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Il demonio vuole sangue di innocenti, vuole violenza e paura…

© Public Domain
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L'esorcista della diocesi di Rancagua (Chile) mette in guardia contro i pericoli dell'esoterismo

Il ricorso a presunti stregoni o streghe e la pratica di riti esoterici sono condotte in aumento in America Latina, con conseguenze molto negative e in qualche caso mortali. La superstizione, la suggestione, la paura e l’ignoranza giocano un ruolo fondamentale in questa tendenza che molti mezzi di comunicazione diffondono con morbosità o offrono nelle loro sezioni di avvisi a pagamento.

“I promotori di questa nuova corrente eclettica approfittano della confusione, delle necessità e dell’ignoranza per trarre grandi profitti a scapito del portafogli dei loro ingenui clienti”, ha segnalato il sacerdote cileno Luis Escobar Torrealba.

Escobar, esorcista della diocesi cilena di Rancagua, ha aggiunto che la gente abituata al consumismo e al soddisfacimento immediato delle proprie necessità cerca in streghe e magia soluzioni rapide. “Si tratta di non compiere altro sforzo che non sia mettere denaro per separare o unire coppie, attirare l’amore, comprare la buona sorte, guarire senza andare dal medico, annientare nemici, trovare lavoro, allontanare le vibrazioni negative eccetera. Ce n’è per tutti i tipi, ed è impressionante come anche i cristiani diano le spalle al Vangelo cadendo nell’idolatria costruendosi un dio su misura”.

Per via del suo lavoro, padre Escobar ha informazioni di prima mano sulle conseguenze di questi atti, e ha ricordato che poco tempo fa nella sua regione una bambina di sette anni “è morta vittima di un rituale con caratteristiche esoteriche favorito dalla superstizione, dalla suggestione, dalla paura e dall’ignoranza”.

Quanti altri casi avvengono quotidianamente rimanendo impuniti?, si chiede il sacerdote, citando tra le possibilità “consacrazione di bambini al demonio, stregoni che consegnano i propri parenti al nemico per far ereditare loro i propri poteri, sacrifici umani che restano nell’oscurità, strutture sociali di morte che sorgono come illusioni di benessere in un mondo che sprofonda nelle tenebre dell’errore”.

In questo contesto, Portaluz ha posto altre domande a padre Escobar.

Come suggerisce di prevenire i rischi che segnala?

Gesù è il sole che viene dall’alto per illuminare quanti vivono nelle tenebre e nelle ombre della morte. Egli è la Via, la Verità e la Vita, chi vede Lui vede il Padre, chi procede mano nella mano con Cristo non si confonde, ma guarisce ed è liberato anche dalla morte stessa.

Qualche consiglio pratico per affrontare l’esoterismo?

Oggi bisogna annunciare il Vangelo con più forza, perché coloro che hanno perso la speranza la recuperino, coloro che sono malati guariscano e gli oppressi siano liberati. La superstizione è un peccato e con esso apriamo la porta al nemico nella nostra vita e diventiamo schiavi della paura e di quanti amministrano le fonti che alimentano l’idolatria della creatura. Un cristiano ama, e l’amore è l’unico antidoto contro Satana, non lo sopporta. Chi ama non danneggerà mai l’altro, cercherà sempre di difendere la vita e cercherà di salvare nell’amore l’altro, perché Dio è amore, mentre la superstizione ci fa perdere l’essenziale della vita, la gioia di viverla, e ci rende ciechi di fronte alla bellezza di Dio che si manifesta nel quotidiano dell’esistenza.

Chi guadagna dall’azione di stregoni ed esoteristi?

Il demonio vuole sangue di innocenti, vuole violenza e paura…

Affrontare questa realtà è un’urgenza ecclesiale?

Come Chiesa abbiamo la responsabilità di disporre di tutto il bene per questi nuovi paralitici, ciechi e lebbrosi che hanno bisogno di essere guariti da Gesù; abbiamo bisogno della fede della donna cananea che oltrepassa le frontiere per andare a pregare per sua figlia, di colei che non si cura di rischiare a livello sociale per stare alla presenza del Signore, di colei che non teme la critica sociale per il fatto di avvicinarsi a Cristo, perché sa che è l’unico che può guarire sua figlia.

Una Chiesa che oltrepassa le frontiere, che non teme la critica sociale del mondo, una Chiesa che non teme il potere politico, una Chiesa che non teme la morte né la persecuzione perché si sente amata… Una Chiesa che non teme di perdere posti di privilegio per salvare i propri figli e le proprie figlie.

Tutti noi battezzati siamo la Chiesa, e a tutti noi spetta di rinnovarci ed essere coloro che si amano e danno la buona notizia al mondo, e che per questa notizia e per questa esperienza si convertono. Benedetto chi confida nel Signore e ripone la sua speranza in Lui. Sarà come un albero piantato accanto all’acqua, che stende le sue radici verso la corrente; non teme che arrivi il calore, e le sue foglie sono sempre verdi.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]
 

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