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Divorziati risposati: benedizione anziché comunione?

© Corinne SIMON/CIRIC

Patricia Navas - Aleteia - pubblicato il 03/11/14

“Si cercano modi perché chi non può partecipare alla massima espressione della partecipazione eucaristica che è la Comunione non resti senza niente”, ha spiegato ad Aleteia; “sono segni, piccoli gesti con cui la comunità cristiana dice che chi non si può comunicare continua ad essere membro della comunità, partecipando alle benedizioni che si ricevono dalla Chiesa”.

La politica inglese Louise Mensch ha condiviso questo mese la sua esperienza su The Spectator: “Sono cattolica, divorziata e risposata. Vado a Messa ogni settimana. Quando i miei figli vogliono che li accompagni a ricevere la Santa Comunione, io vado dietro di loro con le braccia incrociate sul petto”, ha spiegato.

La Mensch crede nella Presenza Reale di Cristo nell’Eucaristia ed educa nella fede i propri figli: “Il mio figlio più piccolo è particolarmente entusiasta di ottenere la benedizione, anche se vuole sapere quando potrà prendere ‘il pane’. Io dico: ‘Quando capirai perché non è ‘il pane’”.

“Non mi è mai capitato di presentarmi per la Comunione perché non ho cercato di annullare il mio primo matrimonio. So di non essere una buona cattolica e che vivo una vita che la Chiesa ritiene adultera, ma sono fiduciosa, perché spero nella misericordia di Dio”.

“Nutro la speranza che un giorno mi possa trovare in stato di grazia e nelle condizioni per ricevere nuovamente la Santa Comunione”.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

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divorziati risposatimatrimonio
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