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Solidarietà con Gaza

© UN Photo / Shareef Sarhan
https://www.flickr.com/photos/un_photo/14852083542/in/photostream/



Scenes from Gaza Crisis 2014 Palestinians search through the rubble of their destroyed homes hit by Israeli strikes in the northern Gaza Strip. UN Photo/Shareef Sarhan Gaza Photo ID: 597036 07/08/2014
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Si conclude oggi la visita in Terra Santa di una delegazione della presidenza Cei

Non solo preghiera, ma vicinanza concreta e immediata. E' questo il senso della visita che si concluderà oggi a Gaza da parte di una delegazione della presidenza della Conferenza episcopale italiana. Su invito del patriarca di Gerusalemme dei Latini, Fouad Twal, da domenica scorsa sono in Terra Santa il cardinale presidente Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, i tre vice-presidenti — il cardinale arcivescovo di Perugia – Città della Pieve, Gualtiero Bassetti, l’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, e il vescovo di Aversa, Angelo Spinillo — e il segretario generale, Nunzio Galantino, vescovo di Cassano all’Jonio.

 

Stamane saranno a Sderot, città nel distretto sud di Israele, distante un chilometro dalla Striscia e spesso fatta oggetto di lanci di razzi. Ieri mattina, invece, si sono recati nella Striscia di Gaza per visitare i quartieri distrutti, l’ospedale giordano e la scuola del patriarcato latino. Nella chiesa di San Porfirio hanno incontrato il vescovo ortodosso Alexios e, dopo aver celebrato la messa presso la parrocchia della Sacra Famiglia, hanno trascorso la serata con le famiglie cristiane della comunità.

 

Vogliamo confermare e ribadire il tradizionale sostegno della nostra Chiesa alla Chiesa madre di Gerusalemme”, ha detto mons. Galantino all'Agenzia Sir (3 novembre). Il segretario della Cei, che dal 13 al 16 ottobre ha incontrato i profughi nel Kurdistan iracheno, ha ricordato come siano sempre “più numerosi i pellegrinaggi delle diocesi italiane. Sono tanti i vescovi che guidano le loro comunità diocesane in Terra Santa e nonostante le difficoltà del momento e le crisi che segnano questa regione non diminuiscono nel numero. Io stesso fra pochi giorni verrò in pellegrinaggio con la mia diocesi”. “La situazione di crisi di questa regione viene da lontano – ha concluso il vescovo di Cassano -, ma sono convinto che ogni piccolo gesto come può essere questa visita può contribuire a creare un clima diverso e mi auguro che la nostra presenza qui possa aiutare i cristiani locali. La solidarietà è un sostegno forte che sa lanciare dei segnali di pace anche a chi ha in mano le sorti di questa terra martoriata”.

 

Preoccupato per la situazione a Gerusalemme progressivo deterioramento, venerdì scorso il patriarca Twal ha lanciato un appello per un rapido ritorno alla calma e per la ricerca di soluzioni efficaci tese a preservare "la santità di questa città tre volte santa" (L'Osservatore romano, 3 novembre). Dopo il conflitto a Gaza, afferma il comunicato del patriarcato "Gerusalemme non ha riacquistato un’atmosfera tranquilla e serena. Gli omicidi codardi di israeliani e palestinesi continuano, colpendo a volte uomini, donne e bambini innocenti. Queste azioni illegali e pericolose per la città e i suoi dintorni sono una minaccia su larga scala e spingono alla radicalizzazione di molti individui". "Gerusalemme è una città 'tre volte' santa – ha insistito Twal -. Nessun’altra città al mondo può pretendere di avere un carattere tale di sacralità. Pellegrini ebrei, cristiani e musulmani vengono qui a cercare Dio. Questa città, un simbolo di pace per milioni di credenti in tutto il mondo, diventa un luogo pericoloso fra fiamme e odio. Per questo motivo, più che altrove, si dovrebbe ripristinare la pace e la sicurezza per i residenti e i pellegrini". Twal ha, quindi, invitato tutti coloro che amano Gerusalemme a mobilitarsi con la preghiera, "perché si ridia a questa città la sua vocazione di città santa e di pace e non di violenza".

 

 

 

 

 

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