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Continua ad esserci un “papa” a Palmar de Troya?

© Florentin Therese

Luis Santamaría del Río - Aleteia - pubblicato il 30/10/14

Cardinali, concili e antipapi
Riprendendo la storia della setta, nel 2005 Clemente è morto, e gli è succeduto colui che è sempre stato considerato il vero cervello del movimento: il suo socio e cofondatore del gruppo Manuel Alonso, che ha preso il nome di Pietro II. Alla sua morte, avvenuta nel 2011, il terzo papa palmariano è stato Ginés Jesús Hernández, che ha preso il nome di Gregorio XVIII. In modo molto succinto, questa è la linea di successione del pontificato carmelitano del Santo Volto. Quanto al resto della gerarchia, fin dall’inizio si è strutturata a imitazione di quella cattolica, ma è arrivato un momento in cui, come si è già segnalato, Clemente ha abolito l’ordine dei cardinali, per raggiungere così una successione diretta in Manuel Alonso. Il suo schema ministeriale attuale è di papa-vescovi-sacerdoti, oltre a monache carmelitane e al resto dei fedeli.

Fin dall’inizio, la setta si è nutrita soprattutto di membri stranieri, che vi entravano dopo essersi accostati al luogo attratti da tutta la questione. Il movimento si è strutturato anche a livello geografico con patriarcati, arcidiocesi e diocesi. Secondo quelli che lo conoscono più da vicino è in declino, e Manuel Guerra parla di circa 400 membri nella provincia di Siviglia in una setta che in totale non arriverebbe al migliaio di adepti, contando quelli che ha nei “cenacoli” sparsi in vari Paesi.

Nel 1980, la Santa Sede palmariana ha celebrato il suo primo Santo e Magno Concilio Palmariano, che ha annullato tutto ciò che era stato deciso nel Concilio Vaticano II e ha aggiunto al deposito della fede molte invenzioni proprie. Nel 1992 ha avuto luogo il secondo Concilio. Entrambi sono stati presieduti da Clemente Domínguez. Per il 2012 è stato convocato il terzo, in un momento di rifondazione. L’ultima notizia che si è avuta, nel 2014, è quella della restaurazione esterna della basilica, con le cupole e le torri dipinte di marrone e la collocazione di varie immagini dei suoi santi sulla parte superiore della facciata principale.

Una caricatura dottrinale di impronta cattolica
Detto tutto ciò, non stupisce che poco dopo essere stato nominato papa direttamente da Gesù Cristo, in base alle sue dichiarazioni, Gregorio XVII abbia iniziato a nominare cardinali (che due decenni dopo ha messo da parte per evitare una successione per conclave). Sono iniziate anche le canonizzazioni. “Papa Clemente” ha ottenuto con questo una presenza ancor maggiore nei mezzi di comunicazione, visto che ha elevato agli altari vari personaggi della storia spagnola, come il dittatore Francisco Franco, Cristoforo Colombo, Don Pelayo, José Antonio Primo de Rivera, il cardinal Cisneros e altri che in seguito sarebbero stati canonizzati dalla Chiesa cattolica, come padre Pio. Ha anche approfittato per scomunicare i leader cattolici autentici, arrivando a definire Giovanni Paolo II antipapa e precursore dell’Anticristo.

Il sistema dottrinale parte dal simbolo della fede cattolica, ma con molte aggiunte proprie, provenienti da varie devozioni o tradizioni pietose, o anche dalle rivelazioni private del fondatore. Dopo il Concilio celebrato nel 1992 è stato pubblicato il Credo Palmariano, una formula di fede di 51 pagine che termina con questa frase, firmate da Clemente: “Se qualcuno si azzarda a negare che questo Credo Palmariano alla luce della Storia Sacra o Santa Bibbia Palmariana sia verità rivelata da Dio, sia anatema”. In questo credo particolare, si possono constatare una gran quantità di linguaggio teologico scolastico e affermazioni come l’identificazione delle tre Persone divine con Anania (Padre), Melchisedec (Figlio) e Malachia (Spirito Santo), o l’espressione per cui “Dio ha creato l’Anima Divinissima di Cristo”, e in seguito quella della Vergine Maria. O che Dio ha estratto da Adamo ed Eva, prima della loro caduta, i loro semi per la futura formazione dei corpi di Maria e Gesù.

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associazioni e movimentiscisma
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