Ricevi Aleteia tutti i giorni
Iscriviti alla newsletter di Aleteia, il meglio dei nostri articoli gratis ogni giorno
Iscriviti!
Aleteia

Maria al mio fianco

© Public Domain
Condividi

Mi da’ coraggio, accarezza le mie paure, solleva le mie debolezze

Siamo consacrati come figli, come fratelli, su una stessa terra. Dio ci rende sacri, terra sacra, roccia santa. “Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l’amore, tenace come gli inferi è la passione: le sue vampe son vampe di fuoco, una fiamma del Signore! Le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerlo” (Cantico dei Cantici 8, 6-7).

Noi ci lasciamo semplicemente trasformare da quel Dio che si abbassa, da Maria che ci prende tra le braccia. Siamo creta, polvere, terra. Siamo piccoli, fragili, bisognosi.

Maria ha calpestato la nostra terra e l’ha trasformata in terra nuova. L’alleanza rinnovata cent’anni dopo, nella ripetizione del “sì” di Maria alla nostra vita. Torna a calpestare la mia terra, torna a toccare la mia vita. È il passo che facciamo, la porta aperta, lo sguardo che attende, l’allegria coraggiosa di colui che si affida con fiducia.

Maria si inginocchia davanti alla mia vita aspettando il mio “sì”. Aspetta. Mi colpisce vederla inginocchiata davanti a me, in attesa. Mi colpisce il suo volto fisso che contempla la mia povertà. Mi aspetta.

Mi colpisce il suo sguardo. Sta pregando per me. Ha il cuore aperto aspettando quel cuore che le consegno timidamente. Il mio “sì”, sospeso nell’aria in un momento di libertà. Il “sì” fragile che zoppica, il “sì” forte nel silenzio. Il “sì” sussurrato senza parole o espresso con voce potente.

Maria aspetta, salda, con gli occhi pieni di tenerezza, pieni di lacrime. Maria è ai piedi della mia vita, sostenendo il mio incoraggiamento, accarezzando le mie paure, sollevando le mie debolezze. Si inginocchia, perché è bambina, perché è madre, perché rispetta la mia anima sacra e sa ciò che vale il mio “sì” fragile e a volte poco convinto, il mio “sì” libero.

Si commuove vedendomi dubitare, vedendomi lottare, vedendo le mie paure, osservando i miei sogni. Sa chi sono. Mi conosce nel più profondo, da sempre, da quando mi ha abbracciato davanti al fonte battesimale, da quando ha accompagnato le mie cadute di bambino e si è rallegrata con i successi del mio cammino, da quando sono stato sognato da Dio.

Conosce le mie paure più autentiche, i miei limiti e la mia forza interiore. Si è commossa per i miei successi, per quei talenti che mi lanciano nella vita. Per quelle debolezze che mi fanno inciampare e cadere. Si rallegra vedendo cosa c’è dentro di me, la purezza che io non vedo, la forza che mi sembra inesistente, la nobiltà che non valorizzo tanto.

È sorprendente l’amore con cui mi guarda. Come se le piacesse tutto ciò che è in me quando a me spesso non piace quello che vedo.

Ella comprende la mia paura di fallire, di non essere all’altezza, di non rispondere alle aspettative. È tanto facile cadere e lasciarci trascinare dalla vita. Sa che temo che tutto si complichi, che mi riempia di impegni e obblighi che poi non posso rispettare. Sa che temo di scandalizzare altri o di non arrivare alle cime che sogno. Per questo aspetta in ginocchio, attende paziente.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

 

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni