Public Domain
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Parla la dottoressa María Victoria Hernández, giudice del Tribunale d'Appello del Vicariato di Roma

Nell’udienza di questo mercoledì ai partecipanti a un corso sulla prassi canonica “super rato” organizzato dal Tribunale della Rota Romana in Vaticano, papa Francesco ha chiesto che le procedure di nullità matrimoniale non diventino una questione di denaro né di affari. Nel Sinodo di ottobre è stato proposto che fossero gratuite. Il papa ha chiesto anche “giustizia” per quanti attendono una risposta dai tribunali ecclesiali.

Il pontefice ha istituito di recente una speciale Commissione di studio per la riforma del processo matrimoniale canonico, presieduta da monsignor Pio Vito Pinto, decano del Tribunale della Rota Romana, e che ha la missione di preparare una proposta di riforma del processo matrimoniale, cercando di semplificare la procedura e difendendo allo stesso tempo l’indissolubilità dal matrimonio.

Al riguardo, va ricordato che per la Chiesa il matrimonio è sacro, secondo l’insegnamento di Gesù. La Chiesa può solo determinare se c’è stato matrimonio o meno. “Sicché non sono più due, ma una sola carne. L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto” (Marco 10, 8-9).

Sul tema dei costi e dei casi di nullità, Aleteia ha intervistato la dottoressa María Victoria Hernández, giudice del Tribunale d’Appello del Vicariato di Roma. La Hernández è laureata in Diritto Canonico e insegna presso la Pontificia Università Salesiana di Roma.

In relazione ai costi, ha ricordato che “in Italia la causa è gratuita, ma in altri Paesi può avere qualche costo, al di là dell’avvocato. Già Giovanni Paolo II aveva chiesto che le cause fossero gratuite. Si paga un contributo, all’inizio della causa, di 500 euro. Dopo non si paga niente”.

Ma questo è un costo?

No, è un contributo. Il processo, in sé, costerebbe spesso tra i 3.000 e i 4.000 euro. Se la parte (il partner che presenta il caso) vuole un avvocato di fiducia, allora paga. La Conferenza Episcopale ha stabilito dei limiti per i costi degli avvocati. In altre (Conferenze Episcopali) non ci sono limiti, e quindi molti avvocati ne approfittano e prendono molto.

Esistono abusi…

Se non c’è una denuncia non si può fare nulla.

Esiste un limite nei costi da parte del Vaticano?

Da parte della Segnatura Apostolica esiste un controllo sugli avvocati perché non si verifichino certi comportamenti scorretti. Ci sono avvocati che sono stati espulsi dall’albo degli avvocati per questo.

In definitiva, attualmente le Chiese locali hanno l’autorità di esercitare controlli per evitare abusi nei costi e nelle procedure…

Sì.

Quali sono le cause più frequenti che vengono presentate nei tribunali per chiedere la nullità matrimoniale?

Persone che escludono l’indissolubilità del matrimonio e la prole. Questi casi sono i più frequenti, soprattutto in Italia. Sono pochi i casi che si giustificano per l’esclusione della fedeltà, ovvero “Mi sposo e non accetto la fedeltà che è un bene del matrimonio”. Da qualche anno, è frequente la richiesta di dichiarazione di incapacità di assumere i doveri essenziali del matrimonio. I beni del matrimonio.

Di quali beni stiamo parlando?

Il bene dell’indissolubilità, il bene della prole e il bene del coniuge.

Cosa significa il bene del coniuge?

Tenere la casa pulita o cucinare bene non sono doveri essenziali. Parliamo di una causa di natura fisica. Non per qualsiasi motivo. Ad esempio, il disturbo della personalità: narcisismo, paranoia, dipendenza… Lì si richiede l’intervento del perito in materia psichiatrica. Ci sono anche casi per violenza e per paura esterna, non interna.

In Spagna, ad esempio, il 99% dei casi è per incapacità, per una causa psichica. In Colombia ci sono anche molti casi di imposizione di una forza esterna. Ad esempio, nella città di Cartagena quasi tutte le cause sono per questo motivo. Paura di perdere i genitori, paura di perdere l’eredità. Una forza esterna. Mi sposo non perché lo voglio fare, ma perché mi viene imposto. In America Latina ci sono anche molti casi per incapacità.

È chiaro che la nullità per infedeltà non è la norma. In quali casi l’infedeltà potrebbe essere una causa di nullità matrimoniale?

Ad esempio quando una persona si propone di mantenere una relazione parallela a quella già stabilita. “Mi sposo con questa persona ma mantengo la relazione che avevo già con quest’altra”. Mi sposo perché è una cosa che gli altri si aspettano, ma non sono capace di abbandonare questa relazione. Questi matrimoni durano poco. Il matrimonio si può annullare perché la persona si è riservata di mantenere la relazione parallela.

Cosa succede quando lo sposo è omosessuale?

Poco tempo fa è stato annullato il matrimonio di una ragazza per la provata omosessualità di lui.

Per saperne di più, nel quarto libro del Diritto Canonico, nella parte dei sacramenti, si parla del sacramento del matrimonio. E in questa materia si trovano tutti i capitoli sulla nullità del matrimonio.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

 

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