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La lezione sul matrimonio di Paolo VI

© Syda Productions/SHUTTERSTOCK
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Un libro del cardinal Tettamanzi spiega la spiritualità coniugale secondo il futuro beato

In occasione del Sinodo dei vescovi dedicato alla realtà del matrimonio e della famiglia nel contesto attuale, il cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo emerito di Milano, ha pubblicato il testo “Paolo VI, profezie sulla famiglia. Per una spiritualità coniugale” (Ancora), nel quale vuole ricordare gli insegnamenti su matrimonio e famiglia di papa Giovanni Battista Montini, che verrà beatificato domenica 19 ottobre.

Paolo VI ha affrontato spesso il tema del matrimonio e della famiglia, sia prima della sua elezione al pontificato che dopo, individuando l'elemento principale nella “spiritualità”, ossia, come spiega il cardinal Tettamanzi, nella “'vita secondo lo Spirito' tipica di quanti celebrano e vivono il matrimonio 'nel Signore', come grazia ed esigenza del sacramento di Cristo e della Chiesa”.

La spiritualità coniugale è fondata sul sacramento del matrimonio, e in questa prospettiva si può comprendere come le indicazioni del papa “non si riducano ad appelli semplicemente ascetici, nel senso più superficiale del termine, cioè all’invito di impegnare la propria buona volontà in uno 'sforzo' morale e spirituale”, ma traducano piuttosto “a livello di vita vissuta la nuova realtà soprannaturale 'stampata' negli sposi dal sacramento del matrimonio: il dono gratuito di Dio è all’origine della possibilità e della necessità della vita spirituale degli sposi e della famiglia cristiana”.

In questo contesto, Paolo VI si esprime secondo la categoria della “vocazione”: “c’è una chiamata alla santità coniugale, alla quale la coppia può e deve dare risposta”, “ed è una chiamata che passa attraverso il sacramento del matrimonio, quale gesto personale di Gesù Cristo”.

Il contenuto della santificazione coniugale viene dedotto dal papa dalla realtà centrale della vita della coppia, la realtà dell’amore. Paolo VI imposta infatti l’intero discorso morale e spirituale in riferimento all’amore coniugale. “Non siamo di fronte a due realtà tra loro separate e distinte: l’amore e la vita, che domandano di essere congiunte – chiarisce il cardinal Tettamanzi –; siamo di fronte all’unica realtà dell’amore, nella sua duplice e inscindibile significazione, quella unitiva e quella procreativa”.

Allo stesso modo, Paolo VI insiste nel “ritrovare inscindibilmente legati tra loro gli aspetti naturali e umani e gli aspetti soprannaturali e cristiani”. In tal senso, si parla di spiritualità dell’incarnazione: “proprio in Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, si dà sintesi indistruttibile tra l’ordine della creazione e l’ordine della redenzione, e, conseguentemente, tra i valori umani e i valori cristiani dell’amore coniugale”.

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