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Lettera di una mamma a tutti i bambini "diversi"

© Public Domain

Aleteia - pubblicato il 05/11/14

Ogni essere umano è unico e irripetibile perché Dio lo ha voluto e lo vuole così, ora

La diversità non è sinonimo di pericolo, la diversità è sintomo di unicità e ogni essere umano è irripetibile perché Dio lo ha voluto e lo vuole così, ora.

A testimoniarlo sono AliceAnn e suo figlio Jameson. Il piccolo è nato nel gennaio 2012 con la craniosinostosi: una malformazione della struttura cranica che determina uno sviluppo anomalo del cervello e può causare deformità craniche e ritardi mentali. Il mondo lo considera un bambino diverso dagli altri, una persona "minore" ma AliceAnn non ne è affatto convinta e ha deciso di lanciare un messaggio sia per suo figlio sia per tutti i bambini del mondo che sono vittima di bullismo e di discriminazione a causa di una deformità.

Ecco la lettera della mamma di Jameson tratta dal blog di AliceAnn e rivolta a tutti i genitori di bambini “diversi”

Recentemente abbiamo fatto alcuni incontri che mi hanno ispirato per scrivere questo post che è qualcosa che spero tutti leggano. E’ un messaggio che non riguarda solo Jameson, ma tutti i bambini che vengono presi in giro e beffeggiati per la loro diversità; inoltre sono abbastanza sicura che i loro genitori si sentano come me.

Voglio iniziare dicendo che io non ho nulla contro questi bambini, o contro i loro genitori. Capisco che può essere estremamente imbarazzante quando il vostro bambino prende in giro un altro bambino. Ma spero che la prossima volta che questo accade i genitori possano fare di più. Perché anche se non mi offendo, sarei una bugiarda se dicessi che non fa male. Lo fa. Fa male vedere mio figlio essere preso in giro, sapendo che questo farà parte del suo mondo per il resto della sua vita.

A questo punto verrebbe da chiedersi che cosa è successo per farmi scrivere queste parole. Non è successo nulla che non fosse già successo prima e che purtroppo accadrà di nuovo. 

Ci siamo recentemente trasferiti in una nuova città e la figlia più grande va alla scuola di primo grado. La seconda settimana hanno aperto le porte della scuola per visitarla ed incontrare le maestre. Tutti siamo stati riuniti in mensa per ascoltare il discorso di apertura e di benvenuto. Mentre stavamo camminando tra la mensa affollata siamo stati subito accolti da un ragazzino che ha indicato Jameson, ha dato una gomitata a sua madre e ha detto che sembrava buffo. Non abbiamo dato peso alla cosa e abbiamo continuato a camminare attraversando la caffetteria in cerca di un posto per sedersi. Poco dopo due bambine con la loro madre si sono sedute di fronte a noi. Una bambina ci guarda, si rivolge a sua madre e dice: “Ha un aspetto spaventoso”, e indica Jameson. Sua madre le dice che non è bello da dire, e si volta.

Lo scorso fine settimana, nel negozio di alimentari con i miei due figli, una madre e suo figlio stanno camminando verso di noi. Vedo lo sguardo del ragazzino; gli sorrido. Comincia a ridere, e dice a sua mamma, “Guarda mamma, che bambino buffo”. Guardo la madre e lei non riesce nemmeno mettere insieme una parola, rimane li con la mascella spalancata.
Come genitore mi sono trovata in situazioni nelle quali mio figlio ha fatto o ha detto qualcosa di inappropriato, quindi capisco l’imbarazzo. Capisco anche che questi bambini non sono da biasimare. Pensate, insegniamo loro dalla nascita a identificare le cose diverse dal gruppo. Si mettono un po’ di blocchi rossi insieme, e se ne nasconde uno verde, poi si dice loro di cercare quello verde, il diverso. Si scelgono le forme che funzionano solo se infilate attraverso il buco giusto. Non entrerà mai la forma di un piolo rotondo in un buco quadrato. 
Il primo passo è sbagliato. E’ bene notare le differenze. Ecco come identifichiamo una cosa dall’altra. Insegniamo ciò che è da insegnare e ciò che non è. Ma questi sono oggetti. Possiamo individuare e scegliere quello giusto, quello che si adatta meglio, ma non possiamo fare questo con le persone, con i bambini.

Come madre di un bambino che ha un aspetto diverso questo è il mio appello per voi:

Se sei il genitore e tuo figlio dice ad un altro bambino che sembra ridicolo o spaventoso, non puoi semplicemente raccontargli che “Questa non è una bella cosa da dire”. Hai ragione, non è carino, ma semplicemente dicendo questo fai in modo che si isoli mio figlio. La prossima volta fai seguire questa affermazione con: “Sono sicuro che lui è un ragazzo molto bello, andiamo a incontrarlo”. Per favore, vieni a presentarti e a chiedere il nome di mio figlio. Vi assicuro che non morde! Mio figlio è proprio come il tuo, può essere dolce, amorevole, arrabbiarsi ed essere manesco. E vi assicuro, io sono come voi, io sono un genitore e sto imparando questo con lui.
Se il vostro bambino è curioso e non dice nulla ma nota che lui è diverso; per favore, presentatevi a noi, chiedeteci i nostri nomi! Includete il mio bambino nel vostro mondo. Te lo prometto, non fa paura, è solo un ragazzino. 

A tutti i genitori dei bambini là fuori che già fanno questo, e per quelli che hanno volutamente fatto qualcosa per illuminare la giornata di Jameson: Grazie.

Dal profondo del mio cuore, grazie. 

Posso onestamente dire che ricordo vividamente ogni incontro in cui uno sconosciuto ha fatto uno sforzo cosciente per conoscere Jameson e per includerlo nel proprio mondo.  Il mio bambino di sei anni mi stupisce quando gli sento raccontare un ricordo di quando aveva tre anni, quindi sono sicura che anche Jameson ricorda.

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