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Continua ad esserci un “papa” a Palmar de Troya?

palmar de troya – it

© Florentin Therese

Luis Santamaría del Río - Aleteia - pubblicato il 30/10/14

Nata nella provincia di Siviglia la setta scismatica "El Palmar de Troya" legata a presunte apparizioni mariane degli anni '70

Negli anni Settanta e Ottanta, ha raggiunto grande popolarità in Spagna la setta di El Palmar de Troya, nata nella provincia di Siviglia in seguito ad alcune presunte apparizioni della Madonna e che è arrivata a consumare uno scisma, che ha incluso l’elezione del proprio pontefice, chiamato “papa Clemente”. Di recente, i suoi membri sono tornati alla ribalta nei media per le opere che hanno compiuto nella loro“Santa Sede” andalusa, per la collocazione di una statua di “San Francisco Franco”. Cosa si sa di loro? In cosa credono? A cosa si dedicano?

L’origine di uno scisma
Nel 1968, quattro bambine di El Palmar de Troya (nella provincia spagnola di Siviglia) hanno affermato di aver visto la Vergine Maria. Tra i curiosi e i devoti che si sono recati sul luogo da Siviglia c’erano Clemente Domínguez e Manuel Alonso, che rapidamente hanno spostato dal centro dell’attenzione le presunte veggenti originarie accaparrandosi tutto il clamore. Questi personaggi, da inquadrare più nell’ambito picaresco che in quello della devozione cattolica, hanno fondato nel 1974 il cosiddetto Ordine dei Carmelitani del Santo Volto, dopo che Clemente aveva per un periodo ricevuto presunti messaggi della Vergine, visioni mistiche, estasi e perfino stimmate sul suo corpo. In seguito hanno comprato alcune proprietà e hanno iniziato a costruire una basilica su uno dei terreni acquistati grazie alle donazioni di persone – soprattutto ricchi stranieri – che avevano creduto ai loro balzani messaggi di origine divina e mariana.

Il momento fondamentale della storia è arrivato nel 1976, quando sulla base di presunti messaggi apocalittici della Madonna sull’apostasia della Chiesa cattolica dell’epoca sono riusciti a ingannare l’arcivescovo sudvietnamita Pietro Martino Ngo Dinh Thuc perché ordinasse sacerdoti vari “carmelitani del Santo Volto” e poco tempo dopo li consacrasse vescovi in una cerimonia illecita dal punto di vista canonico. Automaticamente sono state dichiarate le scomuniche corrispondenti, e il gruppo è incorso nello scisma. Da allora si definiscono Chiesa Cattolica, Aspostolica e Palmariana. Due anni dopo, alla morte di Paolo VI, Clemente Domínguez si è autoproclamato nuovo papa con il nome di Gregorio XVII. Il gruppo ha spiccato fin dall’inizio per il suo tradizionalismo nelle forme e nella sostanza, rifiutando ogni rinnovamento emanato dal Concilio Vaticano II. Come segnalava in una cronaca giornalistica lo scrittore José Jiménez Lozano, era una “specie di sabba tra mistico e divertente, tragico e pittoresco allo stesso tempo”. Venivano riconosciuti dai loro abiti e dai riti di tempi andati, oltre che dagli scandali che li hanno visti protagonisti.

Nel 1987 hanno ottenuto l’iscrizione nel Registro delle Entità Religiose del Ministero della Giustizia grazie a una sentenza del Tribunale Supremo, dopo che il Ministero aveva negato loro questo riconoscimento ufficiale in varie occasioni. Gli ex adepti hanno sempre accusato il gruppo di essere totalitario, con una disciplina ferrea nei confronti dei dirigenti, obbedienza cieca a Clemente, visione dualistica della realtà e un regime di vita molto stretto che contribuiva alla modifica della personalità. Le informazioni sull’interno della tenuta di La Alcaparrosa, dove si erge la basilica, sono sempre state molto scarse per l’ermetismo del luogo e dei suoi abitanti. Si sa, però, che negli ultimi anni i membri hanno venduto gli immobili che possedevano a Siviglia per poter mantenere il complesso di El Palmar. Va anche segnalato che all’interno della setta si sono verificati scismi, dando luogo ad altre sette minori che rivendicano di essere le depositarie dell’ortodossia palmariana e accusano la “setta madre” di deviazione.

