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Morti in culla? Finalmente ne conosciamo le ragioni

Fenstermacher-Photography-CC

Kathleen M. Berchelmann - Aleteia - pubblicato il 09/10/14

La ricerca getta luce su cause congenite per alcune morti “inspiegabili”

All’epoca delle mie nonne li chiamavano “bambini blu” o “morti in culla”, il terribile fenomeno che ora i medici definiscono “sindrome della morte improvvisa del lattante” (SIDS dalle iniziali in inglese). È orribile quando i bambini arrivano al pronto soccorso trovati morti e blu nelle loro culle. I genitori iniziano a chiamare il soccorso medico, sperando e pregando per un miracolo. In genere non avviene. Constatiamo la morte e confortiamo i genitori. È difficile spiegare ai genitori perché il loro bambino sano è morto improvvisamente nella culla, senza alcuna causa apparente. Questi bambini muoiono pacificamente nel sonno? O lottano per respirare e soffrono? Qualcuno avrebbe potuto impedirlo? Non ho mai avuto le risposte a queste domande, lasciando i genitori a soffrire nella nostra ignoranza medica.

Ora abbiamo qualche risposta reale per i genitori circa le cause della sindrome della morte improvvisa del lattante.

Una ricerca pubblicata sulla rivista medica "Pediatrics" mostra che la maggior parte dei bambini che muoiono di SIDS aveva anomalie al tronco encefalico. In particolare, aveva anomalie nei livelli e nei recettori della serotonina, così come nei recettori GABA e 14-3-3 (una proteina che regola la serotonina). Non è quindi il soffocamento che provoca la SIDS. I bambini che muoiono di SIDS hanno spesso un’anomalia del tronco encefalico che impedisce che rispondano appropriatamente alla mancanza di ossigeno.

Quando ci addormentiamo con una coperta sul viso ci svegliamo, ma alcuni bambini hanno tronchi encefalici immaturi che non riescono a riconoscere correttamente questa mancanza di ossigeno, e quindi non si svegliano e non si muovono.

Non sappiamo quali bambini hanno queste anomalie del tronco encefalico. Non c’è alcun test diagnostico che possa individuare un bambino a rischio di SIDS. La dottoressa Hannah Kinney, autrice di questo e di molti altri studi sulla SIDS, spera un giorno di sviluppare un test diagnostico di questo tipo. Per ora, ad ogni modo, la SIDS può essere prevenuta tenendo i bambini in ambienti di sonno sicuri, mettendoli a dormire sulla schiena e lontani da rischi di soffocamento. Nelle sue conclusioni, la dottoressa sottolinea la necessità di promuovere il sonno sicuro per i bambini.

L’"ABC" della SIDS ci aiuta a ricordare come tenere al sicuro i nostri bambini quando dormono:

I bambini dovrebbero dormire SOLI, sulla SCHIENA, in una CULLA.

Questo ABC del sonno sicuro è tuttavia al centro di controversie, soprattutto tra le mamme che allattano i figli e condividono con loro il letto. La condivisione del letto aumenta il rischio di soffocamento infantile. La grande maggioranza dei pediatri concorda sul fatto che il luogo più sicuro in cui un bambino possa dormire è la stessa stanza in cui si trova la madre ma non lo stesso letto.

Il dottor Sears, il dottor McKenna e il dottor Burke sono tre pediatri noti per il sostegno alla condivisione del letto, contro la ricerca che mostra come questa aumenti il rischio di SIDS. Lodo i loro sforzi per migliorare il legame materno-infantile e l’allattamento al seno, ma penso che le statistiche sulle morti parlino da sé. Nel 2011, 57 bambini del Missouri sono morti mentre condividevano il letto con un genitore, secondo il programma statale Child Fatality Review. E il rischio di morte improvvisa durante il sonno aumenta di 15 volte quando un genitore dorme nello stesso letto con il bambino. È vero che l’abuso di sostanze aumenta il rischio di morte nel letto condiviso, così come il dormire con il proprio bambino su un divano. I genitori dovrebbero essere informati in modo specifico su questi rischi, ma molte morti non erano associate ad abuso di sostanze o a dormire sul divano.

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