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Ragazzino aggredito perché grasso. Dov’è finita la dignità della persona?

© DR
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Un fatto che denuncia la crisi educativa della società contemporanea

Lo hanno preso in giro perché era grasso. E dopo averlo insultato a parole, lo hanno "punito" con i fatti. 

Uno di loro lo ha bloccato, gli ha abbassato i pantaloni e soffiando con la pistola ad aria compressa usata in un autolavaggio gli ha provocato lacerazioni nell’intestino. È successo mercoledì 8 ottobre a Napoli, nel quartiere di Pianura. La vittima del grave atto di bullismo, sfociato in una violenza, è un quattordicenne, ora gravissimo all’ospedale San Paolo: ha riportato lesioni multiple al colon. (Corriere.it, 9 ottobre)

Gli aggressori, due 24enni, sono stati fermati per tentato omicidio.

Solo un gioco?
I parenti di uno dei 2 aggressori hanno giustificato il grave atto del figlio, parlando di una «stupidaggine». «Hanno fatto una enorme stupidaggine ed è giusto che tutti quelli che vi hanno preso parte paghino, ma che paghino il giusto. Non è un tentato omicidio né altro, sono tutti bravi ragazzi che si prendevano in giro tra loro. Non hanno capito che il compressore, con quella potenza, avrebbe fatto danni».

Per loro era un gioco Immediata la risposta della mamma del ragazzino, ora ricoverato in prognosi riservata: «Un gioco? Non penso che si giochi così? Se volevano farlo potevano usare un secchio d’acqua. Invece, per poco non l’hanno ucciso. Sono vigliacchi e senza cuore».

Commenti agghiaccianti
Don Fortunato Di Noto, fondatore e animatore dell’Associazione Meter ha commentato per Aleteia il grave atto di bullismo avvenuto a Napoli: “Nessuno può pensare che quello che è stato fatto può essere giustificato, il commento da parte dei parenti degli aggressori è agghiacciante. Non possono difenderli dicendo è una ragazzata, sono bravi ragazzi. Non lo sono. Ed è giusto dirlo”

Dignità persona
“Il ragazzino è stato vessato anche a causa di un pregiudizio sul suo aspetto, dovuto a cosa se non ad una società banalizzata e superficiale?" continua Don Fortunato "Dov’è la dignità delle persone? Guardiamo all’integralità della persona? Dio lo fa, impariamo da lui”

Società malata
Il fondatore dell’Associazione Meter si è poi soffermato sulla crisi della nostra società “Ci vuole una scuola della tolleranza, la differenza è una ricchezza” aggiungendo che “Non c’è una risposta sociale ad un dramma che si verifica. In questo episodio io ci leggo una società in crisi, malata, incapace di reagire positivamente e non di relegarla ad un fatto di cronaca” .

 

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