Cardinali, concili e antipapi
Riprendendo la storia della setta, nel 2005 Clemente è morto, e gli è succeduto colui che è sempre stato considerato il vero cervello del movimento: il suo socio e cofondatore del gruppo Manuel Alonso, che ha preso il nome di Pietro II. Alla sua morte, avvenuta nel 2011, il terzo papa palmariano è stato Ginés Jesús Hernández, che ha preso il nome di Gregorio XVIII. In modo molto succinto, questa è la linea di successione del pontificato carmelitano del Santo Volto. Quanto al resto della gerarchia, fin dall’inizio si è strutturata a imitazione di quella cattolica, ma è arrivato un momento in cui, come si è già segnalato, Clemente ha abolito l’ordine dei cardinali, per raggiungere così una successione diretta in Manuel Alonso. Il suo schema ministeriale attuale è di papa-vescovi-sacerdoti, oltre a monache carmelitane e al resto dei fedeli.

Fin dall’inizio, la setta si è nutrita soprattutto di membri stranieri, che vi entravano dopo essersi accostati al luogo attratti da tutta la questione. Il movimento si è strutturato anche a livello geografico con patriarcati, arcidiocesi e diocesi. Secondo quelli che lo conoscono più da vicino è in declino, e Manuel Guerra parla di circa 400 membri nella provincia di Siviglia in una setta che in totale non arriverebbe al migliaio di adepti, contando quelli che ha nei “cenacoli” sparsi in vari Paesi.

Nel 1980, la Santa Sede palmariana ha celebrato il suo primo Santo e Magno Concilio Palmariano, che ha annullato tutto ciò che era stato deciso nel Concilio Vaticano II e ha aggiunto al deposito della fede molte invenzioni proprie. Nel 1992 ha avuto luogo il secondo Concilio. Entrambi sono stati presieduti da Clemente Domínguez. Per il 2012 è stato convocato il terzo, in un momento di rifondazione. L’ultima notizia che si è avuta, nel 2014, è quella della restaurazione esterna della basilica, con le cupole e le torri dipinte di marrone e la collocazione di varie immagini dei suoi santi sulla parte superiore della facciata principale.

Una caricatura dottrinale di impronta cattolica
Detto tutto ciò, non stupisce che poco dopo essere stato nominato papa direttamente da Gesù Cristo, in base alle sue dichiarazioni, Gregorio XVII abbia iniziato a nominare cardinali (che due decenni dopo ha messo da parte per evitare una successione per conclave). Sono iniziate anche le canonizzazioni. “Papa Clemente” ha ottenuto con questo una presenza ancor maggiore nei mezzi di comunicazione, visto che ha elevato agli altari vari personaggi della storia spagnola, come il dittatore Francisco Franco, Cristoforo Colombo, Don Pelayo, José Antonio Primo de Rivera, il cardinal Cisneros e altri che in seguito sarebbero stati canonizzati dalla Chiesa cattolica, come padre Pio. Ha anche approfittato per scomunicare i leader cattolici autentici, arrivando a definire Giovanni Paolo II antipapa e precursore dell’Anticristo.

Il sistema dottrinale parte dal simbolo della fede cattolica, ma con molte aggiunte proprie, provenienti da varie devozioni o tradizioni pietose, o anche dalle rivelazioni private del fondatore. Dopo il Concilio celebrato nel 1992 è stato pubblicato il Credo Palmariano, una formula di fede di 51 pagine che termina con questa frase, firmate da Clemente: “Se qualcuno si azzarda a negare che questo Credo Palmariano alla luce della Storia Sacra o Santa Bibbia Palmariana sia verità rivelata da Dio, sia anatema”. In questo credo particolare, si possono constatare una gran quantità di linguaggio teologico scolastico e affermazioni come l’identificazione delle tre Persone divine con Anania (Padre), Melchisedec (Figlio) e Malachia (Spirito Santo), o l’espressione per cui “Dio ha creato l’Anima Divinissima di Cristo”, e in seguito quella della Vergine Maria. O che Dio ha estratto da Adamo ed Eva, prima della loro caduta, i loro semi per la futura formazione dei corpi di Maria e Gesù.

