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Sinodo. Erdö: pazienza e delicatezza per famiglie ferite. No a soluzioni uniche

©MASSIMILIANO MIGLIORATO/CPP

Radio Vaticana - pubblicato il 13/10/14

“La conversione deve essere quella del linguaggio perché esso risulti effettivamente significativo. (…) Non si tratta soltanto di presentare una normativa ma di proporre valori, rispondendo al bisogno di essi che si constata oggi anche nei paesi più secolarizzati”.

Essenziale, poi, una “adeguata preparazione al matrimonio cristiano”, perché esso non è solo “una tradizione culturale o un’esigenza sociale”, bensì “una decisione vocazionale”. Senza “complicare i cicli di formazione”, dunque, l’obiettivo è quello di “andare in profondità”, non limitandosi ad “orientamenti generali”, ma rinnovando anche “la formazione dei presbiteri” sull’argomento, grazie al coinvolgimento delle stesse famiglie, la cui testimonianza va “privilegiata”.

L’accompagnamento della Chiesa viene suggerito anche per dopo il matrimonio, periodo “vitale e delicato” in cui i coniugi maturano la consapevolezza del sacramento, il suo significato e le sfide che esso comporta.

Allo stesso modo, la Chiesa – continua la Relazione – deve incoraggiare e sostenere i laici impegnati nella cultura, nella politica e nella società, perché non manchi la denuncia di quei fattori che impediscono “l’autentica vita familiare, determinando discriminazioni, povertà, esclusioni, violenza”.

Guardando, quindi, a separati, divorziati e divorziati risposati, il card. Erdö sottolinea che “non è saggio pensare a soluzioni uniche o ispirate alla logica del ‘tutto o niente’”; il dialogo deve continuare, perciò, nelle Chiese locali, “con rispetto ed amore” per ogni famiglia ferita, pensando a chi ha subito ingiustamente l’abbandono del coniuge, evitando atteggiamenti discriminatori e tutelando bambini:

“E’ indispensabile farsi carico in maniera leale e costruttiva delle conseguenze della separazione o del divorzio sui figli: essi non possono diventare un ‘oggetto’ da contendersi e vanno cercate le forme migliori perché possano superare il trauma della scissione familiare e crescere in maniera il più possibile serena”.

Riguardo allo snellimento delle procedure per il riconoscimento della nullità matrimoniale, il Relatore generale del Sinodo ricorda le proposte avanzate in Aula: superare l’obbligo della doppia sentenza conforme, determinare la via amministrativa a livello diocesano, avviare un processo sommario in casi di nullità notoria, ma anche dare rilevanza alla fede dei nubendi per riconoscere o meno la validità del vincolo. Il tutto richiede – sottolinea il porporato – personale chierico e laico adeguatamene preparato, ed una maggiore responsabilità dei vescovi locali.

Quanto all’accesso al sacramento dell’Eucaristia per i divorziati risposati, la Relazione elenca i principali suggerimenti emersi dal Sinodo: mantenere la disciplina attuale; attuare una maggiore apertura per casi particolari, insolubili senza nuove ingiustizie o sofferenze; oppure optare per la via “penitenziale”:

“L’eventuale accesso ai sacramenti occorrerebbe fosse preceduto da un cammino penitenziale – sotto la responsabilità dal vescovo diocesano –, e con un impegno chiaro in favore dei figli. Si tratterebbe di una possibilità non generalizzata, frutto di un discernimento attuato caso per caso, secondo una legge di gradualità, che tenga presente la distinzione tra stato di peccato, stato di grazia e circostanze attenuanti”.

Resta ancora aperta, inoltre, la questione della “comunione spirituale”, per la quale viene sollecitato un maggiore approfondimento teologico, così come viene richiesta una maggiore riflessione sui matrimoni misti e sui “problemi gravi” legati alla diversa disciplina nuziale delle Chiese ortodosse. Quanto alle persone omosessuali, viene sottolineato che esse hanno “doti e qualità da offrire alla comunità cristiana”: la Chiesa sia dunque, per loro, “casa accogliente”, fermo restando il no alle unioni omosessuali e a quelle pressioni di organismi internazionali che legano gli aiuti finanziari all’introduzione di normative ispirate all’ideologia del gender.

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famigliasinodo famiglia
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