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Le 12 chiavi del Sinodo sulla famiglia

© Antoine Mekary / Aleteia

Salvador Aragonés - Aleteia - pubblicato il 21/10/14

Cosa ha detto, cosa non ha detto, a cosa è servito il dibattito?

Il Sinodo straordinario sulla famiglia è terminato con la beatificazione di papa Paolo VI. L’opinione pubblica è rimasta un po’ sconcertata perché sono state scritti resoconti in cui la Chiesa sembra divisa su temi come gli omosessuali, i divorziati, la crisi delle famiglie e un lungo “eccetera”. Converrà puntualizzare e informare su quali sono state le chiavi di questo Sinodo straordinario, che in realtà è preparatorio del Sinodo ordinario, che si celebrerà sullo stesso tema nell’ottobre 2015.

Per questo abbiamo ritenuto opportuno tener conto delle seguenti 12 chiavi per riassumere quello che ha significato il Sinodo.

Chiave 1.- Il papa ha chiesto ai presenti al Sinodo – cardinali, vescovi, sacerdoti e laici – di parlare con la massima libertà, il che secondo i presenti è avvenuto. Il pontefice ha chiesto di non aver paura di parlare e di tener presente che la famiglia, qualunque siano la sua situazione o le sue crisi, dev’essere “accolta”, “ascoltata” e “accompagnata”, perché la Chiesa ha sempre “le porte aperte” a tutti gli uomini, per quanto irregolari e difficili siano le loro vite, vicine o lontane da Dio.

Chiave 2.- Sono stati registrati vari interventi perché la realtà della famiglia è diversa nelle varie parti del mondo, e anche i vescovi sono diversi. La situazione familiare in Occidente non è quella africana e asiatica. In Asia ci sono moltissimi matrimoni misti e con non credenti, in Africa si rifiuta l’omosessualità e ci sono famiglie poligamiche. Per questo i vescovi hanno un registro diverso quando parlano delle famiglie.

Chiave 3.- Papa Francesco è rimasto in silenzio. Voleva ascoltare e non vuole pronunciarsi finché i temi trattati non saranno maturati e non verranno esposti meglio nel prossimo Sinodo ordinario del 2015. Il papa non pubblicherà alcun documento sulla base delle conclusioni dei“circuli minores” o gruppi linguistici. I testi approvati sono “documenti di lavoro” che continueranno ad essere studiati nel prossimo Sinodo. Si cerca di coniugare la “misericordia” di Dio con l’accompagnamento della Chiesa a “tutte” le famiglie, qualunque sia la loro situazione, con la dottrina immutabile, derivante dalla Rivelazione sulla famiglia e sul matrimonio.

Chiave 4.-Un Sinodo è un organo consultivo del papa a cui partecipano rappresentanti di tutte le Conferenze Episcopali. Serve per riunirsi con il papa e dibattere temi attuali, come in questo caso il tema della famiglia. È quello che si chiama vivere la “sinodalità” o “collegialità”, detto con l’espressione del Concilio, ovvero “camminare insieme” e vivere la corresponsabilità nella vita della Chiesa sotto Pietro, o con Pietro.

Chiave 5.- In tutti i Sinodi – come è avvenuto nel Concilio – esistono filtrazioni nella stampa soprattutto su questioni che possono colpire il pubblico, come il tema degli omosessuali o dei divorziati. Le agenzie internazionali diffondono queste infiltrazioni, e risulta come se fossero opinioni del Sinodo. È il gioco attuale del mondo della comunicazione: “se non racconti cose strane non ottieni un titolo”. Nei Sinodi, già all’inizio i media dividono i Padri sinodali in “progressisti” e “conservatori”. È sempre la stessa cosa. I conservatori sono logicamente quelli della Curia, e i progressisti i Padri sinodali che ottengono protagonismo perché rompono in qualche modo con la dottrina tradizionale. In questo Sinodo il clima è stato buono, anche se con le logiche e normali discrepanze. Una cosa è una discrepanza, difendendo con forza le proprie idee, un’altra è “litigare” come hanno detto certi media. I Padri sinodali hanno chiesto di ampliare i tribunali ecclesiastici sulle nullità matrimoniali e che siano più rapidi.

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sinodo famiglia
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