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Il Patriarca Rai su Sinodo, Medio Oriente e Libano

© Antoine Mekary / Aleteia

Giuseppe Rusconi - Rossoporpora - pubblicato il 20/10/14

Intervista al cardinale libanese Béchara Boutros Raï

Tra i membri della Commissione per la stesura del ‘Messaggio’ del Sinodo straordinario sulla famiglia figurava anche il patriarca e cardinale libanese Béchara Boutros Raï, già fondatore della redazione araba di Radio Vaticana e responsabile delle comunicazioni sociali libanesi da vescovo di Byblos. Quando viene a Roma, se ne ha la possibilità, celebra volentieri la messa domenicale – sempre suggestiva, molto spirituale, ricca di canti e incensi – nella chiesa nazionale di san Marun. Lo ha fatto anche durante i giorni del Sinodo, celebrando come di consueto in arabo, con una parte in italiano. Alla vigilia del Concistoro che si occuperà anche dei cristiani del Medio Oriente gli abbiamo posto alcune domande sull’argomento, considerato dal punto di vista di chi, per tradizione collaudata e riconosciuta,  deve battersi per tutelare anche l’identità e l’integrità del Libano.

Patriarca, da poche ore si è concluso il primo dei due Sinodi sulla famiglia. Lei era membro della Commissione per la stesura del ‘Messaggio’: vuole indicarci i punti fondamentali in esso contenuti?
Sono quattro le parti fondamentali: l’ascolto dei padri sinodali e delle famiglie del mondo, con relative sfide pastorali; la famiglia considerata come focolare di amore e tenerezza; la famiglia come Chiesa domestica, pervasa dalla presenza di Dio; la preghiera in comune al Padre Celeste con l’intercessione della Sacra Famiglia di Nazareth.

Durante il Sinodo si è dibattuto sulla situazione della famiglia nelle diverse parti del mondo. Le famiglie che vivono in Libano conoscono problemi comuni anche al mondo occidentale? Oppure i loro problemi sono più particolari?
La famiglia cristiana in Libano è salvaguardata nella sua unità e indissolubilità dalla Costituzione libanese. La quale riconosce alle diverse confessioni l’autonomia legislativa e giudiziaria in materia di matrimonio e i relativi effetti civili (sistema degli Statuti personali) . Per cui il Parlamento non legifera per niente in questa materia, né  su qualsiasi argomento che tocchi la fede cristiana o musulmana. I nostri problemi sono di altra natura. Infatti la famiglia in Libano è vittima delle molte crisi in corso: deve confrontarsi con la guerra e le sue conseguenze, la crisi economica, la povertà, l’emigrazione, la degradazione dei valori spirituali e morali, la pornografia, la prostituzione, la disoccupazione, la lacerazione a causa delle divisioni politiche.

 Il Libano ospita oggi oltre un milione e mezzo di profughi mediorientali: un numero enorme per un piccolo Paese già in una situazione di equilibri di per sé precari perché molto delicati…
Registriamo gravi problemi di cibo, acqua, ricerca di un’abitazione, ricerca di lavoro, scuola per i bambini e i giovani. Poi il desiderio dei profughi di tornare appena possibile a casa ed anche il rischio di essere strumentalizzati per interessi politici e scopi terroristici. In effetti i tanti profughi – un terzo della popolazione libanese senza contare più di mezzo milione di rifugiati palestinesi – costituiscono per il Libano un grave fardello economico e un gravissimo problema sociale e culturale nonché una minaccia per la stabilità e la sicurezza del Paese.

Per lunedì 20 ottobre il Papa ha convocato un Concistoro che si occuperà ampiamente di Medio Oriente. Quali gli obiettivi di tale convocazione? Come agire concretamente oltre a quanto già la Chiesa fa?
Il Concistoro è stato convocato per informare i membri del Collegio Cardinalizio sulla situazione in Medio Oriente e su quella dei cristiani che vivono in tale spicchio del mondo. I cardinali sono chiamati alla solidarietà con la Chiesa nel Medio Oriente: la Chiesa tutta deve perorare davanti ai governi dei rispettivi Paesi la causa dei cristiani e della pace nell’intera regione. Il Concistoro servirà anche per approfondire l’azione della Chiesa universale e della Santa Sede, con la sua rete diplomatica, e per valutare ciò che si dovrà richiedere alla Comunità internazionale.

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medio oriente
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