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Sessualità: dono totale della persona

Antonio Canova – Amore e Psiche – it

© Aurelio Candido / CC

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Anna Pelleri - Aleteia - pubblicato il 15/10/14

Un docente di bioetica e un ginecologo spiegano alcuni tratti della sessualità

Mai come oggi si parla tanto di sesso quanto poco di educazione alla sessualità. Quest'ultima viene ridotta ad uno sterile elenco di metodi contraccettivi, riducendo così l'atto sessuale ad una mera ricerca di piacere. E l'amore, l'attesa, l'impegno e il rispetto reciproco, che ruolo hanno? 

Abbiamo chiesto al dott. Alfredo Anzani, medico e docente di bioetica presso il San Raffaele di Milano, e al dott. Ferdinando Bombelli, ginecologo e responsabile sale parto della medesima struttura, di spiegarci alcuni aspetti della sessualità e della vita di coppia. 

Dott Anzani, sessualità e matrimonio: che nesso c'è? E’ uguale la sessualità in una coppia non sposata?

La sessualità, componente della personalità, esprime il modo di manifestarsi, di comunicare, di vivere l’amore umano. Non è riconducibile ad un oggetto: è una conformazione strutturale del nostro essere; riguarda non solo il corpo ma anche le altre dimensioni della persona: la psiche e lo spirito; ha un significato interpersonale: segno concreto dell’apertura, dell’incontro, della comunione, dell’unità delle persone tra di loro. La solitudine di Adamo è vinta da Eva alla cui vista l’uomo afferma: “E’ carne della mia carne; è osso delle mia ossa”. E’ così che prende significato la dualità e la reciprocità dei sessi maschile e femminile. Se la relazione sessuata si attua nella comune e normale intesa tra le persone di sesso diverso, improntata ad amicizia e affettività, la relazione sessuale si contraddistingue per la reciproca donazione personale totale: corpo, psiche e spirito.

La sessualità umana risulta vera, capace di esprimere il suo più profondo significato, quando la relazione si attua tra un solo uomo e una sola donna (eterosessualità, unicità, esclusività),  coinvolge l’intera durata della vita (indissolubilità, fedeltà), favorisce la mutua integrazione dei due (coppia), si apre al figlio (fecondità, famiglia), si fa conoscere e riconoscere dalla società (pubblicizzazione civile e religiosa). Tutte queste condizioni si riassumono nel termine matrimonio. Un amore vero, come desidera chi si ama, o diventa pubblico o non lo è.

“Si possono avere migliaia di amici, ma soltanto un’amata. Gli harem sono un’altra cosa. Sto parlando di danza, non di ginnastica” (Vladimir Nabokov).

Dott. Bombelli, l'infertilità come incide sulla vita sessuale della coppia? 

Prima di arrivare alla diagnosi di infertilità, la coppia ha già dovuto affrontare una serie di indagini che spesso possono minacciare la propria unità. I rapporti sessuali che prima avevano un ruolo importante nella vita affettiva dei partner, quando si comincia a intravvedere qualche ostacolo al concepimento, possono diventare così temporizzati sul periodo fertile da rischiare di trasformarsi in una mera gestualità alla ricerca della procreazione.

Una volta posta la diagnosi e accertate le “responsabilità”, inizia un nuovo percorso non privo di difficoltà. Se l’incapacità a concepire non può essere superata da trattamenti di primo livello (induzione dell’ovulazione o inseminazione), allora si pone il dilemma della scelta tra una procreazione medicalmente assistita (PMA) e l’adozione. Entrambe le scelte sono difficili, con tempi lunghi e stressanti, con un coinvolgimento anche economico.

La coppia deve essere ben salda e prendere delle decisioni sempre condivise. La scelta della PMA può anche non essere condivisa eticamente dai coniugi nella stessa misura: in questa fase i rapporti di coppia possono comprensibilmente subire uno stallo. Infine, se uno o entrambi i partner non hanno gameti adeguati (assenza di spermatozoi o esaurimento degli ovociti), esiste il possibile ricorso alla fecondazione eterologa: se da una parte può esaudire il desiderio di avere un figlio, dall’altra introduce una estraneità genetica alla coppia, che a sua volta può essere causa di rottura per una serie di motivi ( il“segreto” della coppia relativa all’anonimato del donatore, il dire o non dire la verità al figlio e a sua volta il figlio che chiederà informazioni sulla paternità genetica).

Dott. Anzani, cosa dovrebbe insegnare l'educazione sessuale?

