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Sinodo: alla ricerca di un equilibrio tra fedeltà e misericordia

© Sabrina Fusco / ALETEIA

Chiara Santomiero - Aleteia - pubblicato il 17/10/14

Si lavora alla stesura del documento finale. Il dibattito proseguirà nelle diocesi

Breve "vacanza romana" per i padri sinodali che ieri pomeriggio e stamani sono stati liberi da impegni per il Sinodo straordinario sulla famiglia. Al lavoro solo, e in modo molto intenso per riuscire a dare un quadro di tutto il dibattito emerso in questi giorni, l'apposita commissione incaricata della stesura della relatio synodi, il documento conclusivo dell'assise dei vescovi di quest'anno.

Oggi pomeriggio, però, i padri saranno di nuovo riuniti nella plenaria per esaminare la bozza di Messaggio che verrà indirizzata al popolo di Dio, con la possibilità di nuovi interventi, mentre domani mattina verrà loro sottoposta la bozza del documento conclusivo.

Molte le aspettative riguardo a questo testo dopo una relazione intermedia dei lavori (relatio post disceptationem) che ha provocato un acceso dibattito nei circoli minori (i gruppi di lavoro suddivisi per lingua) e numerose proposte di integrazioni ed emendamenti.

"Giorni avvincenti" ha definito quelli del confronto sinodale il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e presidente della Conferenza episcopale tedesca intervenendo al briefing quotidiano dei giornalisti organizzato dalla Sala stampa vaticana. Quella di domani, avverte, "non sarà una conclusione del dibattito che continuerà durante i prossimi mesi per arrivare poi al Sinodo ordinario dell'autunno 2015". Per questo è importante che "tutto il materiale della discussione sia reso pubblico".

E' chiaro che le questioni controverse tra il fronte della fedeltà dottrinale rigorosa e quello di una prassi pastorale ispirata ai canoni della misericordia sono le cosiddette "situazioni difficili" e, in particolare, l'accesso all'Eucarestia dei divorziati risposati e le unioni omosessuali. In merito alla prima questione il cardinale Marx ha detto più volte che la maggioranza dei vescovi tedeschi condividono la posizione aperturista del cardinale Kasper. Nella conferenza episcopale tedesca, si è parlato a lungo di questi argomenti perchè "molti fedeli cattolici hanno posto la questione" e si è avviato un dibattito da tempo "anche prima dell'elezione di Papa Francesco". Se quella dei vescovi tedeschi "non è una posizione isolata negli episcopati mondiali", è vero che "altri la pensano diversamente" ma "ciò che infastidisce è parlare solo di questo". "Noi – ha affermato Marx – vogliamo inserire questi aspetti nel tema più grande della famiglia e capire come affrontare le situazioni irregolari che non rientrano nello schema chiaro del matrimonio ma che ugualmente contengono dei valori". "Occorre trovare un linguaggio diverso – ha chiarito l'arcivescovo di Monaco, non si può ridurre a bianco o nero, a tutto o niente. E' ciò che si intende parlando di 'gradualità'". L'auspicio è che si possa continuare a parlare di tutto senza timori, come è avvenuto al Sinodo, anche nelle diocesi: "chi vuole essere leale nei confronti della Chiesa deve trovare ascolto".

Lo stesso atteggiamento vale nei confronti delle coppie omosessuali: "La prassi sessuale – ha osservato Marx – non può essere accettata. Ma non tutto nella loro vita è da condannare: se per 35 anni due uomini sono rimasti fedeli l'uno all'altro, se l'uno cura l'altro fino alla fine della vita, come Chiesa cosa devo dire? Che non ha nessun valore? Non è vero questo". "Non possiamo dire a qualcuno: 'lei è omosessuale, non può vivere il Vangelo – ha proseguito Marx -. Per me questo è impensabile".

Non si può dire già da oggi cosa rimarrà di questa diversità di posizioni nella relatio synodi e come le contrapposizioni potranno trovare un equilibrio, ma "l'auspicio – ha sottolineato Marx – è che nel documento finale il Sinodo non ripeta quello che è stato detto sempre, ma dia un impulso forte alla pastorale". Se, infatti, "la dottrina è evidente e non dipende dallo spirito del tempo", tuttavia può essere approfondita: "il magistero – ha chiarito Marx – non è una raccolta statica, ma sviluppo, perchè la fedeltà è a Cristo che è una persona, non un sistema". Insomma: "il Vangelo non si cambia ma occorre domandarsi: 'abbiamo già scoperto tutto?'".

E a chi tra i giornalisti sottolinea la differenza di toni tra la relatio synodi e le sintesi dei circoli minori, "non si tratta di una retromarcia – ha spiegato il presidente della Conferenza episcopale francese, mons. Georges Pontier, anche lui presente al briefing – ma di un bilanciamento tra la posizione di chi è più focalizzato sulla domanda se una certa situazione sia conforme all'insegnamento della Chiesa e chi invita a fare più attenzione alle singole persone". "Ciò che si discute – ha sottolineato Pontier – è quanto rimane uguale per tutti e ciò che può essere cambiato dalla prassi delle conferenze episcopali. Dove si può arrivare senza rompere la comunione". Anche per il presidente dei vescovi francesi il Sinodo ha rappresentato una "bella esperienza di libertà di parola e di franchezza". Il nocciolo fondamentale della discussione è che "la famiglia è fondamentale per la felicità degli uomini e se non funziona le persone stanno male. Questo è il messaggio essenziale che vogliamo portare nel cammino che si concluderà il prossimo anno".

E sulla possibilità che il Sinodo non trovi l'accordo sul documento finale: "sarei molto stupito – ha concluso Pontier -. Ognuno sostiene i suoi argomenti, ma siamo convinti che lo Spirito parla a tutti noi".

Tags:
sinodo famiglia
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