La Sacra Scrittura della setta, da cui è stato estratto tutto il Credo Palmariano, è contenuta in un libro “composto dai venerabili padri del Santo Sinodo Dogmatico Palmariano, riuniti nello Spirito Santo, diretto e approvato da Sua Santità papa Gregorio XVII”, per cui si può immaginare la sua affidabilità. Come esempio vale il suo terzo tomo, corrispondente ai Vangeli, che inizia con Gioacchino e Anna come genitori della Vergine; poi appaiono Giuseppe, la vita di Maria (con molti elementi dei testi apocrifi raccolti dalla tradizione), e quindi il testo evangelico continua normalmente. Solo in apparenza, visto che si aggiungono molte altre cose, come le date e i nomi di luoghi e persone con la massima esattezza, e l’istituzione verbale dei sacramenti e dell’Ordine del Carmelo, la fondazione della massoneria, la gerarchia ecclesiastica e un lungo eccetera di barbarità e sconsideratezze che arrivano al culmine nell’aspetto rituale: Gesù battezza il cieco, e nell’ultima cena fa la genuflessione davanti alle specie divine e ordina nel triplice ministero sacerdotale gli apostoli.

Tradizionalismo e conseguenze morali e pratiche
Da quando si è autoproclamato papa, Clemente ha iniziato a promulgare definizioni dogmatiche e a emettere costituzioni apostoliche in cui considerava non valido tutto ciò che c’è di sacro e sacramentale nella Chiesa cattolica. Il 30 luglio 1982, ad esempio, alle 19.25, Gesù Cristo stesso avrebbe detto all’antipapa in una visione: “Mio amatissimo Vicario: era ora che un papa sapesse far uso dei poteri che ha… Nel preciso istante in cui tu, a mio nome, ritiravi tutti i poteri ai sacerdoti e ai vescovi delle Chiese scismatiche, io e la mia Santissima Madre, con gioia inenarrabile, ci ritiravamo da tutti i tabernacoli delle Chiese scismatiche”. E dichiarava non valido non solo il sacramento dell’ordine, ma anche quello del battesimo, contravvenendo così alla convinzione e alla prassi secolare delle Chiese cristiane. Come si può constatare, ogni decisione arbitraria presa dal leader della setta si giustificava ricorrendo all’elemento soprannaturale, per evitare qualsiasi scandalo o dissenso in alcuni adepti di provenienza cattolica e molto devoti.

Altre decisioni dottrinali e disciplinari vanno al di là dell’aspetto puramente liturgico o canonico, determinando in modo ferreo la vita degli adepti e provocandone l’isolamento sociale. In un decreto apostolico, Clemente ha proibito, sotto pena di scomunica, di assistere a tutti i sacramenti “celebrati nella Chiesa romana e nelle altre sette eretiche e scismatiche… È proibito anche ogni tipo di auguri, regali” e anche l’assistenza a veglie e sepolture. Molto dettagliate sono le norme “sulla decenza cristiana”, che specificano meticolosamente il modo appropriato di vestire sia degli uomini che delle donne e includono il divieto tassativo di andare in spiaggia o in piscina, “anche nel caso in cui lo ordinasse il medico per il bene della salute corporea, visto che al di sopra di questa c’è quella dell’anima”. Secondo un addendum cartaceo all’edizione stampata, “ogni capo di abbigliamento jeans per uomo o donna è totalmente proibito, sotto pena di scomunica riservata al confessore”. Ovviamente, è tassativamente proibito fidanzarsi con persone esterne alla setta.

In conclusione, si tratta di una setta di impronta cristiana, che tecnicamente consiste in uno scisma cattolico, in cui l’apparenza esterna di pietà cattolica occulta (in senso letterale, dietro un muro di calcestruzzo alto sei metri) cela un’oscura organizzazione con dottrine strampalate che si allontanano da qualsiasi tradizione ecclesiale e con pratiche non positive sia nel modo di trattare le persone che nel finanziamento interno e nelle finanze.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
associazioni e movimentiscisma
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