A vivere la propria sessualità nella verità. Riconoscere che l’uomo è un tutt’uno di corpo, psiche e spirito aiuterà a vincere due pericoli: lo spiritualismo e l’erotismo. Entrambe queste visioni, che da un lato divinizzano il corpo e dall’altro lo demonizzano, riducono la persona a una metà, solo spirito o sola materia. L’educazione sessuale tenderà a far comprendere che cosa significhi “divenire uno”: riconoscere il corpo come sede dell’io e l’io come residente nel corpo. Così il riconoscimento integrale della persona conduce ad assumere la responsabilità dei propri gesti. La morale sessuale non è un problema di misura: fin dove è lecito, fin dove non è lecito. E’ piuttosto, la corrispondenza tra il gesto e l’intenzione.

L’amore per essere vero o è totale o non lo è. Amare è donare tutto se stessi all’altro, all’altra. 

“L’amore infantile segue il principio: amo perché sono amato. L’amore maturo segue il principio: sono amato perché amo. L’amore immaturo dice: ti amo perché ho bisogno di te. L’amore maturo dice: ho bisogno di te perché ti amo”  (E. Fromm).

Dott. Bombelli, i metodi naturali aiutano a rafforzare il rapporto tra i coniugi? E come impattano sulla vita sessuale della coppia?

I moderni metodi naturali aiutano la coppia a riconoscere i confini del periodo fecondo e quindi consentono di orientare la scelta verso un’astinenza nei giorni fertili oppure una regolare attività sessuale finalizzata al concepimento. Per regolare la propria fertilità, la coppia non può fare a meno del dialogo: occorre parlarsi per poter rispettare i ritmi naturali del ciclo ovarico. Una donna può assumere la pillola o portare la spirale all’insaputa del marito, ma non è possibile vivere in questo modo il rapporto di coppia quando si adottano i metodi naturali. Il marito deve rispettare le indicazioni della moglie e a sua volta la moglie deve promuovere l’intimità della coppia quando la registrazione attenta dei segnali consente con sicurezza di avere rapporti  fuori dal periodo fertile. Oltre all’osservazione del muco ovulatorio e dei sintomi correlati, la coppia può ricorrere ad un dispositivo miniaturizzato (Persona®) che mostra su display quali sono i giorni fertili sulla base del contenuto ormonale delle urine del mattino, valutato mediante stick. La rilevazione dei segnali del periodo ovulatorio non interferisce con la dinamica sessuale della coppia se non per quanto riguarda la scelta di astinenza o meno dai rapporti.

Dott. Anzani, pensando alla proposta della Chiesa di avere rapporti sessuali dopo il matrimonio, che ruolo ha l'attesa nella sessualità?

Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma  che i fidanzati che vivono “la castità nella continenza” risultano messi  “alla prova” per  accrescere  “il reciproco rispetto”,  allenandosi  “alla fedeltà e alla speranza di riceversi l’un l’altro da Dio” (CCC, 2350). Solo così sarà possibile, all’atto del matrimonio, dirsi  reciprocamente: “Il tuo amore è per me più dolce e più caro di tutto il resto.  Se dovessi perdere tutto, se dovessi soffrire, non avrò paura se solo conservo il tuo amore”. (San Giovanni Crisostomo)

La pazienza di amarsi giorno dopo giorno, passo dopo passo, porterà a comprendere quando è arrivato il momento per “essere una sola cosa” esprimendo davanti a tutti il proprio amore per sempre, nel matrimonio. L’etica sessuale cristiana non va vista come una precettistica che induce al rifiuto della sessualità, alla disistima dei valori che essa contiene.  Va colta come forza contro l’egoismo, la prepotenza, la strumentalizzazione, la riduzione del rapporto a puro atto genitale.

Del resto, diverse indagini pubblicate negli ultimi anni, hanno evidenziato che le coppie che convivono senza essere sposate hanno una probabilità maggiore, rispetto alle altre, di lasciarsi.

“Non nasce in un’ora il vero amore né da scintille a comando sulla pietra. Nasce, invece, lento e si propaga dopo una lunga complicità che lo rafforza. Solo così diventa invulnerabile alla noia e agli abbandoni” (Ibn Hazm).

Dott. Bombelli, cosa si aspetta dal sinodo sulla famiglia?

Quest’anno, mentre stavo correggendo i capitoli di un testo di ginecologia e ostetricia per gli studenti dell’ultimo anno del corso di laurea in Medicina, nel capitolo dedicato alla regolazione delle nascite per ben 10 volte ho dovuto aggiornare la tabella dei preparati estroprogestinici, tante sono state le formulazioni o produzioni di nuove pillole. La Chiesa non può e non deve correer dietro alle ultime novità: l’insegnamento ci è stato dato da tempo. Quello che mi aspetto è che continui ad  aiutarci nella comprensione del significato delle nostre scelte ed in particolare delle scelte della coppia al riguardo di una procreazione responsabile.

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