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Un albero da record per Papa Francesco

© Gianluigi Bettin / CC
https://www.flickr.com/photos/viadifrancesco/5505531235/in/set-72157626090426409
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Sarà Bergoglio ad accendere la sagoma dell’albero di Natale che illumina la collina di Gubbio

L’iniziativa è partita da un gruppo di giovani nel 1981 e 10 anni dopo era già entrata nel Guiness dei primati: una enorme sagoma luminosa di un albero di Natale accende ogni anno le pendici del monte Ingino a Gubbio. Quest’anno, il 7 dicembre, il “via” verrà dato da Papa Francesco.
 
Il pontefice sarà "presente" grazie a un collegamento video e azionerà il circuito elettrico attraverso il segnale di un tablet, come già avevano fatto Papa Benedetto XVI nel 2011 e il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel 2012. I dettagli dell’accensione 2014 dell'Albero di Gubbio sono stati resi noti oggi pomeriggio nel corso di una conferenza stampa nella Sala degli Stemmi della Residenza municipale del paese umbro alla presenza del sindaco di Gubbio, Filippo Stirati, del vescovo diocesano, monsignor Mario Ceccobelli, e del presidente del comitato “Albero di Natale più grande del mondo”, Lucio Costantini.

Oltre 250 punti luminosi di colore verde delineano la sagoma di un Albero di Natale alto oltre 650 metri con il corpo centrale disseminato di oltre 300 luci multicolore. Alla sommità è installata una stella della superficie di circa 1.000 metri quadri disegnata da oltre 200 punti luminosi. 
L’albero resta acceso per tutto il periodo natalizio e viene disattivato dopo l’Epifania. 


La realizzazione è curata ogni anno da un gruppo di "alberalioli" motivate dal desiderio di rinnovare un simbolo di fratellanza e di amicizia e per dedizione al patrono della città di Gubbio, San Ubaldo. L'albero, affermano gli organizzatori “trasmette a chi lo ammira e lo stimola a far riemergere quelle virtù che a volte nella quotidianità passano sotto silenzio: pazienza, comprensione, gentilezza, tolleranza e bontà. Sono queste virtu capaci di far emergere sentimenti forti che resistono al logorio del tempo e permettono agli uomini di perdonarsi, stringersi la mano e mantenere intatta la fiducia nel prossimo”. 

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