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Spiritualità

Conoscere i gesti e gli atteggiamenti che aiuteranno a vivere meglio la Messa

P.RAZZO/CIRIC

Padre Henry Vargas Holguín - pubblicato il 05/11/14

Le parti della Messa e il loro senso spiegati in modo semplice

La Messa si divide in riti iniziali, liturgia della Parola, liturgia eucaristica, rito della Comunione e rito di conclusione.

I. RITI INIZIALI

Arriviamo in chiesa e ci disponiamo a celebrare il più grande mistero della nostra fede. Durante questi riti i fedeli staranno in piedi.

A. CANTO E PROCESSIONE D’INGRESSO: Intoniamo un canto appropriato con molta gioia. Il canto d’ingresso è stato introdotto nella liturgia romana nel V secolo. La processione simboleggia il cammino che percorre la Chiesa pellegrina fino alla Gerusalemme celeste.

Il sacerdote arriva all’altare, lo bacia e, in base ai casi, lo incensa. Incensarlo è un simbolo di onore, di purificazione e santificazione. Poi arriva il segno della croce.

B. SALUTO DEL SACERDOTE CHE PRESIEDE: Ricorda i saluti epistolari di San Paolo alle prime comunità cristiane.

C. ATTO PENITENZIALE: Ci riconosciamo davanti a Dio come peccatori e deboli. È un atto di umiltà, e gli chiediamo perdono per tutte le nostre mancanze (non sostituisce la confessione in caso di peccato mortale). Questo atto consta di quattro parti:

1- Invito ai fedeli perché si esaminino e si riconoscano peccatori in un momento di silenzio. Questo momento di silenzio è importante ed è parte essenziale di questo atto.

2- Richiesta di perdono, che si esprime con la preghiera “Confesso a Dio onnipotente…” e con il gesto di un colpo al petto dicendo “Per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa”. Nel rito precedente c’erano tre colpi, ora ne basta uno.

3- Assoluzione, che non è sacramentale, ma esprime il desiderio di perdono di Dio. Il sacerdote implora: “Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna”. Il popolo risponde “Amen”.

4- Canto del “Signore, pietà”.

D. GLORIA: (Nelle feste – di precetto o meno – e nelle solennità). Il Gloria è un inno antichissimo e venerabile con cui la Chiesa glorifica Dio Padre e glorifica e supplica l’Agnello. Il testo di questo inno non può essere cambiato con un altro. Lodiamo Dio e riconosciamo davanti a Lui quanto ne abbiamo bisogno.

E. PREGHIERA COLLETTA (Esclusiva del sacerdote). È una preghiera che esprime il carattere della celebrazione. È la preghiera che il sacerdote, a nome di tutti, rivolge al Padre. In questa preghiera si raccolgono le necessità di tutta l’assemblea.

II. LITURGIA DELLA PAROLA

I fedeli stanno seduti. Nelle letture (che sono un cibo spirituale), Dio parla al suo popolo, gli svela i misteri della redenzione e della salvezza.

Secondo la tradizione, il servizio di proclamare le letture non è presidenziale, ma ministeriale.

Le letture della Messa variano nel corso dell’anno in base ai tempi liturgici (Avvento, Natale, Quaresima, Pasqua, tempo ordinario) e si dividono in tre cicli, uno per anno: A,B,C; per questo, se un fedele va a Messa ogni giorno dopo tre anni avrà ascoltato la Bibbia quasi completa.

In quell’istante Dio ci parla e vuole che custodiamo questo messaggio quotidiano nel nostro cuore e lo meditiamo e applichiamo durante la giornata.

Come si leggono le letture? Il lettore va all’ambone e i fedeli si siedono. Non si dice “Prima lettura” o “Seconda lettura”, si leggono direttamente. Finiscono con l’espressione: “Parola di Dio” (non si dice “è parola di Dio”), e questa espressione non è una spiegazione, ma una confessione di fede.

A. PRIMA LETTURA: Sarà sempre tratta dall’Antico Testamento, nel quale Dio ci parla attraverso la storia del popolo di Israele e dei suoi profeti.

B. SALMO RESPONSORIALE: È una risposta alla Parola di Dio, collegata alla prima lettura. È un testo biblico attraverso il quale Dio parla al suo popolo. I salmi fanno parte dei libri sapienziali.

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