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Solido come un crocifisso

© costanzamiriano.com/
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Un crocefisso che parla di Lui, di te, della vita, del lavoro, del senso di tutto, di dolore, fatica e gioia

di Paolo Pugni

Si dice che san Francesco abbia così distinto il lavoro dall’arte: “chi lavora con le mani e la testa è un artigiano, chi lavora con mani, testa e cuore è un artista”. Se è così allora sono artisti i fratelli Marchesi che il cuore lo mettono dentro al vetro per tirarci fuori il significato della vita, vale a dire il crocifisso.

Che dentro nella sua fragilità mostra in effetti tutto quello che c’è da capire. E quello che hanno deciso di fare è il segno che si può sempre andare oltre la superficie, oltre l’acqua che si scontra con il vento e ti sballotta nel dolore e nella confusione, puoi sempre immergerti sotto e lasciarti andare con dolcezza a cercare il senso.

Un po’ come fa Andrea Giovanoli che sbuccia la quotidianità per regalarti la polpa che sta dentro e che ti parla al cuore.

Così loro, che dentro ad un tubo di vetro freddo e banale, una provetta senza fondo, che fa scivolar via lo sguardo, dentro a questo nulla c’hanno visto il dolore e l’amore, la carezza e la luce e l’hanno estratta poco alla volta, perché così si fa, perché questo è il lavoro fatto con il cuore, che tira fuori dall’atto il suo significato divino, colmo, il contributo alla creazione, il compimento del compito che Dio c’ha assegnato: coltivare la terra, lavorare con santità.

Qui, dentro quest’oggetto che pare frangibile, intimidito, ci sta la forza della solidità, il sangue versato che ti ricorda che senza di Lui sei debole, basta un urto a mandarti in mille pezzi, mille schegge che ti riducono il futuro ad un rompicapo del quale non sai trovare la soluzione.

Ed è trasparente perché ci guardi attraverso la vita, attraverso di Lui la vedi come deve essere, e dentro quella vita ci sei perché è riflessa su di lei la tua immagine.

Un crocefisso che parla di Lui, di te, della vita, del lavoro, del senso di tutto, di dolore, fatica e gioia. Perché il vetro è luce e la luce ha tanto da raccontarti.

QUI L’ORIGINALE

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