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Ogm, nella Chiesa cresce il fronte dei favorevoli

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Gelsomino Del Guercio - Aleteia - pubblicato il 15/10/14

Aperture di Turkson e Papa Francesco. La Pontificia Accademia delle Scienze spinge per l'ingegneria genetica

«Quei semi migliorano la vita. A chi è contro gli Ogm chiedo un ripensamento». L’appello di Umberto Veronesi, uno dei maggiori oncologi internazionali è rivolto all’uso in agricoltura di prodotti geneticamente modificati: «Il loro uso previene le malattie e in futuro permetterà di sfamare un mondo in cui saremo sempre più numerosi» (La Repubblica, 6 ottobre).

L’AUGURIO DI SORONDO
Di fronte all’agricoltura transgenica, cioè agli Ogm, come si comporta la Chiesa cattolica? Osteggia la loro diffusione? O condivide il percorso dell’ingegneria genetica? In realtà negli ultimi anni si sono registrate delle aperture importanti. Il Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, monsignor Marcelo Sanchez Sorondo ha difeso la trasformazione transgenica in agricoltura purché contribuisca ad alleviare la fame nel mondo e non si trasformi in attività speculativa che colpisce la giustizia sociale (Adn Kronos, 2 marzo 2013). 

I DUBBI DEI VESCOVI AFRICANI
Ma una bocciatura sia pure con qualche distinguo per gli Ogm era arrivata dal sinodo dei vescovi africani (Nigrizia, ottobre 2012). Nell’occasione le chiese del grande continente si erano pronunciate criticamente contro l’invasività nelle agricolture locali degli Ogm che cancellano le colture tradizionali e sfruttano per interessi economici le terre dei Paesi più poveri e soprattutto gli agricoltori rendendoli dipendenti dalle grandi multinazionali. 

IL CAMBIO DI PASSO NELL’ANNO DEL GIUBILEO
La Chiesa si era interrogata ufficialmente sull’argomento in due occasioni. Con il documento-studio sull’Uso di ‘Piante geneticamente modificate’ per combattere la fame nel mondo, rilasciato alla fine della Sessione Plenaria del Giubileo su “La scienza e il futuro dell’umanità”, novembre 2000, che apriva all’ingegneria genetica. «Non vi è nulla di intrinseco, nell’impiego dell’ingegneria genetica per il miglioramento delle colture, che renderebbe pericolose le piante stesse o i prodotti alimentari da esse derivati», una delle conclusioni più importanti sancite dal documento. 

AIUTO AI POVERI
E ancora: «La comunità scientifica dovrebbe essere responsabile della ricerca e dello sviluppo, che possono portare a progressi nella produttività agricola e dovrebbe vigilare affinché i benefici ad essi associati vadano a vantaggio sia dei poveri che degli abitanti dei paesi sviluppati che attualmente godono di un tenore di vita relativamente alto». 

IL DOCUMENTO DELL’ACCADEMIA
Il secondo approfondimento sull’argomento è venuto con la settimana di studio in Vaticano nel maggio 2009 intitolata “Le piante transgeniche per la sicurezza alimentare nel contesto dello sviluppo” e sponsorizzata dalla Pontificia Accademia delle Scienze. In quell’occasione si è continuato a sostenere l’importanza degli Ogm. «La tecnologia dell’ingegneria generita usata in maniera appropriata e responsabile – si legge nelle conclusioni – può, in molte circostanze, fornire un contributo essenziale alla produttività agricola tramite il miglioramento delle colture».  

POTRYKUS TRANQUILLIZZA
Il professor Ingo Potrykus, tra i maggiori esperti mondiali di Ogm e membro della Pontificia Accademia delle Scienze, ha detto ad Aleteia: «Ho un grande rispetto per Umberto Veronesi. Non si dovrebbe aver paura degli Ogm non perché sono utili per prevenire il cancro, ma perché c’è un consenso scientifico sul fatto che non presentano alcun rischio nuovo o inusuale, e perché non esiste neanche un caso documentato di danno nonostante siano usati in tutto il mondo da 15 anni. Non è giusto perché non c’era e non c’è un’opinione comune. C’erano e ci sono sostenitori e oppositori».

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cancroogm
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